Comunicati Stampa

Si apre il processo British Telecom: costituisciti parte civile con il Codacons per ottenere anche tu il giusto risarcimento!

Il prossimo 9 dicembre avrà inizio il procedimento penale nei confronti di alcuni dirigenti della British Telecom Italia S.p.a. presso il Tribunale di Milano. Il CODACONS organizza un’assemblea pubblica il giorno 26.11.2019 dalle ore 18,00 alle ore 20,00 a Bologna presso l’Hotel Airport sita in Via Emilia Ponente n.203/14 per fornire informazioni a tutti coloro che nutrono dubbi o curiosità.

Vari sono i reati contestati, tra cui il falso in bilancio, di BT Italia avvenuti nel periodo tra il 2012 e il 2016, che hanno comportato al disvelamento della notizia una perdita di valore delle azioni della British Telecom ( di cui BT Italia è una sezione), il cui titolo era quotato in borsa. Tutti gli azionisti che hanno subito una perdita patrimoniale avendo acquistato titoli BT nel periodo 2012-2016, oppure coloro che, avendo acquistato tali titoli precedentemente non li hanno venduti in base alla falsa rappresentazione della situazione patrimoniale della società, e che all’atto della notizia hanno subito la perdita del valore delle azioni possono costituirsi parte civile in occasione della prossima udienza del 9 dicembre.

Se vuoi costituirti parte civile nel processo BT con il Codacons, i legali dell’Associazione chiederanno il risarcimento del danno patrimoniale legato al valore del proprio pacchetto azionario, oltre al risarcimento del danno morale per euro 10.000.

Attenzione: per partecipare a questa azione dovrà far pervenire i relativi moduli a Sua disposizione sul sito www.codacons.it unitamente a copia del Suo documento di identità, certificato di continuato possesso delle azioni e procura speciale entro e non oltre il 3 dicembre 2019 a: Studio Legale Audere Semper in via Lemonia n.21 – cap 40133 Bologna

Avv. Bruno Barbieri

Per solo giornalisti 338/2219123

Il 9 dicembre ha inizio avanti al G.U.P. (Giudice Udienza Preliminare) Tribunale penale di Milano il processo contro n.23 dirigenti della società a cui vengono contestati una serie di reati tra cui quelli di falso in bilancio nel periodo che va dal 2012 al 2016 compresi che hanno determinato in borsa, là dove erano quotati i titoli della società all’atto dello svelamento dei bilanci non corretti, una perdita di valore delle azioni della British Telecom S.p.A.. A seguito di quanto sopra, sia chi ha acquistato i titoli in detto arco di tempo, sia coloro che avendo già avuto in precedenza la titolarità non li hanno venduti sulla base della falsa rappresentazioni della situazione patrimoniale della società e che hanno subito una perdita patrimoniale, potranno costituirsi parte civile nel procedimento penale anche grazie, per chi ne farà richiesta, all’assistenza legale degli avvocati del CODACONS. Per potersi costituirsi parte civile nel procedimento penale gli azionisti devono procurarsi presso l’istituto bancario o altro intermediario finanziario presso cui hanno acquistato e detengono le azioni o le detenevano all’atto della vendita (per chi ha ceduto dette azioni) il certificato di possesso continuativo della azioni che dovrà essere allegato all’atto di costituzione di parte civile che dovrà essere fatto pervenire presso lo Studio Legale Associato Audere Semper (Avv. Bruno Barbieri e Avv. Antonella  Saporito) sito in Bologna, Via Lemonia n.21 entro il 3 dicembre 2019 unitamente alla procura firmata in originale (non si possono produrre in giudizio fotocopie o atti scansionati) scaricabile dal sito nazionale del CODACONS (www.codacons.it). Nel sito troverete anche l’istanza ex art. 117 e 119 TUB da inviare alla banca con cui chiederete il rilascio di copia di una serie di documenti il più urgente dei quali è appunto il certificato di possesso continuativo delle azioni della British Telecom.

