Comunicati Stampa

COMUNICATO STAMPA – Cronaca nazionale – 17 ottobre 2018

NUMERO CHIUSO, CODACONS: IN ATTESA DELL’ABOLIZIONE, TEST DI AMMISSIONE SIANO TOTALMENTE GRATUITI

OGGI UNO STUDENTE PAGA FINO A 100 EURO PER SOSTENERE PROVE D’INGRESSO. IGNOBILE SPECULAZIONE SUL DIRITTO ALLO STUDIO

In attesa dell’abolizione del numero chiuso per la facoltà di Medicina, il Codacons chiede oggi ai Ministri della salute e dell’Istruzione di disporre, a partire dal prossimo anno, la totale gratuità dei test di ingresso alle università.

“Oggi uno studente per sostenere il test di ammissione a Medicina è costretto a versare alle università fino a 100 euro, senza contare la spesa per i trasporti e per il soggiorno qualora si provenga da altre città – spiega il presidente Carlo Rienzi – Soldi pagati quasi a fondo perduto – considerato che solo 1 candidato su 6 viene poi ammesso alle facoltà – e che ingrassano le casse delle università, determinando una ignobile speculazione sul diritto allo studio”.

Le università sono enti pubblici che, per fine istituzionale, devono curare la preparazione dei giovani ai corsi universitari, attingendo in tal senso ai loro bilanci che sono tutti in attivo – prosegue il Codacons – Per tale motivo richiedere somme di denaro per sostenere i test di ingresso alle facoltà potrebbe addirittura realizzare il reato di appropriazione indebita e abuso di atti di ufficio.

COMUNICATO STAMPA – TREVISO 9 OTTOBRE 2018

UNA ULTERIORE VITTORIA DEL CODACONS A TUTELA DEI CLIENTI DEGLI ISTITUTI DI CREDITO.

IL TRIBUNALE DI TREVISO ACCERTA CHE LA CASSA DI RISPARMIO DE VENETO HA ILLEGITITMAMENTE ADDEBITATO 100.000 EURO AD UN’AZIENDA CON SEDE IN PROVINCIA DI TREVISO

Il Tribunale di Treviso Sezione Terza ha stabilito con la Sentenza n. 1901/2018 che la Cassa di Risparmio del Veneto ha annotato alla data del 30.6.2014 poste illegittime a debito ai danni della società attrice per complessivi Euro 98.780,60.

In particolare il Tribunale ha dichiarato che in base all’evoluzione giurisprudenziale deve dunque ritenersi definitivamente acquisito il principio secondo cui la clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dal cliente è nulla, in quanto applicativa di un uso negoziale (ex art. 1340 c.c.) e non normativo (ex art. 1 ed 8 delle preleggi al c.c.), laddove l’art. 1283 c.c. esclude l’anatocismo (salve le ipotesi della domanda giudiziale e della convenzione successiva alla scadenza degli interessi) in mancanza di usi contrari. Pertanto, l’inserimento della clausola nel contratto, in conformità alle N.B.U., non esclude la suddetta nullità, poiché a tali norme deve riconoscersi soltanto il carattere di usi negoziali non quello di usi normativi.

In assenza di una espressa volontà negoziale della correntista manifestata successivamente all’entrata in vigore della delib. CICR 9.2.2000, nessuna rilevanza potrebbe poi ascriversi all’adeguamento unilaterale operato dall’istituto di credito in conformità al disposto degli art. 6 e 7 della predetta delibera.

Nei rapporti contrattuali in essere al momento dell’entrata in vigore della predetta delibera attuativa dell’art. 120 TUB, l’unica forma di adeguamento possibile, stante la declaratoria di incostituzionalità del comma 3 dell’art. 25 D.lgs 342/1999 (sentenza Corte Cost. n. 425 del 17.10.2000), ovvero della norma delegante che costituiva la fonte primaria idonea a sorreggere il disposto dell’art. 7 della delibera CICR del 9.2.2000 e a consentire alla fonte regolamentare di derogare al divieto di legge imposto dall’art. 1283 c.c., era infatti necessariamente quella di una nuova pattuizione scritta che, nel caso di specie, è intervenuta soltanto nel 2005.

