Comunicati Stampa

COMUNICATO STAMPA – REGGIO EMILIA – 10 dicembre 2018

CONDANNATO SERGIO PETRONI PER FALSIFICAZIONI COMMESSE AI DANNI DEI CLIENTI DELLA EX INA ASSITALIA OGGI ASSICURAZIONE  GENERALI S.P.A. E COSI’ A RISARCIRE DANNI E SPESE LEGALI A FAVORE DEGLI ASSOCIATI CODACONS COSTITUITI PARTI CIVILI

 

Il CODACONS registra un ulteriore successo in materia di tutela dei risparmiatori che ha visto questa volta condannare il subagente Sergio Petroni che operava nell’anno 2013 per INA Assitalia – oggi Assicurazioni Generali S.p.A. nella sub agenzia di Castelnuovo nei Monti della Agenzia Generale di Reggio Emilia.

Il subagente, nel procedimento penale che si è concluso oggi avanti al Tribunale Penale di Reggio Emilia, è stato condannato ad anni 4 ed euro 2.000 di multa oltre all’obbligo di risarcire tutti i truffati compreso gli associati CODACONS costituitisi parti civili ed a pagare le spese legali di giudizio.

Ora verrà chiesto a Generali Italia essendo subentrata ad INA Assitalia nonché al titolare della Agenzia Generale di Reggio Emilia di risarcire il danno, in qualità di ex datore di lavoro del sig. Sergio Petroni, subito dagli associati CODACONS.

Con questa pronuncia viene confermata come valida l’attività difensiva dei legali del CODACONS che hanno trovato avvallo nella sentenza emessa dal Tribunale.

Chi volesse mettersi in contatto con il CODACONS potrà farlo tramite il numero verde 800 050800, oppure 051312611 o tramite il call center nazionale 892007.

 

Vice Presidente Nazionale  CODACONS        

Avv. Bruno Barbieri 

Tel 051.3805040  cell 338.22.19.123

IL CODACONS ADERISCE AL COMITATO PER LA DIFESA DEI PRATI DI CAPRARA

by Redazione CODACONS ER on

COMUNICATO STAMPA – BOLOGNA 3 DICEMBRE 2018

 

IL CODACONS ADERISCE AL COMITATO PER LA DIFESA DEI PRATI DI CAPRARA

RIGENERAZIONE NO SPECULAZIONE E CHIEDE AL CONSIGLIO COMUNALE DI ACCOGLIERE LA PIATTAFORMA DEL COMITATO

 

 Il CODACONS ha comunicato al Comitato RigenerazioneNo Speculazione la sua adesione al Comitato in occasione dell’assemblea del comitato tenutasi nella giornata di giovedì 29 novembre 2018 riconoscendo l’ampia partecipazione democratica al movimento green a difesa  dell’ambiente nonchè la sua terzietà rispetto a tutte le forze politiche. Il CODACONS  riconosce che il Comitato ha svolto una forte azine di coinvolgimento del territorio e di contatto con altre realtà analoghe presenti in altre regioni d’Italia  che stanno sperimentando iniziative simili ed in virtù delle proprie finalità statutaria a tutela dell’ambiente l’associazione ritiene di dover dare il proprio appoggio  alle iniziative del comitato.

In virtù di tale adesione e convergendo sulla piattaforma presentata dal COMITATO  anche in occasione della  istruttoria pubblica chiede al Consiglio Comunale di Bologna di fare proprie ed accogliere tutte le richieste del Comitato  invitando i propri associati a partecipare e dare sostegno alle iniziative che RigenerazioneNo Speculazione metterà in campo nei prossimi giorni sia in caso di pronuncia positiva da parte del Consiglio Comunale il 10 di dicembre sia nell’ipotesi in cui il Consiglio Comunale non aderisca alla piattaforma del Comitato per evitare che la lotta a tutela dei Prati di Caprara e delle altre emergenze ambientali possa subire degli stop. Una spontanea adesione così ampia ad un movimento apartitico non deve andare dispersa ma rappresentare la base per tutte le emergenze in ambito di tutela della salute da emergenza ambientali

Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

Comunicato stampa  – 13 novembre 2018

SENTENZA DI CONDANNA EMESSA DAL TRIBUNALE PENALE DI REGGIO EMILIA NEI CONFRONTI DELLA EX DIRIGENTE DELL’AGENZIA UNICREDIT DI VIA GATTALUPA A REGGGIO EMILIA, SIG.RA MARIA CARMELA MANISCALCO CON RICONOSCIMENTO DEI DANNI MORALI DA REATO SUBITI DAGLI ASSOCIATI CODACONS CLIENTI DI UNICREDIT

Il CODACONS Emilia Romagna è orgoglioso di comunicare che dopo un iter processuale purtroppo troppo lungo che ha permesso il decorso dei termini prescrizionali per diversi reati contestati alla ex dirigente della agenzia della Unicredit S.p.A. di via Gattalupa di Reggio Emilia Maria Carmela Maniscalco, a seguito del cui operato sono sparite ingenti somme di centinaia di clienti della agenzia di cui la medesima era la direttrice (somma in buona parte risarcite dalla Unicredit alle persone danneggiate), si è in ogni caso giunti ad una condanna della ex dirigente di agenzia a due anni e nove mesi nonché la condanna al pagamento di una provvisionale di euro 2.000 a favore di diversi associati CODACONS e di circa euro 22.000,00 di spese legali che si erano costituiti parte civile nonché di euro 10.000 a favore della Unicredit S.p.A. con rinvio al giudice civile per la definizione dell’esatto ammontare del danno morale e patrimoniale.

Com’è noto la vicenda che è stata seguita a suo tempo anche dal Telegiornale satirico Striscia la Notizia ed ha visto nel 2009 oltre un centinaio di clienti della agenzia, all’epoca diretta dalla sig.ra Maniscalco, sparire complessivamente diverse milioni di euro a seguito di falsi investimenti ed asportazioni di denaro cui hanno fatto seguito molte denunce e serrate trattative tra la clientela assistita dal CODACONS e la direzione di Unicredit per il risarcimento del danno ed i rimborsi delle somme sparite trattative che si sono concluse con molti accordi stragiudiziali che, se seppur non soddisfacendo tutte le richieste risarcitorie, occorre dare atto ad Unicredit S.p.A. che a differenza di altri istituti di credito che si sono trovati a dover far fronte a comportamenti scorretti di propri dipendenti ha avuto un atteggiamento collaborativo con l’associazione a tutela dei consumatori.

Presidente CODACONS Emilia Romagna; Responsabile contenzioso bancario CODACONS                                              

Avv. Bruno Barbieri

 

COMUNICATO STAMPA – 7 NOVEMBRE 2018

IL CODACONS EMILIA ROMAGNA ROMPE LA TREGUA IN CORSO CON GLI ISTITUTI BANCARI CHE HANNO VENDUTO IN QUESTI ANNI DIAMANTI AI RISPARMIATORI FACENDO LORO PROMESSE DI REALIZZO E LIQUIDAZIONE IN TEMPI BREVI PROVOCANDO LORO INVECE SOLO DANNI FINANZIARI

Il CODACONS Emilia Romagna che nei scorsi mesi per i propri associati aveva tentato di intavolare delle trattative con i vari istituti di credito che hanno danneggiato gli investitori commercializzando per conto della IDB ed altre società diamanti con la promessa di realizzi positivi e di tempi brevi delle somme investite in diamanti ha deciso che, a fronte di mancate comunicazioni con indicazioni di tempi e modi certi di rimborso, non resti altro che la via giudiziaria per far valere i diritti dei propri associati. A tale scopo il CODACONS Emilia Romagna ha inviato un ultimatum ai vari istituti di credito coinvolti ed invita non solo i propri associati ma anche tutti gli altri investitori che ancora non hanno ricevuto i rimborsi promessi da mesi dalle banche coinvolte in questa vicenda di mettersi in contatto con l’associazione per promuovere azioni di gruppo contro i singoli istituti di credito nonché contro la IDB e le altre società che hanno venduti detti diamanti per aver in restituzione in tempi brevi con procedute giudiziarie con tiro sommario quanto di loro spettanza. Chi volesse mettersi in contatto con il CODACONS dall’Emilia Romagna o da qualsiasi altra regione d’Italia per poi venire affiancati da un’legale dell’associazione può protocollare la richiesta con l’aiuto al call center nazionale al numero verde 800050800 oppure: l’email info@codacons.emiliaromagna.it

