Comunicati Stampa

IL CODACONS per tuti i proprietari di auto Volkswagen ha attivato un‘importante azione legale in Germania volta  far ottenere un risarcimento /indennizzo  a tutti i proprietari di modelli aventi motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI , EA189

I FATTI

L’hanno definito “l’11 settembre delle auto”. E in effetti il “Dieselgate”, che ha travolto uno dei maggiori produttori di automobili al mondo, è lo scandalo del secolo: un terremoto scoppiato con la scoperta di un software, montato sui veicoli Volkswagen, capace di riconoscere la situazione di test e imporre al motore uno scarico di gas tossici da 10 a 40 volte inferiore al normale, che ha scandalizzato il mondo e costretto i vertici del Gruppo alle dimissioni. Tutti coloro che, a partire dal 2008/2009, hanno acquistato un’automobile del gruppo Volkswagen con motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI, tutti rientranti nella categoria del motore EA189 diesel, dunque, hanno comprato un veicolo che, nonostante l’omologazione, produce emissioni più alte di quanto previsto per il modello di appartenenza.

Quella posta in essere da Volkswagen è, senza ombra di dubbio, una pratica commerciale scorretta nei confronti dei consumatori, che si sono trovati ad aver acquistato un bene con caratteristiche difformi da quelle dichiarate, e dunque hanno subito il danno derivante dal minor valore dell’automobile.

Mentre in tutto il mondo Volkswagen è andata incontro a pesanti sanzioni, e ha provveduto al risarcimento dei danni causati ai consumatori, in Italia la tutela dei soggetti coinvolti è ancora lontana dell’essere effettiva.

Il Tar del Lazio, con decisione del 31 maggio 2019 ora sottoposta al vaglio del Consiglio di Stato in appello, ha confermato la sanzione amministrativa di 5 milioni di euro comminata alla casa automobilistica tedesca dall’Antitrust nell’agosto  2016. La multa, tuttavia, non è diretta al risarcimento del danno dei singoli consumatori, avendo il fine di sanzionare il comportamento contrario alla normativa di cui al Codice del Consumo.

Sul fronte penale, invece, la Procura di Verona ha aperto un procedimento per truffa in commercio contro i vertici italiani di Volkswagen Italia.

Il Codacons, al fine di tutelare la posizione dei tantissimi consumatori danneggiati, ha preso parte a tale procedimento  nella qualità di persona offesa. I legali e i consulenti dell’associazione hanno partecipato a  tutte operazioni peritali disposte dal Tribunale,  dando un impulso fondamentale alle indagini e agli accertamenti tecnici.

Tale attività ha portato all’importantissimo risultato della conclusione dell’incidente probatorio con l’accertamento dell’esistenza di un “defeat device”, ovvero dell’impianto che influisce sulle strategie di controllo delle emissioni allo scopo di ridurre le emissioni di ossido di azoto durante i cicli di omologazione su tutte le vetture esaminate.

Nonostante sia stata riconosciuta l’illegittimità del comportamento di Volkswagen, però, il PM della Procura di Verona ha richiesto l’archiviazione del procedimento penale, ritenendo che non vi siano i presupposti per poter procedere per il reato di frode in commercio in relazione all’installazione del software che,  di fatto, consentiva  l’omologazione delle automobili anche in assenza del rispetto dei limiti di emissione, per mancanza di consapevolezza da parte di Volkswagen Italia di quanto stava accadendo, e, dunque,  per mancanza di dolo.

In questo modo, rischiano di rimanere senza tutela le migliaia di consumatori italiani vittime del “Dieselgate”.

Il Codacons, ritenendo che la decisione del Pm italiano, ove confermata, lasci privo di sanzione un gravissimo illecito in danno dei consumatori e dell’ambiente, ha proposto opposizione all’archiviazione, chiedendo la prosecuzione delle indagini.

Se la richiesta del Codacons  dovesse essere accolta si aprirebbe nuovamente la strada del rinvio a giudizio, con conseguente possibilità per tutti i consumatori di costituirsi parte civile nel procedimento penale per richiedere il risarcimento del danno subito.

Nel frattempo, in Germania, ove la casa madre tedesca, Volkswagen AG, ha già proceduto ad un imponente accordo per il risarcimento del danno a migliaia di consumatori, la  Corte Federale ha emesso una sentenza storica, condannando la casa automobilistica al risarcimento del danno nei confronti del proprietario un’auto truccata. La decisione ha sostanzialmente affermato il diritto del consumatore alla restituzione dell’automobile alla casa automobilistica e al rimborso del prezzo pagato  detratti unicamente i km percorsi.

La consapevolezza o meno da parte dei vertici della società dell’esistenza del “defeat device” non è stata considerata rilevante, e dunque Volkswagen è stata ritenuta  responsabile nei confronti dei consumatori che, ignari, hanno acquistato un bene difforme da quello voluto.

Un principio importantissimo quello espresso dalla giurisprudenza tedesca, che potrebbe aprire la strada, in Germania, al risarcimento del danno nei confronti di migliaia di consumatori rimasti ancora senza tutela.

LA NUOVA AZIONE DEL CODACONS IN GERMANIA

A fronte dell’inerzia delle istituzioni italiane che avrebbero dovuto tutelare i tuoi diritti, e in considerazione dell’importante principio affermato dalla Corte Federale tedesca, il Codacons ha deciso di avviare un’azione in Germania nei confronti della casa madre tedesca che controlla Volkswagen Italia, Volkswagen AG. 