Va dunque dichiarata l’illegittimità delle annotazioni a debito effettuate a titolo di capitalizzazione degli interessi passivi e di spese di chiusura periodica del conto fino alla prima approvazione specifica scritta da parte del cliente della clausola anatocistica reciproca riportata nel contratto datato 23/02/2005 (cfr. doc. 30 allegato alla seconda memoria di parte convenuta).

Quanto alle Commissioni di Massimo Scoperto, l’onere nel contratto del 21 marzo 2000 risulta pattuito nella misura, modalità di calcolo e periodicità; nel contratto successivo datato 26 agosto 2003 non è invece prevista la periodicità e, conseguentemente, la clausola difetta della necessaria determinatezza. mentre non si rinviene pattuizione alcuna a sostegno della commissione di istruttoria veloce.

Importante è anche quanto affermato dal Tribunale di Treviso in considerazione  della non completezza di tuti gli estratti conto trimestrali scalari da pare del cliente che vuol far accertare le illegittime pretese della banca. Il Tribunale sul punto chiarisce che “Quanto all’eccezione di inammissibilità dell’azione per omessa produzione integrale degli estratti conto, si ritiene che l’azione attorea sia adeguatamente supportata dal punto di vista documentale anche con una produzione non necessariamente integrale degli estratti conto e degli estratti “scalari”. Per quel che concerne tale profilo, lo scrivente… ritiene che l’azione non possa ritenersi in radice preclusa soltanto perché il correntista non alleghi l’intera e ininterrotta serie degli estratti conto dall’inizio del rapporto sino alla sua chiusura. L’entità delle poste a debito illegittime ben può ricavarsi con il ricorso al c.d. metodo sintetico, risultando tutt’altro che complesso dal punto di vista contabile sottrarre dai numeri debitori del saldo iniziale di un trimestre la grandezza corrispondente agli oneri illegittimamente contabilizzati nel trimestre precedente e operare così il ricalcolo delle competenze nei trimestri successivi; non essendovi poi spazio, per quanto si dirà, per l’azione di ripetizione, è irrilevante quantificare quali e quanti versamenti abbiano determinato l’estinzione, mediante pagamento, di annotazioni illegittime”.

Chi volesse avere un primo parere gratuito sulle possibilità di recuperar perdite finanziarie subite o come nel caso deciso dal Tribunale di Treviso voler verificare la regolarità di interessi ed altri costi addebitatigli da finanziarie e banche o ancora per  essere aiutato per approvare un piano di sovraindebitamento in applicazione della legge antisuidici può rivolgersi al CODACONS 800 050800 per essere aiutato a protocollare la propria richiesta di aiuto presso il call center nazionale  del CODACONS per avere un appuntamento con i legali dell’associazione sul territorio o con il sottoscritto in qualità di responsabile contenzioso bancario del CODACONS .

CODACONS DALLA PARTE DEI DIRITTI DALLA PARTE DEI CONSUMATORI.

Vice Presidente Nazionale CODACONS – Responsabile Contenzioso Bancario.

Avv. Bruno Barbieri

PIACENZA 9 OTTOBRE 2018 – COMUNICATO STAMPA

A DISTANZA DI MENO DI DIECI GIORNI DA DUE SENTENZE IN MATERIA DI INVESTIMENTI FINANZIARI A FAVORE DI ASSOCIATI CODACONS CONTRO ISTITUTI BANCARI EMESSE DAL TRIBUNALE DI PARMA L’ASSOCIAZIONE OTTIENE UN ALTRO IMPORTANTE RISULTATO DAVANTI AL TRIBUNALE DI PIACENZA CONTRO FIDITALIA SPA

Il Tribunale di Piacenza il 7/10/2018 ha emesso sentenza n. 655/2018 di accoglimento della domanda di nullità e ripetizione dell’indebito pagamento presentata da una consumatrice associata CODACONS, rappresentata e difesa dagli avv.ti Bruno Barbieri – Vice Presidente Codacons Nazionale – e Cristina Balteri – Referente Codacons per la Provincia di Parma e Piacenza – condannando FIDITALIA S.P.A. a restituire l’intera somma percepita a titolo di interessi, oltre interessi dal dì del dovuto al saldo, e condanna alle spese legali.