Presidente CODACONS Emilia Romagna – Responsabile contenzioso bancario CODACONS                                                                                 

Avv. Bruno Barbieri

COMUNICATO STAMPA – Cronaca nazionale – 17 ottobre 2018

NUMERO CHIUSO, CODACONS: IN ATTESA DELL’ABOLIZIONE, TEST DI AMMISSIONE SIANO TOTALMENTE GRATUITI

OGGI UNO STUDENTE PAGA FINO A 100 EURO PER SOSTENERE PROVE D’INGRESSO. IGNOBILE SPECULAZIONE SUL DIRITTO ALLO STUDIO

In attesa dell’abolizione del numero chiuso per la facoltà di Medicina, il Codacons chiede oggi ai Ministri della salute e dell’Istruzione di disporre, a partire dal prossimo anno, la totale gratuità dei test di ingresso alle università.

“Oggi uno studente per sostenere il test di ammissione a Medicina è costretto a versare alle università fino a 100 euro, senza contare la spesa per i trasporti e per il soggiorno qualora si provenga da altre città – spiega il presidente Carlo Rienzi – Soldi pagati quasi a fondo perduto – considerato che solo 1 candidato su 6 viene poi ammesso alle facoltà – e che ingrassano le casse delle università, determinando una ignobile speculazione sul diritto allo studio”.

Le università sono enti pubblici che, per fine istituzionale, devono curare la preparazione dei giovani ai corsi universitari, attingendo in tal senso ai loro bilanci che sono tutti in attivo – prosegue il Codacons – Per tale motivo richiedere somme di denaro per sostenere i test di ingresso alle facoltà potrebbe addirittura realizzare il reato di appropriazione indebita e abuso di atti di ufficio.

COMUNICATO STAMPA – TREVISO 9 OTTOBRE 2018

UNA ULTERIORE VITTORIA DEL CODACONS A TUTELA DEI CLIENTI DEGLI ISTITUTI DI CREDITO.

IL TRIBUNALE DI TREVISO ACCERTA CHE LA CASSA DI RISPARMIO DE VENETO HA ILLEGITITMAMENTE ADDEBITATO 100.000 EURO AD UN’AZIENDA CON SEDE IN PROVINCIA DI TREVISO

Il Tribunale di Treviso Sezione Terza ha stabilito con la Sentenza n. 1901/2018 che la Cassa di Risparmio del Veneto ha annotato alla data del 30.6.2014 poste illegittime a debito ai danni della società attrice per complessivi Euro 98.780,60.

In particolare il Tribunale ha dichiarato che in base all’evoluzione giurisprudenziale deve dunque ritenersi definitivamente acquisito il principio secondo cui la clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dal cliente è nulla, in quanto applicativa di un uso negoziale (ex art. 1340 c.c.) e non normativo (ex art. 1 ed 8 delle preleggi al c.c.), laddove l’art. 1283 c.c. esclude l’anatocismo (salve le ipotesi della domanda giudiziale e della convenzione successiva alla scadenza degli interessi) in mancanza di usi contrari. Pertanto, l’inserimento della clausola nel contratto, in conformità alle N.B.U., non esclude la suddetta nullità, poiché a tali norme deve riconoscersi soltanto il carattere di usi negoziali non quello di usi normativi.

In assenza di una espressa volontà negoziale della correntista manifestata successivamente all’entrata in vigore della delib. CICR 9.2.2000, nessuna rilevanza potrebbe poi ascriversi all’adeguamento unilaterale operato dall’istituto di credito in conformità al disposto degli art. 6 e 7 della predetta delibera.