La nuova iniziativa è volta a richiedere in via stragiudiziale, in Germania, il risarcimento del danno subito, da tutti i consumatori aderenti, per aver acquistato un’automobile Volkswagen con motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI, EA189 diesel.

La nostra Associazione, per il tramite dei propri legali e di uno studio legale partner in Germania, procederà a diffidare la casa automobilistica tedesca a riconoscere ai consumatori italiani il giusto ristoro del danno subito, alla stregua di quanto è avvenuto per i consumatori tedeschi, portando avanti tutta la fase delle trattative.

Verrà richiesto il danno extracontrattuale per pratica commerciale scorretta in accordo alla giurisprudenza tedesca: il 15% del prezzo di acquisto. Il risarcimento dipenderà pertanto dal modello acquistato, con un range indicativamente tra 1500 euro e 6500 euro. 

Qualora Volkswagen formuli una proposta risarcitoria, il Codacons provvederà a informare gli aderenti all’azione al fine di raccogliere le volontà di accettare l’accordo, seguendo tutta la fase di perfezionamento dello stesso.

Tutta l’attività volta a giungere ad un accordo stragiudiziale non comporterà per gli aderenti alcun anticipo di spesa. 

Solo in caso di esito positivo delle trattative, e dunque di perfezionamento dell’accordo transattivo, è prevista la corresponsione al Codacons di una percentuale, a titolo di rimborso delle spese sostenute, della somma che sarà  riconosciuta da Volkswagen, secondo le condizioni che saranno comunicate al momento dell’adesione all’azione.

PER ADERIRE

Se hai acquistato*, a partire dal 2008/2009, un’automobile del gruppo Volkswagen che, a prescindere dalla cilindrata, è equipaggiata con il motore “incriminato” (EA189) aderisci all’azione contattando il CODACONS Emilia Romagna  info@codacons.emiliaromagna.it  chiamando il numero verde 800 050800 o il numero 051312611   Ti verranno inviarti senza alcuna spesa tutti i moduli che dovrai restituirci compilati e le istruzioni da seguire per aderire.

* E’ possibile aderire all’azione anche in caso di successiva alienazione dell’automobile.

Il CODACONS, preso atto che la Banca Popolare di Bari nonostante i buoni propositi dichiarati in vista della assemblea del 30 giugno continua imperterrita ad ostacolare l’esercizio dei diritti in capo ai propri clienti ed azionisti, ha deciso di incontrare gli azionisti della Banca nel corso di una nuova assemblea pubblica che si terrà il prossimo 27 giugno a Bari.

La Banca a cui centinaia di azionisti avevano inviato mesi or sono un’istanza ex art. 117 e 119 TUB per avere copia di documenti necessari alla loro tutela giuridica, non solo molto spesso non li ha inviati, ma sta addirittura negando loro anche il rilascio del certificato di possesso continuativo della azioni dalla data dell’acquisto ad oggi o quanto meno dal gennaio 2014 ad oggi, adducendo scuse banali e del tutto strumentali e giuridicamente inconsistenti.

Trattandosi di un comportamento intollerabile ed arrogante della banca rispetto ai propri clienti il CODACONS ha inviato a questi ultimi un modello di diffida da presentare alla sede legale della banca minacciando, in caso di mancato adempimento, di agire avanti alla competente Autorità Giudiziaria.

Questo atteggiamento della banca non è certo di buon auspicio in vista della assemblea del 30 giugno. La banca già più volte condannata in sede di abf a restituire l’intera perdite ai propri azionisti tenta di rabbonirli con un indennizzo del tutto insufficiente invece che riconoscere le proprie responsabilità e risarcire per intero i propri azionisti.

In occasione della assemblea convocata dal CODACONS per il 27 giugno – che si terrà dalle ore 15 a Bari presso il Centro Congressi Parco dei Principi Bari Hotel Congress & SPA Via Vito Vasile Aeroporto 70128 Bari Palese sarà possibile, nel rispetto delle regole sul distanziamento, sottoscrivere la procura per costituirsi parte civile nel procedimento penale ed ottenere dalla banca il 100% del danno oltre interessi e rivalutazione, ed un ulteriore somma a titolo di danno morale che verrà liquidata dal giudice (sempre in caso di condanna degli imputati) in via equitativa.

Chi intende costituirsi pare civile dovrà portare in assemblea copia dei documenti attestanti la propria identità (per le azioni in capo a società servirà il timbro della società e la firma del legale rappresentate oltre alla visura camerale) e la titolarità delle azioni della banca nel periodo dall’anno 2014 ad oggi. In caso di azioni ereditarie occorre il certificato di morte, un atto di notorietà o la dichiarazione di successione.

Dopo avere nelle scorse settimane messo in contatto tra loro i familiari e i comitati dei familiari delle vittime Covid tramite una serie di conferenze call, il Codacons scende di nuovo in campo per tutelare i cittadini dell’Emilia Romagna e spiegare loro come muoversi in caso di contagi e/o
decessi contratti in ospedale e case di riposo per anziani.


