TRIBUNALE DI BOLOGNA ESISTE UN OBBLIGO DI BUONA FEDE TRA RISPARMIATORI – CHI LO VIOLA E’ TENUTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO NEI CONFRONTI DELL’ALTRO ANCHE QUANDO ENTRAMBI SONO RIMASTI VITTIME DI UN MEDESIMO PROMOTORE FINANZIARIO

by Redazione CODACONS ER on

12 Luglio 2018

COMUNICATO STAMPA

Economia

 

TRIBUNALE DI BOLOGNA ESISTE UN OBBLIGO DI BUONA FEDE TRA RISPARMIATORI – CHI LO VIOLA E’ TENUTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO NEI CONFRONTI DELL’ALTRO ANCHE QUANDO ENTRAMBI SONO RIMASTI VITTIME DI UN MEDESIMO PROMOTORE FINANZIARIO 

Il CODACONS, all’interno di una vicenda legata ad un promotore finanziario infedele di Bologna che ha danneggiato decine di risparmiatori dove alcuni di essi non avevano le condizioni per poter agire contro un soggetto terzo (istituto di credito), ha fatto rimarcare dal Tribunale di Bologna, il fatto che il risparmiatore che ha emesso un assegno incassato da terzi a seguito dell’indicazione da parte del promotore finanziario infedele (poi rilevatosi insolvente/ nulla tenente) invece che del nome della società di cui il risparmiatore voleva acquistare i titoli il nome di un altro cliente – anch’esso truffato, ha diritto a rivalersi nei confronti di quest’ultimo il quale, non avendo alcun titolo di credito nei confronti del primo, non avrebbe, anche se tratto in inganno dal promotore, dovuto incassare l’assegno in questione.

Ci si trova, infatti, in questo caso di fronte ad un arricchimento senza causa che seppur non spieghi alcun effetto penalmente rilevante, essendo il tutto avvenuto all’interno di una truffa posto in essere dal promotore (o per meglio dire nel caso di specie ex promotore finanziario all’epoca dei fatti ),  mantiene le caratteristiche di un illecito arricchimento in quanto colui che incassa un titolo di un soggetto rispetto al quale non vanta alcuna ragione è tenuto a rimborsare detta somma oltre a dover risarcire il primo risparmiatore del danno subito.

Si tratta certamente di casi limite in cui per motivi particolari non esiste titolo per agire contro l’ex datore di lavoro del promotore finanziario, ma che costituiscono in ogni caso un rimedio efficace quando – ad incassare la somma destinata ad investimenti non è il promotore ma un soggetto terzo ed il promotore risulta incapiente e come nel caso il secondo risparmiatore non ha mai sporto denuncia querela contro il promotore finanziario.

Vice Presidente Nazionale CODACONS, Responsabile Contezioso Bancario CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

Written by: Redazione CODACONS ER

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