Nei rapporti contrattuali in essere al momento dell’entrata in vigore della predetta delibera attuativa dell’art. 120 TUB, l’unica forma di adeguamento possibile, stante la declaratoria di incostituzionalità del comma 3 dell’art. 25 D.lgs 342/1999 (sentenza Corte Cost. n. 425 del 17.10.2000), ovvero della norma delegante che costituiva la fonte primaria idonea a sorreggere il disposto dell’art. 7 della delibera CICR del 9.2.2000 e a consentire alla fonte regolamentare di derogare al divieto di legge imposto dall’art. 1283 c.c., era infatti necessariamente quella di una nuova pattuizione scritta che, nel caso di specie, è intervenuta soltanto nel 2005.

Va dunque dichiarata l’illegittimità delle annotazioni a debito effettuate a titolo di capitalizzazione degli interessi passivi e di spese di chiusura periodica del conto fino alla prima approvazione specifica scritta da parte del cliente della clausola anatocistica reciproca riportata nel contratto datato 23/02/2005 (cfr. doc. 30 allegato alla seconda memoria di parte convenuta).

Quanto alle Commissioni di Massimo Scoperto, l’onere nel contratto del 21 marzo 2000 risulta pattuito nella misura, modalità di calcolo e periodicità; nel contratto successivo datato 26 agosto 2003 non è invece prevista la periodicità e, conseguentemente, la clausola difetta della necessaria determinatezza. mentre non si rinviene pattuizione alcuna a sostegno della commissione di istruttoria veloce.

Importante è anche quanto affermato dal Tribunale di Treviso in considerazione  della non completezza di tuti gli estratti conto trimestrali scalari da pare del cliente che vuol far accertare le illegittime pretese della banca. Il Tribunale sul punto chiarisce che “Quanto all’eccezione di inammissibilità dell’azione per omessa produzione integrale degli estratti conto, si ritiene che l’azione attorea sia adeguatamente supportata dal punto di vista documentale anche con una produzione non necessariamente integrale degli estratti conto e degli estratti “scalari”. Per quel che concerne tale profilo, lo scrivente… ritiene che l’azione non possa ritenersi in radice preclusa soltanto perché il correntista non alleghi l’intera e ininterrotta serie degli estratti conto dall’inizio del rapporto sino alla sua chiusura. L’entità delle poste a debito illegittime ben può ricavarsi con il ricorso al c.d. metodo sintetico, risultando tutt’altro che complesso dal punto di vista contabile sottrarre dai numeri debitori del saldo iniziale di un trimestre la grandezza corrispondente agli oneri illegittimamente contabilizzati nel trimestre precedente e operare così il ricalcolo delle competenze nei trimestri successivi; non essendovi poi spazio, per quanto si dirà, per l’azione di ripetizione, è irrilevante quantificare quali e quanti versamenti abbiano determinato l’estinzione, mediante pagamento, di annotazioni illegittime”.

Chi volesse avere un primo parere gratuito sulle possibilità di recuperar perdite finanziarie subite o come nel caso deciso dal Tribunale di Treviso voler verificare la regolarità di interessi ed altri costi addebitatigli da finanziarie e banche o ancora per  essere aiutato per approvare un piano di sovraindebitamento in applicazione della legge antisuidici può rivolgersi al CODACONS 800 050800 per essere aiutato a protocollare la propria richiesta di aiuto presso il call center nazionale  del CODACONS per avere un appuntamento con i legali dell’associazione sul territorio o con il sottoscritto in qualità di responsabile contenzioso bancario del CODACONS .

CODACONS DALLA PARTE DEI DIRITTI DALLA PARTE DEI CONSUMATORI.

Vice Presidente Nazionale CODACONS – Responsabile Contenzioso Bancario.