A tal fine il Codacons ha organizzato una conferenza sul web riservata ai residenti di FERRARA, REGGIO EMILIA E PIACENZA, aperta a tutti i parenti dei cittadini deceduti a causa del coronavirus e a chi ha subito conseguenze sanitarie legate al Covid.
L’incontro è finalizzato a raccogliere le testimonianze di chi si è ammalato a causa del mancato rispetto delle regole di distanziamento sociale nei luoghi di ricovero in strutture pubbliche o private o sui luoghi di lavoro, o di chi ha visto un proprio familiare morire a causa di ritardi o inadeguatezza nell’assistenza prestata dagli organi sanitari locali. Una piazza virtuale dove i cittadini di FERRARA, REGGIO EMILIA E PIACENZA potranno confrontarsi ed avere le prime indicazioni utili su come attivarsi per chiedere e ottenere giustizia.
In questa fase, pertanto, l’incontro su internet sarà dedicato ad allargare quanto più possibile gli aderenti ai comitati e fornire ai partecipanti le istruzioni su come muoversi in questa delicata fase per far valere i propri diritti e chiedere giustizia.
In tal senso si terrà Sabato 20 giugno alle ore 11,00 una conference call sulla piattaforma ZOOM, alla quale è possibile partecipare inviando (entro le ore 9,00 di sabato) una mail all’indirizzo info@studiolegaleauderesemper.it allegando un documento comprovante la propria condizione di ammalato covid o il decesso di un parente causato dal Covid e sottoscrivendo ed inviando al medesimo indirizzo di posta elettronica la liberatoria privacy, scaricabile dal sito del CODACONS
Emilia Romagna.
Avv. Bruno Barbieri – Presidente Regione Emilia Romagna
051.38050 (Per solo i giornalisti 338.2219123)

I referenti dei comitati dei familiari vittime Covid delle province di Bologna, Modena e di Parma hanno chiesto al CODACONS di organizzare una call aperta a tutti i familiari delle vittime o di persone che hanno subito dei ricoveri o conseguenze sanitarie dal virus SARS-CoV-2 al fine di potere realizzare, in un momento storico in cui è difficile tenere in sicurezza un’assemblea pubblica, un momento di confronto destinato a raccogliere le testimonianze e le richieste di aiuto da parte di tutti coloro che dubitano o hanno ragione di credere che l’aver contratto il virus SARS-CoV-2 sia stata la diretta o indiretta conseguenza del mancato rispetto delle regole di distanziamento sociale nei luoghi di ricovero in strutture pubbliche o private o sui luoghi di lavoro. Si tratta  di organizzare una sorta di piazza virtuale riservata a tali persone (con l’esclusione per ora in tale ambito degli organi di stampa) dove potersi confrontare ed avere le prima indicazioni utili su come porsi rispetto a coloro che potrebbero essere a capo delle strutture private e/o  pubbliche responsabili dei contagi.  I comitati organizzatori ritengono e così anche il CODACONS, che sia opportuno concentrarsi e coordinarsi al massimo per tentare di aiutare le Procure della Repubblica presso i singoli Tribunali ad accertare i fatti e le eventuali responsabilità dei contagi partendo dalle singole strutture e/o luoghi di lavoro per risalire la catena di comando, quando occorra, anche agli enti territoriali o governativi.

In questa fase, pertanto, la riunione su internet sarà dedicata ad allargare quanto più possibile gli aderenti ai comitati e per fornire ai partecipanti alla call gratuitamente le istruzioni per l’uso per come procedere per giungere quanto prima ad individuare i responsabili di quanto accaduto ed ottenere oltre che le condanne dovute a carico di questi ultimi, dagli stessi o dalle compagnie assicurative che li tutelano – per quanto riguarda la responsabilità civile, il dovuto ristorno economico e per capire come sia opportuno o meno tenere contatti diretti o indiretti con queste persone.

Il CODACONS, che ha titolo per costituirsi quale parte civile in tutti i procedimenti penali  legati ai contagi da SARS-CoV-2, organizzerà la riunione che si terrà sabato 30.05.2020 alle ore 11.00 sulla piattaforma ZOOM e per potervi avere accesso sarà necessario inviare entro le ore 9.00 del medesimo giorno un email all’indirizzo info@studiolegaleauderesemper.it inviando in allegato un documento comprovante la proprio qualità di ammalato Covid o di decesso di un proprio parente da Covid sottoscrivendo ed inviando al medesimo indirizzo di posta elettronica la liberatoria privacy scaricabile dal sito www.codaconsemiliaromagna.it

Il CODACONS rinvierà a chi vuole partecipare un link di accesso alla riunione con relativa password.

Per chi non fosse munito di strumentazione idonea potrà inviare una comunicazione alla sede del CODACONS Emilia Romagna (codacons.emiliaromagna@gmail.com ) in cui segnalare l’interesse a partecipare alla prima riunione pubblica che si terrà fisicamente in apposita sala non appena possibile.

Presidente Codacons Emilia Romagna –  Avv. Bruno Barbieri

Referenti comitati vittime Covid provincia di Parma, Modena e Bologna 

I referenti dei comitati dei familiari vittime Covid delle province di Bologna, Modena e di Parma hanno chiesto al CODACONS di organizzare una call aperta a tutti i familiari delle vittime o di persone che hanno subito dei ricoveri o conseguenze sanitarie dal virus Covid Sars 2 la fine di potere realizzare, in un momento storico in cui è difficile tenere in sicurezza una assemblea pubblica, un momento di confronto destinato  a raccogliere le testimonianze e le richieste di aiuto da parte di tutti coloro che dubitano o hanno ragione di credere che l’aver contratto il virus SARS covid 2 sia stata la diretta o indiretta conseguenza del mancato rispetto delle regole di distanziamento sociale nei luoghi di ricovero in strutture pubbliche o private o sui luoghi di lavoro. Si tratta  di organizzare una sorta di piazza virtuale riservata a tali persone ( con l’esclusione per ora in tale ambito degli organi di stampa ) dove potersi confrontare ed avere le prima indicazioni utili su come porsi rispetto a coloro che potrebbero essere a capo delle strutture private e/o  pubbliche responsabili dei contagi.  I comitati organizzatori ritengono  e così anche il CODACONS,  che sia opportuno concentrarsi  e coordinarsi al massimo per tentare di aiutare le Procure della Repubblica preso i singoli Tribunali ad accertare i fatti e le eventuali responsabilità dei contagi partendo dalle singole strutture e/o luoghi di lavoro per risalire la catena di comando quando occorra anche agli  enti territoriali o governativi.