Vice  Presidente Nazionale CODACONS

Avv. Bruno Barbieri        

BOLOGNA 28 OTTOBRE 2019

COMUNCATO STAMPA


SULLA VICENDA CRB IL CODACONS ATTIVERA’ UNA PETIZIONE POPOLARE DIRETTA ALLA DESPARR ED AL COMUNE DI BOLOGNA PER CHIEDERE CHE SI DESITA DALLA APERTURA DI UN PUNTO VENDITA NELL’AREA DELL’EX CRB 

IL CODACONS contesta la scelta di politica commerciale della Despar di voler aprire il punto vendita presso l’area del CRB nonostante la contrarietà a tale scelta di buona parte dei cittadini che abitano nel quartiere dove tale punto vendita dovrebbe venire aperto. L’associazione  inizierà nei prossimi giorni un volantinaggio davanti a diversi punti vendita della Despar per far sapere ai consumatori  che una delle maggiori associazioni nazionali  a tutela degli utenti e dei consumatori  non condivide la scelta di privare in parte la città di un punto dedicato esclusivamente all’attività sportivo ricreative per aprire l’ennesimo punto vendita così come contesta la mancata fruizione in questa fase dei servizi all’interno dell’area dell’ex CRB acquistata dalla catena commerciale nonostante la convenzione in essere con il Comune di Bologna. Il CODACONS contesta alla Despar questa scelta perché non si fa attività commerciale in disprezzo della volontà della cittadinanza e pertanto inviterà tutti i consumatori a partire e dagli abitanti  del quartiere e dagli attuali fruitori dei punti vendita della Desparr a Bologna e provincia di tenere conto nelle loro scelte circa i punti vendita dove effettuare gli acquisti di una scelta di questo tipo da parte della Despar. La campagna informativa che verrà attuata tramite volantinaggio di un documento davanti ai punti vendita Despar a Bologna e non solo e nei confronti di tutte le oltre 1000 famiglie associate al CODACONS Emilia Romagna. L’iniziativa  inizierà oggi e continuerà sino a quando la Despar rimarrà ferma sulle sue posizioni.  L’associazione invita pertanto la Despar ed il Comune di Bologna a trovare una soluzione alternativa all’apertura del punto vendita presso l’ex CRB .

Tale richiesta di trovare una soluzione alternativa verrà formalizzata in una petizione popolare diretta sia al Comune di Bologna che alla Despar.

IL CODACONS che fa parte del comitato “Rigenerazione no speculazione” sarà presente alla festa di sabato 9 novembre 2019 ore 14,00 che si terrà presso l’area dell’ex CRB.

Presidente CODACONS Emilia Romagna   

Avv. Bruno Barbieri

Il CODACONS, che in un eventuale giudizio penale si costituirà esso stesso come parte civile, forte nell’esperienza maturata nei processi più importanti relativi a crack bancari e societari in considerazione degli avvenimenti oggetto dell’indagine attivata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna relativa ad una serie di reati tra cui l’ipotizzato reato di falso in bilancio, ha deciso di convocare una prima assemblea informativa aperta a tutti i possibili danneggiati da questa vicenda compresi ovviamente i titolari  di azioni della Bio On che si trovano di fronte ad una situazione inaspettata con il rischio di perdere il valore delle azioni su cui hanno investito i loro risparmi.

Durante l’assemblea che si terrà a Bologna presso Hotel Bologna Airport in Via Marco Emilio Lepido, 203/14 il 6/11/2019 dalle ore 18,00 alle ore 20,00 verranno illustrate le iniziative che è opportuno che ciascun danneggiato ponga in essere da subito nonché la documentazione che è necessario reperire per potersi un domani costituirsi pare civile in un eventuale giudizio penale. E’ opportuno che chi partecipi porti con sé copia della documentazione di cui ha già il possesso relativa all’investimento in questione o alla ragione di danno subita.

Vice Presidente Nazionale  CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123

Il CODACONS, che già segue la vicenda della promotrice di Sanpaolo Invest Antonella Lambri che operava sulla città di Fidenza dove i danneggiati sommano ad oltre un centinaio di clienti, è stata appena notiziata dell’esistenza di problemi analoghi per un altro promotore finanziario (P.B.) della medesima banca che operava in questo caso sulla città di Modena i cui clienti lamentano ammanchi e differenze tra quanto rendicontato ai clienti della banca dal promotore su carta intestata della Sanpaolo Invest come consistenza (controvalore) degli investimenti finanziari presenti nel deposito titoli sino alla fine di settembre 2019 e la situazione patrimoniale reale che oggi la banca afferma esservi nel deposito titoli.          

La Sanpaolo Invest è conscia di tale situazione tant’è che ha interrotto il rapporto di collaborazione con il promotore finanziario in questione ed ha informato con propria missiva i clienti di tale interruzione.

A questo punto è bene che tutti i clienti di Sanpaolo Invest in gran parte concentrati su Modena città e provincia che erano seguiti da questo promotore finanziario (P.B.)  si rivolgano al CODACONS per effettuare un ricostruzione patrimoniale di quanto accaduto nel corso degli anni in quanto sono titolari di un diritto al risarcimento del danno subito sia nel caso di somme eventualmente sottratte dal promotore sia nel caso di rendicontazione eventualmente gonfiata (falsa) rispetto a quella reale.    