Avv. Bruno Barbieri

PIACENZA 9 OTTOBRE 2018 – COMUNICATO STAMPA

A DISTANZA DI MENO DI DIECI GIORNI DA DUE SENTENZE IN MATERIA DI INVESTIMENTI FINANZIARI A FAVORE DI ASSOCIATI CODACONS CONTRO ISTITUTI BANCARI EMESSE DAL TRIBUNALE DI PARMA L’ASSOCIAZIONE OTTIENE UN ALTRO IMPORTANTE RISULTATO DAVANTI AL TRIBUNALE DI PIACENZA CONTRO FIDITALIA SPA

Il Tribunale di Piacenza il 7/10/2018 ha emesso sentenza n. 655/2018 di accoglimento della domanda di nullità e ripetizione dell’indebito pagamento presentata da una consumatrice associata CODACONS, rappresentata e difesa dagli avv.ti Bruno Barbieri – Vice Presidente Codacons Nazionale – e Cristina Balteri – Referente Codacons per la Provincia di Parma e Piacenza – condannando FIDITALIA S.P.A. a restituire l’intera somma percepita a titolo di interessi, oltre interessi dal dì del dovuto al saldo, e condanna alle spese legali.

Il finanziamento, della durata di 10 anni, stipulato nel novembre 2011, aveva obbligato la malcapitata consumatrice alla restituzione di un importo addirittura superiore al 100% di quello finanziato, cioè a fronte dell’erogazione di € 10.756,02, al termine del contratto l’importo restituito alla finanziaria sarebbe stato pari a € 21.720,00. I costi complessivi sostenuti dal consumatore per avere l’erogazione della somma chiesta a finanziamento ammontavano, infatti, a € 10.963,98, quindi addirittura superiore di € 210,00 rispetto alla somma ottenuta in prestito.

Ritiene, così, il Tribunale piacentino di aderire all’orientamento prevalente avanti alla Suprema Corte di Cassazione, secondo la quale “Ai fini della valutazione dell’eventuale natura usuraria di un contratto di mutuo, devono essere conteggiate anche le spese di assicurazione sostenute dal debitore per ottenere il credito, in conformità con quanto previsto dall’art. 644, comma 4, c.p. essendo a tal fine sufficiente che siano collegate alla cessione del credito”.

Del resto, chiosa il Giudice dott. Ricci: ”Banca d’Italia e MEF, da una parte e i giudici, dall’altra, in materia di usura hanno compiti diversi come ben diverse e non necessariamente concordi sono le funzioni assegnata all’ordinamento giuridico al tasso medio e al tasso soglia antiusura”.

Un’altra battaglia vinta da parte di un’associazione che ha fatto storia perchè ogni giorno si batte contro le ingiustizie di un sistema finanziario spesso prevaricatore, comunque sempre indifferente alle necessità dell’utenza e dei consumatori.

Chi volesse avere un primo parere gratuito sulle possibilità di recuperar perdite finanziarie subite o come nel caso deciso dal Tribunale di Piacenza voler verificare la regolarità di interessi ed altri costi addebitatigli da finanziarie e banche o ancora per  essere aiutato per approvare un piano di sovraindebitamento in applicazione della legge antisuidici può rivolgersi al CODACONS preso la nuova sede situata presso i locali del Movimento Cristiano Lavoratori di Piacenza, oppure telefonare la numero verde del CODACONS Emilia Romagna 800 050800 per essere aiutato a protocollare la propria richiesta di aiuto presso il call center nazionale  del CODACONS per vare un appuntamento con i legali dell’associazione.

CODACONS DALLA PARTE DEI DIRITTI DALLA PARTE DEI CONSUMATORI.

Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

by Redazione CODACONS ER on

2 Ottobre 2018

COMUNICATO STAMPA

UN ERRORE VIETARE L’USO DEGLI EURO 4 DIESEL CON COSI’ POCO ANTICIPO COME QUELLO DI EMETTERE GRIDA DI MANZONIANA MEMORIA

Il CODACONS  reputa che sia stata una scelta avvenata ed in violazione dei diritti di molti proprietari di veicoli Euro 4 diesel quella di comunicare da parte dei comuni con così poco anticipo di voler estendere il divieto di circolazione dalle 8.30 alle 18.30 anche questa categoria di veicoli.

Il CODACONS che è associazione di protezione ambientale e che pertanto non può che vedere con favore qualsiasi iniziativa  volta a limitare l’inquinamento dell’aria, ritiene che i comuni abbiano sbagliato le tempistiche con cui comunicare tale loro volontà di voler fare i primi della classe nella tutela dell’aria rispetto a quanto avviene nel resto d’Italia.