In questa fase, pertanto, la riunione su internet  sarà dedicata ad allargare quanto più possibile  gli aderenti ai comitati e per fornire ai partecipanti alla call gratuitamente le istruzioni per l’uso per come procedere  per giungere quanto prima ad individuare i responsabili  di quanto accaduto ed ottenere oltre che le condanne dovute a carico di questi ultimi anche per ottenere quanto prima dagli stessi o dalle compagnie assicurative che li tutelano, per quanto riguarda la responsabilità civile, il dovuto ristorno economico e per capire se e come sia opportuno o meno tenere contatti diretti o indiretti con queste persone .

Il CODACONS che ha titolo per costituirsi quale parte civile in tutti i procedimenti penali  legati ai contagi da Sars Covid 2 organizzerà la riunione che si terrà sabato 30.05.2020   alle ore 11,00 sulla piattaforma ZOOM e per potervi avere accesso sarà necessario inviare fino alle ore 9,00 del medesimo giorno una email all’indirizzo segreteria01@studiolegaleauderesemper.it inviando in allegato un documento comprovante la proprio qualità di ammalato covid o di decesso di un proprio parente da covid sottoscrivendo ed inviando al medesimo indirizzo di posta elettronica la liberatoria privacy scaricabile dal sito del CODACONS Emilia Romagna.

Il CODACONS  rinvierà a chi vuole partecipare un link di accesso alla riunione con relativa password.

Per chi non fosse munito di strumentazione idonea potrà inviare una comunicazione alla sede del  CODACONS Emilia Romagna in cui segnalare l’interesse a partecipare alla prima riunione pubblica che si terrà fisicamente in apposita sala non appena possibile     

Presidente Codacons Emilia Romagna  Avv. Bruno Barbieri

Referenti comitati vittime covid provincia di Parma , Modena e Bologna 

Sono sempre di più i familiari delle vittime Covid o di infettati Covid che si stanno rivolgendo individualmente o già organizzati in comitati al CODACONS Emilia Romagna per chiedere di essere aiutati nella redazione di esposti o di integrazione di esposti diretti alle Procure della Repubblica sul territorio Emiliano Romagnolo ed il CODACONS, che è anch’esso parte lesa in queste vicende, ha deciso di aderire a tale richieste di aiuto svolgendo in questa fase un’attività di affiancamento ai familiari delle vittime ed ai contagiati Covid tramite una serie di indicazione per la redazione degli esposti pubblicate sul sito nazionale nonché di messa in contatto e coordinamento fra i vari comitati esistenti o costituendi. In questa fase, infatti, è bene che si tenga sia una certa condotta nei confronti dei dirigenti delle strutture dove si sono verificati dei decessi o dei contagi nonché è opportuna l’individuazione e segnalazione alla Procura di tutte le persone informate sui fatti che, se sentite, possano aiutare allo sviluppo delle singole indagini.

Il CODACONS, che ha in queste settimane inoltrato alle Procure di diversi Tribunali nella Regione più esposti aventi ad oggetto le vicenda relative alle singole strutture dove si sono registrati decessi o contagi  Covid, resta disponibile ad aiutare chi ne abbia bisogno ma i contatti con l’associazione stante l’emergenza Covid in questa fase non avverranno di persona presso le sedi CODACONS ma tramite contatti email o telefonici salvo all’occorrenza a procedere con ricevimenti presso le sedi previo appuntamento e segnala che sul proprio sito nazionale è presente il questionario da compilare (link: https://codacons.it/wp-content/uploads/2020/04/Questionario-definitivo-def.docx), da allegare ai singoli esposti individuali e da inviare volendo in copia al CODACONS.

Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

Il CODACONS Emilia Romagna informato dalla Presidente del Comitato per difesa degli Alberi di Bologna e Provincia ( che è comitato aderente al CODACONS) che il Comune di Molinella ha commissionato con inizio lavori per la giornata di lunedì mattina 18 maggio 2020 l’inizio dell’abbattimento di n.32 tigli sulla Via Andrea Costa ma che:

  1. Da una perizia redatta dal Prof. Aldo Zecchini D’Aulerio, già docente dell’Alma Mater Studiorum, facoltà di Agraria di Patologia Vegetale, Patologia delle Piante Ornamentali, Patologia Vegetale Micologica e Micologia Scientifica e già responsabile del progetto del verde urbano per il Comune di Giulianova (TE). volta a verificare lo stato di salute dei n.32 Tigli situati sulla Via Costa nel territorio del Comune di Molinella si legge:
  2. Che il l’ordinanza del Comune deve considerarsi in ogni caso illegittima in quanto non riporta alcuna motivazione sulla necessità di procedere all’abbattimento di n.32 Tigli violando gli obblighi motivazionali che devono essere alla base di qualsiasi provvedimento della Pubblica Amministrazione;
  3. Che l’illegittimità deriva inoltre dalla contraddittorietà insanabile tra il tempo riconosciuto ai cittadini di impugnare detto provvedimento e l’inizio delle operazioni di abbattimento da iniziarsi nella giornata di lunedì 18 maggio 2020 ore 8,30;
  4. che una volta realizzato l’abbattimento, anche sulla base di un provvedimento illegittimo al di là delle responsabilità di carattere contabile per i costi dell’abbattimento, si determinerebbe un danno grave e irreparabile;
  5. Che l’esecuzione dell’ordinanza contestata oltre a determinare un danno grave e irreparabile stante l’età e le dimensioni degli alberi che si vorrebbero abbattere ed il contributo degli stessi a ripulire l’aria nonché in termini di arredo urbano, determinerebbe un ulteriore danno grave ed irreparabile in questo periodo dell’anno anche perché nuocerebbe alla nidificazione degli uccelli proprio sulle piante oggetto di abbattimento;
  6. Che la perizia allegata individua in sole nove piante la presenza di patologie che potrebbero nel tempo giustificarne, senza alcuna urgenza, un intervento di abbattimento;

Per tali motivi il CODACONS ha chiesto formalmente a mezzo di diffida al Sindaco di non procedere oltre se non previo confronto sulle risultanze tecnico scientifiche illustrate dal prof, Zecchini D’Aulerio ed in ogni caso di non procedere a questi abbattimenti di alberi che non parrebbe avere alcun pericolo di cauta in una fase di nidificazione di molte specie di uccelli che in questi tigli trovano riparo.

Ciò nonostante da notizie appena giunte da Molinella parrebbe che il Sindaco abbia dato lo stesso avvio ai lavori dimostrando in questo caso la sua insensibilità ai problemi ambientali

Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv Bruno Barbieri

Verso l’istituzione della Consulta comunale del Verde: diverse associazioni lo chiedono al Consiglio comunale di Bologna

Il Comitato per la difesa degli alberi della provincia di Bologna e Provincia (aderente al Codacons Bologna) e STAI Stop Taglio Alberi Italia hanno elaborato e presentato la proposta di regolamento per l’istituzione della Consulta del Verde alla Commissione Consiliare Territorio e Ambiente del Comune di Bologna che si è riunita la scorsa settimana.

Nel frattempo, cresce il numero delle associazioni che la sostengono: Legambiente, WWF, LIPU, LAC e ISDE Associazione Italiana Medici per l’Ambiente.

La Consulta del Verde avrà funzioni propositive, oltre che consultive, e potrà fornire contributi utili al Comune per ogni iniziativa in ambito di tutela e gestione del verde pubblico e privato.

La spinta a proporre l’istituzione di un organo di questo tipo, a cui potranno partecipare tutte le realtà associative che abbiano tra le loro finalità la tutela dell’ambiente, il ripristino e la valorizzazione del patrimonio arboreo del comune di Bologna, nasce dalla richiesta di numerosi cittadini, ricorsi al Comitato, che in questi mesi hanno visto effettuare interventi importanti sulle alberature presenti in città senza aver potuto partecipare alla determinazione di tali scelte.

Come riportato nello Statuto, il Comune di Bologna garantisce e valorizza il diritto di cittadini e associazioni a concorrere allo svolgimento e al controllo delle attività poste in essere dall’amministrazione, favorendone l’iniziativa nella cura dei beni comuni (art. 2) e promuovendone una partecipazione propositiva anche attraverso consulte tematiche (art. 4).

La Consulta del Verde, se verrà realizzata, come parrebbe dall’orientamento formatosi sino ad oggi all’interno della Commissione Territorio e Ambiente, costituirà un importante strumento di  confronto per cittadini ed associazioni e di proposta costruttiva per il Comune, avvalendosi di competenze tecniche e specialistiche,  ma comunque operando in maniera completamente volontaristica e gratuita, dunque senza alcuna spesa per l’ente.

La Consulta del Verde di Bologna potrà fungere da modello per un nuovo paradigma di gestione del verde pubblico e privato anche per tanti altri comuni a livello nazionale, e raccoglierà le nuove disposizioni governative, tra cui il recentissimo  Decreto del  Ministero dell’Ambiente del 10 marzo scorso (CAM), un importante passo avanti nella tutela e valorizzazione del patrimonio arboreo urbano.

Per tali motivi le associazioni Legambiente, WWF, LIPU, LAC, ISDE, Comitato per la difesa degli alberi della provincia di Bologna e Provincia (aderente a Codacons) e STAI Stop Taglio Alberi Italia, invitano i consiglieri comunali a prendere al più presto in considerazione la proposta di costituzione della Consulta del Verde e continueranno ad attivarsi per sostenere il raggiungimento di questo obiettivo.

Comitati ed Associazioni promotori

Comitato per la difesa degli alberi della provincia di Bologna e provincia aderente a Codacons e

STAI Stop Taglio Alberi Italia, Legambiente, WWF, LIPU, LAC e ISDE.

Comitati ed Associazioni

  • Comitato Tutela Alberi Bologna e Provincia è costituito da un gruppo di cittadini che ritiene la cura e la conservazione degli alberi – e del  verde in generale – quale elemento fondamentale per la tutela del benessere delle persone. Si impegna a porre in essere attività volte a tutelare il patrimonio arboreo ed a segnalare qualsiasi iniziativa che non sia idonea a limitare il fenomeno dell’inquinamento dell’aria, supportato da tecnici qualificati,  dialogando con la Pubblica Amministrazione e cercando di indirizzare le scelte di quest’ultima  verso azioni di ripristino e implementazione  del  patrimonio arboreo  pubblico  e Il Comitato è aggregato al rispettivo Nucleo Regionale e Provinciale STAI e, alcuni suoi membri, partecipano al Comitato di Coordinamento Nazionale.