Essendo già in corso un tavolo di trattative tra i legali del CODACONS e quelli di Sanpaolo Invest per trovare una soluzione risarcitoria bonaria per la vicenda della promotrice che operava in provincia di Parma sarà più semplice attivare in tempi brevi una trattativa per giungere anche per i clienti della provincia di Modena assistiti dal promotore finanziario (P.B.) un analogo risarcimento tentando di evitare ove possibile una lite giudiziaria.

In ogni caso per attivare l’assicurazione che tutela la banca nel caso di danni arrecati ai clienti da promotori infedeli è bene che i danneggiati sporgano subito denuncia querela contro il promotore finanziario questo sarò possibile, volendolo fare, anche con l’assistenza dei legali del  CODACONS  che forniranno una consulenza legale gratuita a coloro che ne faranno richiesta rivolgendosi al CODACONS Modena con sede in Via Paolo Ruffini n.84 – tel. 349 810 7844 o al CODACONS Emilia Romagna con sede in Bologna in Via  Emilia Ponente n.86 – tel. 051 31 2611.

Vice Presidente Nazionale  CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123

v. Presidente Regionale CODACONS

(Fabio Galli)

I legali del CODACONS hanno ottenuto il riconoscimento del diritto dell’associazione di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro alcuni imputati accusati di essersi associati allo scopo di commettere più delitti di frode e truffa in competizioni sportive nonché dei delitti di estorsione aggravata e sequestro di persona a scopo di estorsione diretti ad influire ed alterare nel campionato di calcio di serie B, in Lega Pro, in “coppa Italia” nazionale e di Lega Pro e in partite internazionali di calcio e di basket il naturale esito delle partite, con l’aggravante che alcuni egli associati scorrevano armati nelle pubbliche vie del territorio italiano e che il  numero di associati eccedeva il numero di dieci. Ed ancora l’accusa riguarda il fatto che con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso alcuni imputati offrivano e/promettevano reciprocamente tra loro denaro o altra utilità ai partecipanti a competizioni sportive organizzate dalle Federazioni riconosciute dal CONI per influenzare il risultato di alcune partite di calcio nel corso dell’anno 2015.  

Tale decisione di fatto riconosce l’impegno profuso dall’associazione in tutti questi anni nella tutela dei diritti dei consumatori di poter confidare a tutti gli effetti di risultati di competizioni sportive fedeli ai valori espressi nei vari terreni di gioco e così della trasparenza e correttezza degli esiti di dette competizioni anche ai fini del sistema delle scommesse ad esse collegate così come nell’impegno profuso dal CODACONS a trasmettere il valore della lealtà in abito delle competizioni  sportive.    

      Vice Presidente Nazionale  CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123

I legali del CODACONS hanno ottenuto da parte del Giudice di Pace di Bologna – Dott. Stefania Trincanato – con sentenza n. 2237/2019 la condanna dell’ex Banco Popolare oggi Banco BPM S.p.A. a rimborsare al proprio cliente le somme sparite dal conto a seguito di un caso di Phishing a cui l’istituto di credito si era opposto.

Il Giudice, dando seguito ad un filone giurisprudenziale che si sta affermando a seguito di una serie di azioni legali promosse dal CODACONS per casi analoghi, ha stabilito che non è accoglibile la tesi della banca secondo la quale essa è esente da qualsiasi forma di responsabilità  nei confronti del proprio cliente qualora quest’ultimo fornisce apparentemente in modo spontaneo a terzi i propri dati di accesso al conto corrente. Il Giudice infatti nel caso di specie ha accertato che il cliente è stato indotto in errore nel fornire i propri dati di accesso al conto corrente da una email proveniente apparentemente dall’Istituto di credito e che i codici sono stati usati da terzi ignoti per ricaricare una carta prepagata. In particolare nel caso di specie i dati sono stati forniti da una persona delegata ad operare sul conto corrente dal titolare la quale al terzo sms apparentemente proveniente dalla banca ha comunicato i dati richiesti e così il titolare del conto si è avveduto solo la mattina successiva di quanto accaduto ed ha sporto immediatamente denuncia querela. Da un lato la responsabilità della banca nasce dal non aver adeguatamente informato il proprio cliente del rischio legato ai fenomeni di Phishing. Inoltre la banca non ha segnalato al cliente che stava dando seguito ad un ordine proveniente da un numero non riferibile alla delegata ad operare sul conto e senza indicare la ragione dell’operazione voluta da chi aveva avuto accesso ai dati che nel caso specifico era una richiesta di ricarica su una cara prepagata per quasi euro 5.000.