Non ritiene il CODACONS  che i comuni dovessero attendere gli ultimi giorni di settembre per decidere che in Emilia Romagna si volesse adottare una politica più restrittiva ed avrebbero dovuto dare ampio margine di tempo ai proprietari delle vetture meno vetuste che non poteva attendersi un provvedimento di questo genere.

Volendo fare un parallelo a situazioni in cui il proprietario del veicolo è impossibilitato al suo uso si può richiamare quanto previsto e non a caso nella procedura di fermo ammnistrativo laddove è previsto che dal 21/8/2013, al debitore deve essere notificata una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di 30 giorni, sarà eseguito il fermo, senza necessità di ulteriore comunicazione.

Tale informativa è dovuta per l’effetto afflittivo di questa misura che al pari del blocco di circolazione incide in modo pesante sulla organizzazione familiare e lavorativa.

In ogni caso affinché i divieti non restino voci che si perdono nel vuoto sarebbe quanto meno opportuno che le telecamere ai blocchi della ZTL avessero modo di rilevare e così sanzionare in automatico chi viola i divieti di circolazione ed avendo una tecnologia già predisposta per la rilevazione delle targhe non dovrebbe essere così complicato adeguare tale funzione all’uso specifico.

Pertanto il CODACONS  invita i possessori di Euro 4 diesel destinatari di sanzioni di rivolgersi al CODACONS per verificare la possibilità di impugnare le sanzioni ed al tempo stesso il CODACONS verificherà se i Comuni ed in particolare il Comune di Bologna ha  attivato come avrebbe dovuto i controlli con le telecamere ai varchi delle rispettive ZTL per rendere i divieti efficaci riservandosi in difetto di segnalare tale inadempimento al Ministero competente nonchè agli uffici europei che si occupano di verificare il rispetto della normativa anti-smog.

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

13 settembre 2018  – Comunicato Stampa

UN’ ULTERIORE DUPLICE VITTORIA DEL CODACONS A TUTELA DI UN RISPARMIATORE DI PARMA CHE AVEVA INVESTITO IN BOND ARGENTINA

Il Tribunale di Parma, con due sentenze appena depositate, SENTENZA N 1200/18, e SENTENZA N 1201/18, PUBBLICATE IL 4/09/18, ha ribadito le ragioni dei consumatori, rappresentati e difesi dagli avv.ti Bruno Barbieri – Vice Presidente Codacons Nazionale – e Cristina Balteri – Referente Codacons per la Provincia di Parma e Piacenza – condannando la Banca che li aveva spinti ad investire in BOND ARGENTINA, a rifondere interamente il valore dell’investimento, oltre interessi e condanna alle spese legali.

In entrambe i casi, gli investitori/consumatori, senza nessuna esperienza nel settore finanziario, si erano affidati ai consigli del funzionario di filiale, che conoscevano da tempo e nel quale riponevano la loro fiducia, il quale si recava appositamente presso il loro domicilio per fargli firmare gli ordini di acquisto, senza per altro “che nessuna informazione venisse previamente fornita dal funzionario dipendente” della banca convenuta.

Il Tribunale di Parma, nel solco delle numerose sentenze già emesse nei confronti di altri associati Codacons, ha ribadito che la violazione degli obblighi informativi, la mancata valutazione della propensione al rischio dell’investitore e l’incuranza degli obiettivi dell’investimento sono determinanti ai fini della valutazione dell’inadempimento ai sensi dell’art. 1453 cc e comportano la risoluzione del contratto concluso mediante sottoscrizione di ordine di acquisto Bond Argentina.

Un’altra battaglia vinta, anzi due, da parte di un’associazione che ha fatto storia nella tutela degli utenti e dei consumatori e che ogni giorno si batte contro le ingiustizie di un sistema bancario in questo caso condannato al pagamento di oltre euro 50.000,00 sempre più indifferente alla tutela e alla corretta gestione del risparmio.

Sentenza Tribunale di Parma n. 1200 pubblicata settembre 2018

Sentenza Tribunale di Parma n. 1201 pubblicata settembre 2018

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri