CALENDA SI VERGOGNA DI RICONOSCERE CHE COME MINISTRO AVEVA A DISPOSIZIONE TUTTI I BILANCI DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI: E ALLORA A CHIEDERE I BILANCI DEL CODACONS PROPRIO AL SUO EX UFFICIO SI MATERIALIZZA UN SUO FAN DI TWITTER PRIMA DIMOSTRA DI NON SAPERE CHE I BILANCI DELLE ASSOCIAZIONI SONO TUTTI DEPOSITATI NEL SUO EX MINISTERO, POI LI FA CHIEDERE AGLI STESSI UFFICI: INSOMMA, CHI LO CAPISCE È BRAVO. MA ORA ASPETTIAMO INFO SULLE DONAZIONI DI SINGOLI E SOCIETÀ AD “AZIONE” L’AVVOCATURA DELLO STATO DESCRISSE TESTUALMENTE L’OPERATO DEL MISE DA LUI GUIDATO, CARATTERIZZATO DA “UN ECCESSO DI POTERE SOTTO IL PROFILO DEL NON CORRETTO PERSEGUIMENTO DEL FINE PUBBLICO E DELLO SVIAMENTO” IL PD DI BAGNACAVALLO SI METTE AL SERVIZIO DEL PARTITO FALLIMENTARE DI CALENDA

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Il Codacons ironizza sulla richiesta di accesso ai bilanci dell’Associazione, notificata alla stessa dal Ministero dello Sviluppo Economico e avanzata dal signor Enrico Sama (PD) del Comune di Bagnocavallo. A quanto pare, infatti, Carlo Calenda – che da settimane insiste a chiedere visione dei bilanci del Codacons, svelando ai cittadini italiani che da Ministro non sapeva neanche di averli a disposizione nei suoi stessi uffici – ha fatto chiedere i bilanci dell’Associazione direttamente al MISE e per tramite dell’assessore di un piccolo Comune, nominalmente del PD ma molto attivo sui social network proprio in difesa.. Dello stesso Calenda!
Insomma, una clamorosa gaffe. Calenda – che ora pontifica sul web ma non dice mai che nel 2018 lasciò ben 162 tavoli di crisi aziendale aperti al ministero dello Sviluppo Economico, con 180mila lavoratori abbandonati a sé stessi, e sotto il cui dicastero decollarono (+37%) i dati sui posti di lavoro a rischio – non ricordava, infatti, che la documentazione idonea  a comprovare il mantenimento del possesso dei requisiti previsti dall’art. 137 del Codice del Consumo prevede proprio l’invio del necessario bilancio definitivo approvato.
Invio che avviene allo stesso Ministero che Calenda, sfortunatamente per i cittadini, si trovò a guidare.
Lo stesso Calenda, evidentemente, si vergogna di riconoscere questa evidenza: e allora ecco materializzarsi un suo fan di Twitter, il sig. Sama appunto, a chiederne copia. L’Associazione invierà al sig. Sama copia dei bilanci tanto desirati: anche se sembra strano che gli unici d’interesse per l’assessore di Bagnocavallo, tra tutte le Associazioni dei consumatori, siano quelli del Codacons. Degli altri, evidentemente, non importa granché: elemento, questo, che fa molto riflettere sull’intera vicenda. L’Associazione, in ogni modo, chiede la stessa trasparenza. E allora, si aspetta dal sig. Sama o da altri, informazioni e motivazioni dei contributi di singoli e società nei confronti di “Azione”: solo qualche giorno fa, infatti, “Il Fatto Quotidiano” ha evidenziato come le casse del partito siano continuamente rifocillate da donazioni a quattro o cinque zeri. L’ultima, a quanto risulta, arrivata dalla Fondazione Giovanni Arvedi: 100mila euro regalati a giugno da uno dei più grandi gruppi siderurgici italiani. Sarebbe il caso, proprio in un’ottica di trasparenza reciproca, di conoscere ragioni e natura dei tanti contributi arrivati da diversi esponenti del gotha economico nazionale: un sostegno davvero notevole e inatteso, per un partito che i sondaggi accreditano al 3%.
L’Associazione, comunque, non si limiterà a inviare i propri bilanci. Farà ancora di più: inviterà il sig. Sama nei suoi studi di registrazione, per un’intervista dal vivo e un confronto leale e trasparente. Argomento della chiacchierata: le prospettive future del partitino sorto intorno all’enfant prodige Carlo Calenda, ultimamente al centro della bufera mediatica per gli articoli de “Il Fatto Quotidiano” su finanziatori e follower fittizi.

Il Codacons ha raccolto la lista dei contributi ricevuto da “Azione” all’indirizzo: https://bit.ly/2YIJkT2.

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