Tale pronuncia è importante in quanto conferma la tutela del cliente della banca sia in virtù della mancata pre informativa sia in virtù della mancanza di adeguate misure volte a comunicare al titolare del conto che si sta per procedere ad un’operazione richiesta indicando il tipo di operazione.

Altro dato che potrebbe diventare rilevante è che la richiesta di ricarica di una carta prepagata proveniente da un utenza che non è ricompresa tra quelle comunicate alla banca dal titolare del conto e dal suo delegato. In questi casi sarebbe, infatti, opportuno che la banca prima di dare seguito all’operazione di addebito sul conto corrente chiedesse l’autorizzazione al titolare del conto o al suo delegato indicando il tipo di operazione che eseguendo ed il suo importo.

Vice Presidente Nazionale  CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123

Il CODACONS Emilia Romagna, a seguito della prima assemblea dedicata ai clienti della sig.ra Antonella Lambri promotrice della San Paolo Invest con agenzia a Fidenza – ma con clienti anche a Parma Reggio Emilia, Modena e Mantova ed in altre località prossime alla provincia di Parma, tenutasi a Fidenza il 17 luglio 2019 ed organizzata dal CODACONS Emilia Romagna con il patrocinio del Comune di Fidenza, a seguito dei solleciti ricevuti dai presenti, ha deciso di accelerare i tempi nell’organizzare per i truffati degli incontri individuali  con i referenti ed gli avvocati del CODACONS che si stanno occupando della vicenda, nel tentativo da un lato di recuperare le somme apparentemente sottratte dalla promotrice finanziaria e dall’altra ottenere in ogni caso un risarcimento del danno là dove non si sono verificate delle sottrazioni di denaro ma sono stati consegnati dalla promotrice ai clienti dei rendiconti con situazioni patrimoniali gonfiate / falsificate e non corrispondono alla reale situazione. Il CODACONS appunto ha organizzato, in attesa della disponibilità di un ufficio da parte del Comune di Fidenza, un proprio ufficio presso Hotel Astoria sito in Via Giovambattista Gandolfi n. 5, attivo il 30 e 31 luglio dalle ore 9.30 alle ore 18.00, dove si potrà essere ricevuti previo appuntamento (al 051.380540). In occasione di detti incontri è bene che gli ex clienti della sig.ra Lambri e così di Sanpaolo Invest – Banca Fideuram si presentino muniti di copia dei  documenti di riconoscimento e dei documenti inerenti alla vicenda della promotrice e quindi con copia delle false rendicontazioni, copia degli estratti conti effettivi del deposito titoli e dei conti correnti che eventualmente fossero giunti a casa da parte dell’istituto di credito, copia dei bonifici effettuati e/o degli assegni consegnati alla promotrice finanziaria, copia dei conti correnti o libretti di risparmio o postali da cui sono uscite le somme consegnate alla promotrice finanziaria  ed ogni altri documenti che ad avviso dei truffati potranno essere utili a ricostruire quanto accaduto.  Potranno essere utili ai fini della quantificazione del danno da richiedere alla banca nostro tramite anche le eventuali certificazioni mediche da cui risultasse che a seguito  della notizia avete dovuto necessità assumere farmaci contro ansia o la depressione, così come ai fini patrimoniali quanto siete stati costretti a pagare in termini di interessi su somme che dovete chiedere in prestito non potendo contare su quelle che credevate di avete in Sanpaolo Invest o eventuali richieste di rientro di linee di prestito che non siate più riusciti ad onorare a causa della mancanza delle somme che la promotrice  vi faceva credere di avere nel vostro deposito titoli in San Paolo Invest o ancora gli interessi su somme da voi richieste alla banca per effettuare gli investimenti con San Paolo Invest o altre banche tramite  la sig.ra  Lambri.      