Il finanziamento, della durata di 10 anni, stipulato nel novembre 2011, aveva obbligato la malcapitata consumatrice alla restituzione di un importo addirittura superiore al 100% di quello finanziato, cioè a fronte dell’erogazione di € 10.756,02, al termine del contratto l’importo restituito alla finanziaria sarebbe stato pari a € 21.720,00. I costi complessivi sostenuti dal consumatore per avere l’erogazione della somma chiesta a finanziamento ammontavano, infatti, a € 10.963,98, quindi addirittura superiore di € 210,00 rispetto alla somma ottenuta in prestito.

Ritiene, così, il Tribunale piacentino di aderire all’orientamento prevalente avanti alla Suprema Corte di Cassazione, secondo la quale “Ai fini della valutazione dell’eventuale natura usuraria di un contratto di mutuo, devono essere conteggiate anche le spese di assicurazione sostenute dal debitore per ottenere il credito, in conformità con quanto previsto dall’art. 644, comma 4, c.p. essendo a tal fine sufficiente che siano collegate alla cessione del credito”.

Del resto, chiosa il Giudice dott. Ricci: ”Banca d’Italia e MEF, da una parte e i giudici, dall’altra, in materia di usura hanno compiti diversi come ben diverse e non necessariamente concordi sono le funzioni assegnata all’ordinamento giuridico al tasso medio e al tasso soglia antiusura”.

Un’altra battaglia vinta da parte di un’associazione che ha fatto storia perchè ogni giorno si batte contro le ingiustizie di un sistema finanziario spesso prevaricatore, comunque sempre indifferente alle necessità dell’utenza e dei consumatori.

Chi volesse avere un primo parere gratuito sulle possibilità di recuperar perdite finanziarie subite o come nel caso deciso dal Tribunale di Piacenza voler verificare la regolarità di interessi ed altri costi addebitatigli da finanziarie e banche o ancora per  essere aiutato per approvare un piano di sovraindebitamento in applicazione della legge antisuidici può rivolgersi al CODACONS preso la nuova sede situata presso i locali del Movimento Cristiano Lavoratori di Piacenza, oppure telefonare la numero verde del CODACONS Emilia Romagna 800 050800 per essere aiutato a protocollare la propria richiesta di aiuto presso il call center nazionale  del CODACONS per vare un appuntamento con i legali dell’associazione.

CODACONS DALLA PARTE DEI DIRITTI DALLA PARTE DEI CONSUMATORI.

Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

by Redazione CODACONS ER on

2 Ottobre 2018

COMUNICATO STAMPA

UN ERRORE VIETARE L’USO DEGLI EURO 4 DIESEL CON COSI’ POCO ANTICIPO COME QUELLO DI EMETTERE GRIDA DI MANZONIANA MEMORIA

Il CODACONS  reputa che sia stata una scelta avvenata ed in violazione dei diritti di molti proprietari di veicoli Euro 4 diesel quella di comunicare da parte dei comuni con così poco anticipo di voler estendere il divieto di circolazione dalle 8.30 alle 18.30 anche questa categoria di veicoli.

Il CODACONS che è associazione di protezione ambientale e che pertanto non può che vedere con favore qualsiasi iniziativa  volta a limitare l’inquinamento dell’aria, ritiene che i comuni abbiano sbagliato le tempistiche con cui comunicare tale loro volontà di voler fare i primi della classe nella tutela dell’aria rispetto a quanto avviene nel resto d’Italia.

Non ritiene il CODACONS  che i comuni dovessero attendere gli ultimi giorni di settembre per decidere che in Emilia Romagna si volesse adottare una politica più restrittiva ed avrebbero dovuto dare ampio margine di tempo ai proprietari delle vetture meno vetuste che non poteva attendersi un provvedimento di questo genere.

Volendo fare un parallelo a situazioni in cui il proprietario del veicolo è impossibilitato al suo uso si può richiamare quanto previsto e non a caso nella procedura di fermo ammnistrativo laddove è previsto che dal 21/8/2013, al debitore deve essere notificata una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di 30 giorni, sarà eseguito il fermo, senza necessità di ulteriore comunicazione.