Contatto

Anna Petrucci, Presidente, direttivo@comitatotutelalberibolgna.it, https://urly.it/35cdt

  • STAI-Stop Taglio Alberi Italia | Comitato di Coordinamento Nazionale è un comitato spontaneo espressione della società civile, nato nel  luglio 2019 per tutelare  i diritti fondamentali e le risorse del nostro Paese, con particolare riguardo agli alberi esistenti nelle diverse tipologie di contesti (urbano, periurbano,  rurale e boschivo).  STAI promuove inoltre  un modello esistenziale alternativo centrato sul rispetto e valorizzazione  delle risorse  Il suo gruppo fb di riferimento conta + 20.000 membri e + 95.000 contatti. STAI è strutturata in Nuclei Regionali e Provinciali attualmente dislocati su 18 regioni. È dotata di un Comitato Scientifico e di 16 gruppi di studio tematici. Collabora con numerose associazioni di rilevanza nazionale e comitati ed associazioni locali. Tra questi LIPU, ISDE Italia-Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, MDS-Movimento Decrescita Felice, GUFI e LAC.

Contatti

Marco Menghini, Promotore e Referente nazionale STAI (https://urly.it/35cdn) stai.cordinamento@gmail.com; info@staitaglioalberitalia.it

Matteo Della Negra, Membro Comitato Coordinamento Centrale di STAI, Referente Regionale Nucleo Regionale STAI Toscana, Presidente  Comitato Grosseto  al Centro, matteodellanegra@hotmail.com, https://urly.it/35cdk

CODACONS

Il Coordinamento delle associazioni per la difesa  dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, comunemente conosciuto come Codacons,  è un’associazione  senza fini di lucro, nata nel 1986 in difesa dei consumatori e dell‘ambiente.

Contatti

Bruno Barbieri, Referente CODACONS Bologna, Vicepresidente CODACONS info@codacons.emiliaromagna.it

www.codacons.it

Legambiente

Associazione ambientalista italiana erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucle-are che si sviluppò in Italia e in  tutto  il mondo  occidentale nella  seconda  metà degli anni settanta.

Contatti

Claudio Dellucca, Referente Legambiente Bologna, cldellu@gmail.com

WWF Bologna Metropolitana

Rappresentanza di WWF Italia a sua volta connessa con WWF International, è una delle principali associazioni ambientaliste a livello internazionale.

Contatti

Michele Vignodelli, Referente WWF Bologna Metropolitana, michele.vignodelli@iol.it

LIPU BIRD LIFE

La Lega Italiana Protezione Uccelli è un’associazione ambientalista italiana, fondata nel 1965 con lo scopo principale di promuovere la salvaguardia della fauna selvatica e dei loro  ambienti e anche di conservare la natura mediante l’educazione ambientale e la tutela della biodiversità italiana.

Contatti

Caselli Nadia, Referente LIPU Bologna, lipubo@gmail.com www.lipu.it

ISDE Italia – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente

È nata nel 1989 da un gruppo di medici italiani consapevoli che per garantire la salute di ciascuno, i medici devono occuparsi anche della salute dell’ambiente in cui viviamo, sia come medici che come abitanti della terra.

Contatti

Daniele Agostini, Referente ISDE Bologna, isdebo@gmail.com www.isde.it

LAC (Lega Abolizione Caccia)

Associazione nazionale per l’abolizione della caccia e salvaguardia di ogni specie animale e tutela ambientale.

Contatti

Dino Vecchi, Referente LAC Emilia Romagna lacemiliaromagna@abolizionecaccia.it www.abolizionecaccia.it/

Bologna, 27 aprile 2020

Vedi allegato

Negligente gestione della pandemia

Se ritieni di essere stato danneggiato dal Coronavirus a causa della negligente gestione della pandemia e della mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale esistente sin dall’anno 2006. https://codacons.it/pandemia-coronavirus/

Pubblicato da Codacons Emilia Romagna su Venerdì 10 aprile 2020

Scarica il questionario da inviare alla Procura della Repubblica competente per territorio, se ritieni di essere stato danneggiato dal Coronavirus a causa della negligente gestione della pandemia e della mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale esistente sin dall’anno 2006.

Per la mancata corretta gestione dell’emergenza sanitaria, il Codacons ha presentato un esposto alle 104 procure italiane: sembrerebbe infatti che non sia stato rispettato il Piano Pandemico Nazionale esistente dal lontano anno 2006. Il Codacons ha pertanto chiesto alle Autorità Giudiziarie di predisporre tutti i controlli necessari ad accertare eventuali responsabilità e fattispecie di condotte penalmente rilevanti e, in caso affermativo, di verificare l’autore e/o gli autori delle negligenti azioni per, conseguentemente, esperire nei loro confronti l’azione penale per tutti quei reati che riterranno ravvisabili.


Purtroppo dalla cronaca sono evidenti a tutti i casi dei decessi avvenuti nelle abitazioni e negli ospedali: tali morti potrebbero essere la conseguenza delle inadeguatezze del sistema sanitario nazionale laddove le Autorità competenti non si siano adoperate tempestivamente anche dotandosi dei mezzi adeguati per fronteggiare l’emergenza dettata dal Corona Virus. Nel caso, purtroppo, le eventuali e da accertare inefficienze del sistema sanitario nazionale avrebbero concorso a causare le morti da COVID-19 per la mancanza del numero adeguato di strumenti e di strutture necessarie alla cura dei pazienti affetti dal virus.