Come già comunicato in assemblea questa attività di consulenza sarà resa dai legali del CODACONS in modo del tutto gratuito, compresa anche la redazione della richiesta di risarcimento danni e di interruzione dei termini prescrizionali nonché dell’istanza ex art.117 e 119 TUB per ottenere dalla banca copia dei documenti necessari per effettuare una corretta ricostruzione patrimoniale al fine di comprende cosa è effettivamente accaduto delle somme da voi investire documenti di cui Voi potreste non essere in possesso.  Quando si presenterà la necessitò di effettuare dell’attività di tipo giudiziario o stragiudiziale non gratuita i costi verranno concordati sulla base di un preventivo scritto. Per accelerare i tempi oltre che l’attività di incontro preso l’ufficio sopra indicato chi vuole e si rende disponibile a raggiungere lo studio dell’avv. Bruno Barbieri sito in Bologna Via Lemonia n.21 (situato fuori dal centro storico) potrà essere lì ricevuto anche in altri giorni rispetto a quelli in cui è attivo il ricevimento a Fidenza. Per fissare gli appuntamento a Fidenza o a Bologna potete telefonare allo Studio dell’avv. Bruno Barbieri  051.380540. Nel frattempo vale sempre il consiglio già dato dal CODACONS in assemblea nel senso di non consegnare per ora prima di aver incontrato un legale alcun documento o rilasciare alcuna dichiarazione agli impiegati ed agli ispettori di Sanpaolo Invest Fideuram.  

                Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123

Il Codacons, forte della sua esperienza maturata in casi di promotori finanziari infedeli che hanno danneggiato centinaia di clienti a cui l’associazione è riuscita a far rimborsare le somme sottratte o falsamente rendicontate, letta la notizia di quanto accaduto a Fidenza ha chiesto al Sindaco la disponibilità di una sala dover poter incontrare tutti i clienti di San Paolo Invest che temono di aver subito dei danni dall’operato della promotrice scomparsa – al fine di spiegare loro qual’è la strada migliore da seguire per recuperare le eventuali perdite subite. L’assemblea si terrà:

mercoledì 17 luglio dalle 18.00 alle 20.00 a Fidenza, presso l’Auditorium del Palazzo delle Orsoline sita in via Berenini n. 136

In ogni caso, il Codacons suggerisce caldamente a tutti coloro che troveranno delle differenze tra le rendicontazioni loro consegnate  dalla promotrice scomparsa e quelle reali di San Paolo Invest di non rilasciare alcuna dichiarazione ai funzionari ed agli Ispettori interni della banca, perché in passato tutte le volte in cui ciò è accaduto anche in altre banche tali dichiarazioni, fatte in buona fede dai risparmiatori, si sono sempre ritorte contro di loro, così come si consiglia di non dare alcun documento alla banca se non dopo averlo fatto visionare ad un legale privato o dai legali del Codacons.

Presidente Codacons Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

338 2219123

051 380540

Il Tribunale di Parma con la sentenza n. Sentenza n. 986/2019 pubbl. il 03/07/2019 a firma Dott.ssa Maria Pasqua Rita Vena ha accertato il grave inadempimento posto in essere dalla CREDEM S.P.A. ai danni di un risparmiatore che si era ritrovato ad avere apparentemente sottoscritto nella stessa giornata due profili di rischio diametralmente opposti con presumibile scopo da parte della banca di tutelare se stessa dai rischi legati a successive eventuali contestazioni da parte del risparmiatore su eventuali perdite subite che nel caso di specie si sono poi in effetti verificate . In particolare il risparmiatore accusava la banca come si legge in sentenza:”

Sulla base di tale presupposto in fatto e della circostanza legata alla circostanza che in atti  sarebbe emerso che a fronte di quella che parrebbe essere l’effettiva profilatura di rischio effettivamente voluta dal cliente la banca non abbia rispettato gli obblighi di informativa sulla non adeguatezza dell’investimento ( bond Argentina acquistati in parte nell’anno 2000 ed in parte nell’anno 2001)  stante l’elevato rischio che tali titoli comportavano sulla base elle informazioni accessibili solo agli operatori qualificati e non al singolo risparmiatore. Obbligo di avvertenza che sarebbe stato per Legge in ogni caso dovuto a prescindere dalla profilatura di rischio e che sarebbe dovuto essere impartita per iscritto al risparmiatore il quale, a sua volta per iscritto, doveva dare il suo consenso all’acquisto nonostante le informative ricevute dalla banca su rischio legato ai bond Argentina. Il Tribunale in sentenza ha accertato che questa procedura non era stata rispettata.

Tale pronuncia pone ancora una volta in evidenza come a volte gli istituti di credito contando sulla debolezza dei risparmiatori rifiutano in modo del tutto strumentale di addivenire a degli accordi in sede di tentativi obbligatori di mediazione accordi che se raggiunti eviterebbero un contenzioso civile che nel caso di specie tra l’altro è costo alla banca oltre 9.000 di onorari ( euro 9.ooo oltre 15% compenso forfettario 4% Cassa Avvocati e 22% di IVA) oltre alla risarcimento del danno subito dall’investitore aumentato degli interessi legali danneggiando indirettamente in tal modo anche gli azionisti delle banche.

Presidente CODACONS EMILIA ROMAGNA  

Avv. Bruno Barbieri