Tale informativa è dovuta per l’effetto afflittivo di questa misura che al pari del blocco di circolazione incide in modo pesante sulla organizzazione familiare e lavorativa.

In ogni caso affinché i divieti non restino voci che si perdono nel vuoto sarebbe quanto meno opportuno che le telecamere ai blocchi della ZTL avessero modo di rilevare e così sanzionare in automatico chi viola i divieti di circolazione ed avendo una tecnologia già predisposta per la rilevazione delle targhe non dovrebbe essere così complicato adeguare tale funzione all’uso specifico.

Pertanto il CODACONS  invita i possessori di Euro 4 diesel destinatari di sanzioni di rivolgersi al CODACONS per verificare la possibilità di impugnare le sanzioni ed al tempo stesso il CODACONS verificherà se i Comuni ed in particolare il Comune di Bologna ha  attivato come avrebbe dovuto i controlli con le telecamere ai varchi delle rispettive ZTL per rendere i divieti efficaci riservandosi in difetto di segnalare tale inadempimento al Ministero competente nonchè agli uffici europei che si occupano di verificare il rispetto della normativa anti-smog.

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

13 settembre 2018  – Comunicato Stampa

UN’ ULTERIORE DUPLICE VITTORIA DEL CODACONS A TUTELA DI UN RISPARMIATORE DI PARMA CHE AVEVA INVESTITO IN BOND ARGENTINA

Il Tribunale di Parma, con due sentenze appena depositate, SENTENZA N 1200/18, e SENTENZA N 1201/18, PUBBLICATE IL 4/09/18, ha ribadito le ragioni dei consumatori, rappresentati e difesi dagli avv.ti Bruno Barbieri – Vice Presidente Codacons Nazionale – e Cristina Balteri – Referente Codacons per la Provincia di Parma e Piacenza – condannando la Banca che li aveva spinti ad investire in BOND ARGENTINA, a rifondere interamente il valore dell’investimento, oltre interessi e condanna alle spese legali.

In entrambe i casi, gli investitori/consumatori, senza nessuna esperienza nel settore finanziario, si erano affidati ai consigli del funzionario di filiale, che conoscevano da tempo e nel quale riponevano la loro fiducia, il quale si recava appositamente presso il loro domicilio per fargli firmare gli ordini di acquisto, senza per altro “che nessuna informazione venisse previamente fornita dal funzionario dipendente” della banca convenuta.

Il Tribunale di Parma, nel solco delle numerose sentenze già emesse nei confronti di altri associati Codacons, ha ribadito che la violazione degli obblighi informativi, la mancata valutazione della propensione al rischio dell’investitore e l’incuranza degli obiettivi dell’investimento sono determinanti ai fini della valutazione dell’inadempimento ai sensi dell’art. 1453 cc e comportano la risoluzione del contratto concluso mediante sottoscrizione di ordine di acquisto Bond Argentina.

Un’altra battaglia vinta, anzi due, da parte di un’associazione che ha fatto storia nella tutela degli utenti e dei consumatori e che ogni giorno si batte contro le ingiustizie di un sistema bancario in questo caso condannato al pagamento di oltre euro 50.000,00 sempre più indifferente alla tutela e alla corretta gestione del risparmio.

Sentenza Tribunale di Parma n. 1200 pubblicata settembre 2018

Sentenza Tribunale di Parma n. 1201 pubblicata settembre 2018

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

Servizio Civile con noi

by Redazione CODACONS ER on

27 agosto 2018

Servizio civile con noi

Bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale per la selezione di volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Nazionale. (Scadenza: 28/09/2018 ore 18.00).

Chi può partecipare

Possono presentare domanda tutti coloro che hanno compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno d’età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda e che siano in possesso dei requisiti indicati dal bando.

 

Modalità di invio delle domande

La domanda di partecipazione deve pervenire entro e non oltre le ore 18.00 del 28 settembre 2018. Si precisa che non farà fede il timbro postale.