Decessi altrimenti evitabili se si fosse in possesso di quanto necessario alla cura dei pazienti e se lo Stato si fosse prontamente preparato all’emergenza in tempo utile, considerato che già dal mese di dicembre 2019 apparsero le prime notizie sul Coronavirus proveniente dalla Cina ed il 30 gennaio 2020  l’OMS dichiarava lo stato di allerta internazionale per l’emergenza Coronavirus.

Le Autorità competenti potrebbero, nel caso, essere chiamate a rispondere ai sensi dell’art. 40 comma 2 c.p. a titolo di responsabilità omissiva per i reati di epidemia colposa (ex combinato disposto degli artt. 438 e 452 c.p.), strage, omicidio colposo plurimo e omissione di soccorso.

Infatti lo Stato italiano doveva essere preparato ad anticipare la pandemia già ai sensi della DECISIONE N. 1082/2013/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 22 ottobre 2013 relativa alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e che abroga la decisione n. 2119/98/CE che appunto già nel 2013 aveva stabilito “norme in materia di sorveglianza epidemiologica, monitoraggio, allarme rapido e lotta contro le gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, compresa la pianificazione della preparazione e della risposta in relazione a tali attività, allo scopo di coordinare e integrare le politiche nazionali” mirando altresì “a sostenere la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri per migliorare la prevenzione e il controllo della diffusione di gravi malattie umane oltre le frontiere degli Stati membri e per lottare contro altre gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, allo scopo di contribuire a un elevato livello di protezione della sanità pubblica nell’Unione.”.

ln merito anche il  T.A.R. Napoli, sez. V, con Sentenza 02/12/2013, n. 5469, con riferimento al principio generale di precauzione cui si deve attenere anche lo Stato Italiano facente parte della Comunità Europea che mira ad assicurare un elevato livello di tutela della salute umana in un’ottica di prevenzione del danno ha chiarito che:

Il principio di precauzione può essere definito come un principio generale del diritto comunitario che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la salute pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente (..)”.

La situazione appare in tutta la sua gravità in particolare considerando che lo Stato Italiano si era dotato, già dal 2006, di un PIANO PANDEMICO (per visionarlo cliccare QUI) che prevedeva precipue misure da adottare in una fase pre-pandemica che, sembrerebbero invero non essere state adottate nella contingenza della situazione, e che di seguito, a titolo esemplificativo, si riportano con le relative indicazioni:

PERIODO INTERPANDEMICO (pag 12- lettera D) per le seguenti misure da adottare antecedenti all’esplosione della pandemia:

– Informazione sanitaria della popolazione per promuovere l’adozione delle comuni norme igieniche, che includono:

o lavarsi spesso le mani,

o pulire le superfici domestiche con normali prodotti detergenti

o coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce;

 – Adozione di misure per limitare la trasmissione delle infezioni in comunità (scuole, case di riposo, luoghi di ritrovo), quali evitare l’eccessivo affollamento e dotare gli ambienti di adeguati sistemi di ventilazione.

– Preparazione di appropriate misure di controllo della trasmissione dell’influenza pandemica in ambito ospedaliero:

o Approvvigionamento dei DPI per il personale sanitario

o Controllo del funzionamento dei sistemi di sanificazione e disinfezione; o Individuazione di appropriati percorsi per i malati o sospetti tali

o Censimento delle disponibilità di posti letto in isolamento e di stanze in pressione negativa

o Censimento delle disponibilità di dispositivi meccanici per l’assistenza ai pazienti.

Fase di allerta (Fasi 3-5)

 In questa fase, le azioni sono mirate a migliorare il sistema di sorveglianza della sindrome influenzale, a mettere a punto ulteriori attività per il riconoscimento tempestivo di casi di influenza nell’uomo associati a nuovi virus influenzali ed alla descrizione di una eventuale pandemia, secondo quanto elencato di seguito:

– attivare, ove ci siano casi sospetti, immediata ed approfondita indagine epidemiologica da parte della ASL, secondo protocolli pre-definiti

 – fornire alle ASL ed alle Regioni il supporto dello staff del CCM e dell’Istituto Superiore di sanità (ISS)

 – definire ed attuare protocolli di sorveglianza dei: o cluster di sindrome influenzale potenzialmente attribuibili a virus pandemico, sia tramite i medici di medicina generale e i pediatri di famiglia, che gli Istituti di ricovero o cluster di morti inattese per ILI/ IRA in strutture di ricovero e cura

– rilevare settimanalmente il numero di accessi al PS e il numero di ricoveri in un campione di comuni

– rilevare settimanalmente la mortalità totale in un campione di comuni – definire i protocolli per la sorveglianza sentinella dei tassi di assenteismo lavorativo e scolastico in alcuni siti selezionati, es. grandi fabbriche, allevamenti avicoli e scuole ubicati in diverse aree del paese (..).

Al contrario di quanto previsto dal Piano Pandemico, il primo provvedimento per fronteggiare l’emergenza sanitaria veniva emesso soltanto in data 23 febbraio 2020 con D.L. n. 6 del 2020 con cui il Governo semplicemente invitava le Autorità locali ad adottare misure di contenimento del COVID-19.

Dopodiché, a Pandemia ormai conclamata, veniva emanato, soltanto in data 4 marzo 2020 il DPCM di pari data, a mezzo del quale venivano adottate più incisive misure di contrasto e contenimento del diffondersi del COVID-19 cui seguivano il DPCM dell’8 marzo 2020 che dichiarava la quarantena unicamente per la Regione Lombardia e le province limitrofe e il DPCM del 9 marzo 2020 che dichiarava la quarantena per l’intero territorio nazionale.

Quindi dal 30 gennaio 2020 si è agito in concreto unicamente in data 9 marzo 2020.

