COMUNCATO STAMPA CONGIUNTO COMITATI FAMILIARI VITTIME COVID EMILIA ROMAGNA – CODACONS EMILIA ROMAGNA

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I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il CODACONS della Regione Emilia Romagna ( a cui diversi familiari sono associati in tutta la Regione) si sono incontrati sabato 11 luglio 2020 per analizzare l’esito dell’incontro tenutosi con la Regione Emilia Romagna nella giornata di venerdì 10 luglio 2020 prendendo atto dell’inidoneità ed insufficienza delle risposte ricevute le quali  sono risultate assolutamente al di sotto delle aspettative tenuto conto dei mesi trascorsi dalla “strage di anziani” verificatasi nelle strutture di ricovero ed assistenza.  

I dirigenti presenti all’incontro non solo non hanno fornito ai familiari alcun elemento utile alle indagini ma hanno candidamente affermato  che di ciò che è accaduto in nelle strutture dove sono deceduti migliaia di anziani nulla sapevano essendosi limitati ad indicare a queste ultime le linee guida da tenere durante la pandemia.

Mentre i familiari hanno consegnato alla Regione un primo dossier contenente elementi di prova delle manchevolezze registrate in diverse strutture dove si sono verificati i decessi per covid, la Regione non ha neppure consegnato ai comitati, come aveva promesso di fare, il documento contenente le linee  guida adottate dal mese di marzo in avanti con l’elenco delle strutture a cui dette linee guida sono state notificate con le date delle singole notifiche.

I comitati dei familiari ed il CODACONS ritengono tale comportamento della regione Emilia Romagna e del servizio sanitario regionale distante anni luce da quello che dovrebbe essere stato l’impegno della Regione nel tentare di comprendere con la massima  celerità quelle che sono state le manchevolezze che  hanno determinato una strage di diverse migliaia di anziani in Emilia Romagna anche la fine di tentare di evitare che tali criticità portino ad un una nuova strage nel caso di un ritorno di ondata di contagi nei prossimi mesi.

I comitati temono che la Regione per non intaccare la propria immagine di sistema sanitario efficente eviti di individuare le mele marce o i vizi di una macchina che ha, si certamente funzionato molto meglio che in altre regioni, ma che non è riuscita ad evitare un così elevato numero di decessi non tutti dovuti all’ineluttabilità legata alla forza e contagiosità del virus.

Lo stupore, quasi candore con cui i dirigenti presenti all’incontro si sono posti di fronte alle prove di ciò che non è andato come doveva all’interno di diverse strutture di ricovero rammostrate dai comitati lascia al quanto attoniti circa l’efficacia dell’attività  ispettiva e di controllo della Regione e del sistema sanitario regionale  anche solo in termini di verifica di qualità del servizio che vada la di là di dato meramente statistico che in quanto tale non può premettere di capire chi ha sbagliato e non permette di individuare le mele marce all’interno di un cesto contenete moltissime mele sane.

Preso atto di ciò i comitati pur non sottraendosi a possibili incontri a tavoli di discussione per tentare di eliminare le gravi criticità rilevate insistono nel chiedere una commissione di inchiesta regionale come unica forma di impegno serio volto a coadiuvare anche il lavoro delle singole Procure della Repubblica chiamate tramite esposti e denunce querele a verificare l’esistenza di comportamenti penalmente rilevanti ed a individuare i responsabili di detti comportamenti ma che abbia anche come scopo anche quello di rilevare ed individuare ciò che non ha funzionato nella macchina sanitaria regionale o che dalla Regione e/o dai singoli comuni doveva essere monitorata al di là dell‘esistenza o meno di comportamenti penalmente rilevanti e questo sia nei confronti delle RSA , delle strutture ospedaliere che delle CRC convenzionate o meno con il SSN.

A tal fine i comitati inizieranno nei prossimi giorni un giro di incontri con tutti i gruppi regionali presenti in consiglio regionale che si renderanno disponibili a riceverli per capire come questi si pongono rispetto a questa precisa richiesta di istituire all’interno del Consiglio Regionale una commissione di inchiesta su quanto accaduto ed anche sulle modalità di funzionamento di tale eventuale commissione di inchiesta. Non si può infatti tentare di superare questa ferita che ha riguardato migliaia di nuclei familiari senza fare piena luce su quanto accaduto e questo non è un compito demandato alla sola magistratura ma anche alla politica

I COMITATI FAMILIARI VITTIME COVID DELL’EMILIA ROMAGNA

CODACONS EMILIA ROMAGNA  

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