Le domande  devono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

 

Posta elettronica certificata (PEC) di cui il candidato deve essere il titolare avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf. La domanda inviata tramite PEC dovrà indicare come oggetto della mail “Domanda di partecipazione Bando Servizio Civile 2016“. Si prega di inviare tutto il materiale allegato in un unico file; Indirizzi PEC di riferimento:ufficiolegalecodacons@pec.codacons.org
(PEC Ente)
a mezzo raccomandata A/R Indirizzi di riferimento:
c/o CODACONS:
Indirizzi riportati nell’elenco riportato “sedi dove poter fare la domanda”
a mano Indirizzi di riferimento:
c/o CODACONS:
Indirizzi riportati nell’elenco riportato “sedi dove poter fare la domanda”

 

E’ possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di Servizio Civile Nazionale. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi innanzi citati.

 

Bando Nazionale Volontari

Estratto Sistema di Selezione

Progetto_Codacons guidare in sicurezza

Elenco progetti approvati

Domanda

Dichiarazione titoli

Informativa privacy

 

Per ulteriori informazioni visitare il sito internet:

www.serviziocivile.gov.it

o contattare il Codacons a:

tel. 06.3728667 e-mail f.marchetti@codacons.org

 

N.B. Per tutte le informazioni prendere visione del testo del bando.

fonte: https://codacons.it/servizio-civile-con-noi/

2/08/18

COMUNICATO STAMPA

ESTATE: CODACONS LANCIA SERVIZIO CONTRO ABBANDONO DI CANI E ANIMALI

CITTADINI POSSONO SEGNALARE AL CODACONS CHI LASCIA CANI E GATTI IN STRADA. ASSOCIAZIONE PROVVEDERA’ A DENUNCIARE RESPONSABILI IN PROCURA

Anche il Codacons, in occasione delle vacanze estive 2018, aderisce alla campagna contro l’abbandono di cani e animali.

Si tratta di un vero e proprio reato punito dal nostro codice penale con l’arresto fino ad un anno e una multa fino a 10mila euro – spiega il presidente Carlo Rienzi – L’abbandono di cani e animali, non solo presso le autostrade, è purtroppo un fenomeno ancora molto diffuso in Italia, e spesso i responsabili di tali illeciti riescono a farla franca pur mettendo in pericolo la vita degli altri utenti e quella degli stessi animali che abbandonano al loro destino.

Per tale motivo il Codacons aderisce alla campagna contro l’abbandono degli animali e lancia quest’anno un apposito servizio per gli utenti:  tutti i cittadini e gli enti per la protezione degli animali che notano qualcuno lasciare cani, gatti o altri animali in strada possono contattare il call center dell’associazione al numero 892007 o inviare una mail al Codacons allegando foto, numero di targa dell’auto o qualsiasi particolare utile a identificare i responsabili dell’odioso crimine. Il Codacons provvederà a presentare formale denuncia in Procura affinché chi si rende protagonista di un gesto così odioso sia assicurato alla giustizia e paghi per il reato commesso, e contatterà le associazioni di volontariato locali affinché si prendano cura degli animali abbandonati.

COMUNICATO STAMPA
Cronaca nazionale e di Bologna
7 agosto 2018

INCENDIO BOLOGNA: CODACONS ATTACCA IL MINISTRO TONINELLI. DIFENDE LOBBY DEI TRASPORTATORI A DISCAPITO DELLA SICUREZZA STRADALE

ECCO COSA SCRIVE IL MINISTERO NEL CHIEDERE LA RIFORMA DELLA SENTENZA DEL TAR CHE AVEVA BOCCIATO IL CALENDARIO DI CIRCOLAZIONE DEI TIR