SE RITIENI CHE UN TUO FAMILIARE-UN AMICO SIA VITTIMA DELLE NEGLIGENZE NELLA GESTIONE PANDEMICA DEL CORONAVIRUS, PUOI DENUNCIARE IL CASO FAMILIARE VERIFICATOSI anche al fine di contribuire all’analisi dei fatti per scopi statistici, compilando il questionario-segnalazione.

Scarica il questionario sul sito da inviare alla Procura della Repubblica competente per territorio, se ritieni di essere stato danneggiato dal Coronavirus a causa della negligente gestione della pandemia e della mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale esistente sin dall’anno 2006.

La compilazione e l’invio alla Procura del Questionario servirà per acclarare la responsabilità dei decessi per omesso o tardivo ricovero e cura.

Puoi anche inviare il questionario al Codacons per scopi statistici, all’indirizzo covid@codacons.org. I dati contenuti nelle risposte al questionario verranno trattati in modo anonimo e aggregato e potranno essere comunicati alle Autorità competenti solo previo consenso dell’interessato o per motivi di legge (ad es. indagini giudiziarie, tutela della salute ed incolumità pubblica).

Si  può aderire alla segnalazione anche chiamando il numero verde gratuito 800.582493 e riempire il questionario con gli operatori in linea.

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS EMILIA ROMAGNA

Avv. Bruno Barbieri

COMUNICATO STAMPA

06 APRILE 2020


  

Il CODACONS EMILIA ROMAGNA, ritiene che in questa delicata fase della vita del nostro Paese, a fronte di più segnalazioni di esercenti che approfittandosene della situazione venutasi a creare, fanno lievitare i prezzi di alcuni generi alimentari e prodotti, ritiene che sia quanto mai urgente e necessario istituire un osservatorio dei prezzi regionale munito del potere ed autorità necessaria per poter imporre sanzioni a coloro che verranno sorpresi ad approfittarsi della situazione di bisogno dei consumatori.

L’osservatorio formato da esponenti di tutte le categorie sociali convolte (ass. consumatori, rappresentanti degli esercenti e del commercio), dovrebbe poter applicare sanzioni ammnistrative come le chiusure temporanea degli esercizi oltre che sanzioni pecuniarie a carico ei titolari degli esercizi commerciali che sorpresi a speculare sui prezzi delle derrate e dei prodotti.

Stanno emergendo in questa delicata fase soggetti che approfittano della paura dei cittadini, anche sul piano commerciale oltre che su quello comunicativo (notizie false) che in questo periodo “disturbano” la serenità dei cittadini provocando un senso di paura che scaturiscono in atti di accaparramento di beni alimentari e di veri e propri assalti ai supermercati. Si chiede alla Regione di attivare le appropriate disposizioni di contrasto a tale sistema speculativo

Aderendo alla proposta di legge della Regione Toscana in cui si sollecita l’istituzione di -Osservatorio presso la Giunta regionale per il monitoraggio dei prezzi dei beni essenziali nelle situazioni di emergenza e con la rappresentanza delle Associaz. consumatori e Associaz. produttive e del commercio.

-Osservatorio per il controllo delle comunicazioni volto al monitoraggio delle false notizie che possono produrre allarme sociale

-Sollecitare il Governo a condividere tali disposizioni affinché in caso di crisi sanitarie e umanitarie anche in futuro si creino alleanze virtuose per impedire che la distribuzione di materiale sanitario, vaccini, antivirali e in taluni casi di beni essenziali (acqua, bene comune UNESCO 2006) non siano subordinate agli interessi economici e di profitto e in alcuni casi ai vincoli di bilancio.

Con l’auspicio che l’intervento dello Stato possa rendere più efficaci gli interventi antispeculativi a difesa della persona sul piano giuridico – legislativo e penale.

Si invitano in ogni caso tutti i cittadini che notano aumenti ingiustificati dei prezzi a segnalarcelo in modo da permetterci di intervenire.   

CODACONS Emilia Romagna

In persona del Presidente

Avv. Bruno Barbieri

COMUNICATO STAMPA

28 febbraio 2020

Economia

IL CODACONS SI COSTITUIRA’ QUALE PERSONA OFFESA PRESSO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DEL TRIBUNALE DI BOLOGNA NEL PROCEDIMENTO PENALE RELATIVO ALL’ASSICURATORE INFEDELE ED AFFIANCHERA’ PER UNA FUTURA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE COLLETTIVA I DANNEGGIATI    

Il CODACONS BOLOGNA preso atto delle notizie apparse sui quotidiani circa l’operato di un broker infedele che operava per una compagnia assicurativa che si sarebbe illegittimamente appropriato delle somme versate dai clienti per il pagamento di polizze assicurative per oltre 1,6  milioni di euro, ha deciso, così come ha già fatto in passato per altri casi analoghi di depositare la propria nomina di persona offesa e di procedere, per chi ne farà richiesta a tenere i contatti con la compagnia assicurativa per la quale il broker operava la quale sarà tenuta a risarcire i danni procurati da quest’ultimo.  Il CODACONS, inoltre,  si rende in ogni caso disponibile, per chi lo vorrà, in caso di richiesta di rinvio a giudizio di detto Broker, ad organizzare una costituzione di parte civile di fatto collettiva di tutti i danneggiati.

Chi fosse interessato può contattare il numero verde 800 050800  oppure scrivere a info@codacons.emiliaromagna.it o recarsi presso la sede del CODACONS sita in Bologna Via Emilia Ponente n.86       

Presidente CODACONS  Bologna

Avv. Bruno Barbieri