CODACONS CHIEDE DI LIMITARE ALLE SOLE ORE NOTTURNE IL TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE

Durissimo attacco del Codacons al Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, all’indomani del tragico incidente di Bologna che ha causato immensi danni ai cittadini e alle infrastrutture autostradali.
Nonostante i gravi incidenti che si stanno verificando in questi giorni di esodo e provocati dalla presenza di Tir in autostrada, il Ministro ha scelto di difendere la lobby degli autotrasportatori mettendo in secondo piano le esigenze di sicurezza stradale – spiega l’associazione – Solo pochi giorni fa infatti il Ministero dei trasporti ha presentato ricorso d’appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Lazio che, accogliendo un ricorso del Codacons, ha bocciato il calendario 2018 contenente i giorni di divieto di circolazione dei mezzi pesanti ritenendo eccessive le deroghe rilasciate dai Prefetti e perché non in grado di garantire adeguata sicurezza sulle strade.
Nelle motivazioni dell’appello il Ministero si schiera apertamente a favore della lobby dei Tir scrivendo:
“si rappresenta che l’eventuale adempimento
alle disposizioni della sentenza de qua, comporterebbe un’azione forte da parte del
mondo produttivo e di quello dell’autotrasporto con eventuali condizioni e situazioni da “scontro sociale”, che avrebbe inevitabili ripercussioni sulla stabilità economico – produttiva del Paese, con il diretto coinvolgimento del Governo. Il principio interpretativo “assoluto” adottato dal Tribunale Amministrativo, per le suindicate ragioni, non appare, tuttavia, applicabile alla fattispecie de qua proprio perché non tiene in considerazione le variabili legate alle situazioni e alle condizioni
contingenti od urgenti che si possono presentare e che sono alla base dell’emanazione delle deroghe Prefettizie ai sensi degli artt. 4, 5 e 6 dei DM
impugnati, nonché le fattispecie astratte e le esigenze e richieste a livello locale che, come sopra precisato, partecipano indirettamente e/o direttamente in modo sostanziale alla determinazione dei provvedimenti de quibus”.
Fa specie che il ministro Toninelli ritenga che assicurare la sicurezza a milioni di cittadini sia una esigenza meno importante nello scontro sociale che possono minacciare le lobby fasciste degli autotrasportatori – afferma il Codacons – Non solo contrasteremo al  Consiglio di Stato la vergognosa posizione del Ministro dei trasporti, ma chiederemo anche l’adozione di un provvedimento urgente per limitare tutto l’anno il trasporto su ruote di materiali pericolosi e/o infiammabili alle sole ore notturne.

COMUNICATO STAMPA
Cronaca di Bologna
6 agosto 2018

INCENDIO BOLOGNA: CODACONS AVEVA DENUNCIATO PERICOLO STABILITÀ PONTI E VIADOTTI. MA ALLARMI RIMASTI INASCOLTATI

ASSOCIAZIONE CHIEDE VERIFICHE SU PONTI AUTOSTRADALI. PRONTI AD ASSISTERE UTENTI BOLOGNESI SE SARANNO ACCERTATE RESPONSABILITÀ

Il Codacons aveva lanciato l’allarme circa i pericoli inerenti ponti e viadotti autostradali, ma le denunce dell’associazione sono rimaste del tutto inascoltate. Lo afferma la stessa organizzazione dei consumatori, commentando quanto accaduto oggi sulla A14 dove è  parzialmente crollato il ponte dell’autostrada sul raccordo di Casalecchio A1-A14.
“Si tratta del quinto grave incidente in meno di 4 anni – denuncia il presidente Codacons regionale, Bruno Barbieri– Nel 2014 crollarono due viadotti in Sicilia, mentre nell’ottobre 2016 a cedere fu il cavalcavia di Annone, in provincia di Lecco. Nel 2017 a crollare fu il ponte lungo l’autostrada A14 Adriatica all’altezza del chilometro 235 tra Camerano e Ancona Sud.
Il disastro di oggi porta nuovamente al centro dell’attenzione la questione della sicurezza di ponti e cavalcavia, già in passato oggetto di denunce da parte del Codacons”.
Nel 2013 infatti l’associazione si era rivolta con una istanza al Ministero dei trasporti e ai Provveditorati Interregionali per le Opere Pubbliche, chiedendo di verificare il livello di sicurezza e la stabilità di viadotti e cavalcavia ubicati su strade urbane, extraurbane ed autostradali. Una richiesta purtroppo finita nel nulla, e alla quale non seguirono fatti concreti. Per tale motivo – conclude il Codacons – vogliamo sapere perché sul raccordo autostradale non fossero state installate barriere in grado di tutelare i residenti delle vicine abitazioni, e chiediamo oggi agli enti locali e ai proprietari di strade e autostrade di predisporre controlli straordinari urgenti su tutti i ponti stradali, al fine di verificarne la stabilità e garantire la sicurezza degli utenti. L’associazione è inoltre pronta a rappresentare i cittadini bolognesi nelle sedi opportune qualora emergano responsabilità legate al crollo odierno.

Vicepresidente CODACONS Nazionale

Presidente CODACONS Sez. Reg. Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

31/07/18 – COMUNICATO STAMPA

DL DIGNITA’, GIOCO D’AZZARDO: PRESENTATA DENUNCIA CODACONS CONTRO I SINDACI E LE QUESTURE DI TUTTA ITALIA

AUTORIZZATE APERTURE SALE SLOT IN MODO INDISCRIMINATO E SENZA CONTROLLO. PROCURE INDAGHINO PER ABUSO E OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO E ISTIGAZIONE AL GIOCO D’AZZARDO

 

Il Codacons ha presentato oggi l’annunciato esposto alle Procure della Repubblica contro i sindaci e le Questure di tutta Italia. Al centro dell’esposto dell’associazione, che chiede di indagare per omissione, abuso di atti d’ufficio e istigazione al gioco d’azzardo, il proliferare di sale slot sul territorio, aumentate a dismisura negli ultimi anni nonostante le normative nazionali abbiano tentato di porre un freno al fenomeno. Per il Codacons non può non ravvedersi in tale fenomeno una responsabilità dei Comuni e delle Questure, in quanto organi che effettuano le verifiche e rilasciano i permessi per le nuove aperture di sale slot.

“Il grave aumento delle dipendenze da gioco è direttamente connesso alla crescita del numero di sale aperte in Italia e alla pubblicità ai giochi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Più sono le occasioni per giocare, più cresce il numero di cittadini ludopatici, con costi sociali e sanitari enormi per la collettività. Per questo sosteniamo con forza il Dl Dignità annunciato da Luigi Di Maio, che contiene ottime misure per tutelare la salute dei giocatori come il divieto di pubblicità ai giochi”.

“Le amministrazioni, nell’esercizio delle funzioni loro attribuite dal T.u.l.p.s., debbono aver riguardo al pregiudizio sociale provocato dalle apparecchiature di gioco, nonché al pregiudizio ambientale che può derivare dall’esercizio dell’attività di gioco, a tutela degli interessi pubblici – scrive il Codacons nell’esposto – Nonostante le normative vigenti si è verificata una diametralmente opposta espansione delle occasioni di gioco, che il CODACONS ha cercato di comprendere anche attraverso il compimento di alcune indagini sul web. Ebbene, dagli esiti delle ricerche effettuate, si è appreso che in verità risultano in esercizio numerose sale da gioco alle quali invece sarebbe dovuto essere precluso l’esercizio, in quanto assai limitrofe ai siti sensibili protagonisti dei divieti legislativi.

I Comuni e le Questure avrebbero dovuto non solo vietare l’autorizzazione per tutte quelle sale sprovviste dei requisiti di legge anche in punto di localizzazione, ma ciascun Comune avrebbe potuto altresì emanare ordini di chiusura, che costituiscono applicazione del generale divieto di prosecuzione di un’attività esercitata in assenza dei requisiti richiesti dalla legge o da atti amministrativi generali, ai sensi dell’art. 19 comma 3 della legge n. 241/1990”.

Per tale motivo il Codacons ha chiesto alle Procure di tutta Italia di “accertare se gli organi pubblici Questore e Sindaci, in relazione al proprio territorio di competenza, abbiano compiuto tutti gli atti dovuti di controllo e di previa verifica dei presupposti necessari per consentire l’esercizio delle sale da gioco e abbiano adeguatamente controllato la presenza sul proprio territorio di sale in funzione in spregio al divieto di ubicazione in prossimità dei siti sensibili, non idonee, non in linea con le norme igienico-sanitarie nonché oltrepassanti i limiti di rumorosità, viabilità e tutela della salute e se siano per tali sale, così illegali, intervenuti per la chiusura delle medesime e per la comminazione delle sanzioni del caso, dunque ad accertare eventuali responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti e, in caso affermativo, di accertare l’autore e/o gli autori degli stessi e, conseguentemente, esperire nei loro confronti l’azione penale per tutti quei reati che riterrà ravvisabili”.