Senza categoria

I legali del CODACONS hanno ottenuto il riconoscimento del diritto dell’associazione di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro alcuni imputati accusati di essersi associati allo scopo di commettere più delitti di frode e truffa in competizioni sportive nonché dei delitti di estorsione aggravata e sequestro di persona a scopo di estorsione diretti ad influire ed alterare nel campionato di calcio di serie B, in Lega Pro, in “coppa Italia” nazionale e di Lega Pro e in partite internazionali di calcio e di basket il naturale esito delle partite, con l’aggravante che alcuni egli associati scorrevano armati nelle pubbliche vie del territorio italiano e che il  numero di associati eccedeva il numero di dieci. Ed ancora l’accusa riguarda il fatto che con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso alcuni imputati offrivano e/promettevano reciprocamente tra loro denaro o altra utilità ai partecipanti a competizioni sportive organizzate dalle Federazioni riconosciute dal CONI per influenzare il risultato di alcune partite di calcio nel corso dell’anno 2015.  

Tale decisione di fatto riconosce l’impegno profuso dall’associazione in tutti questi anni nella tutela dei diritti dei consumatori di poter confidare a tutti gli effetti di risultati di competizioni sportive fedeli ai valori espressi nei vari terreni di gioco e così della trasparenza e correttezza degli esiti di dette competizioni anche ai fini del sistema delle scommesse ad esse collegate così come nell’impegno profuso dal CODACONS a trasmettere il valore della lealtà in abito delle competizioni  sportive.    

      Vice Presidente Nazionale  CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123

I legali del CODACONS hanno ottenuto da parte del Giudice di Pace di Bologna – Dott. Stefania Trincanato – con sentenza n. 2237/2019 la condanna dell’ex Banco Popolare oggi Banco BPM S.p.A. a rimborsare al proprio cliente le somme sparite dal conto a seguito di un caso di Phishing a cui l’istituto di credito si era opposto.

Il Giudice, dando seguito ad un filone giurisprudenziale che si sta affermando a seguito di una serie di azioni legali promosse dal CODACONS per casi analoghi, ha stabilito che non è accoglibile la tesi della banca secondo la quale essa è esente da qualsiasi forma di responsabilità  nei confronti del proprio cliente qualora quest’ultimo fornisce apparentemente in modo spontaneo a terzi i propri dati di accesso al conto corrente. Il Giudice infatti nel caso di specie ha accertato che il cliente è stato indotto in errore nel fornire i propri dati di accesso al conto corrente da una email proveniente apparentemente dall’Istituto di credito e che i codici sono stati usati da terzi ignoti per ricaricare una carta prepagata. In particolare nel caso di specie i dati sono stati forniti da una persona delegata ad operare sul conto corrente dal titolare la quale al terzo sms apparentemente proveniente dalla banca ha comunicato i dati richiesti e così il titolare del conto si è avveduto solo la mattina successiva di quanto accaduto ed ha sporto immediatamente denuncia querela. Da un lato la responsabilità della banca nasce dal non aver adeguatamente informato il proprio cliente del rischio legato ai fenomeni di Phishing. Inoltre la banca non ha segnalato al cliente che stava dando seguito ad un ordine proveniente da un numero non riferibile alla delegata ad operare sul conto e senza indicare la ragione dell’operazione voluta da chi aveva avuto accesso ai dati che nel caso specifico era una richiesta di ricarica su una cara prepagata per quasi euro 5.000.

Tale pronuncia è importante in quanto conferma la tutela del cliente della banca sia in virtù della mancata pre informativa sia in virtù della mancanza di adeguate misure volte a comunicare al titolare del conto che si sta per procedere ad un’operazione richiesta indicando il tipo di operazione.

Altro dato che potrebbe diventare rilevante è che la richiesta di ricarica di una carta prepagata proveniente da un utenza che non è ricompresa tra quelle comunicate alla banca dal titolare del conto e dal suo delegato. In questi casi sarebbe, infatti, opportuno che la banca prima di dare seguito all’operazione di addebito sul conto corrente chiedesse l’autorizzazione al titolare del conto o al suo delegato indicando il tipo di operazione che eseguendo ed il suo importo.

Vice Presidente Nazionale  CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123

I legali del CODACONS hanno incontrato presso la sede di Banca Fideuram di Bologna i responsabili dell’ufficio legale della banca incaricati di tentare di trovare una soluzione stragiudiziale alla vicenda legata alla promotrice finanziaria Antonella Lambri che operava a Fidenza oltre che su tutta la provincia di Parma, Modena e Reggio Emilia.  

Si è quindi proceduto a stilare l’elenco delle pratiche /posizioni seguite dall’associazione per le quali in questi giorni la banca invierà una comunicazione interlocutoria con cui si limiterà ad informare che la banca ha preso atto del reclamo scritto e che sta controllando la situazione e producendo copia dei documenti necessari ad effettuare la ricostruzione dei flussi di denaro e del lievitare dei rendiconti falsificati.

L’accelerazione nei rapporti tra CODACONS e Banca Fideuram è frutto anche dell’intervento dell’ufficio di Intesa Sanpaolo, che tiene i rapporti con le associazioni dei consumatori, che da subito ha contatto i legali del CODACONS per manifestare la volontà della banca di trovare degli accordi in tempi celeri sia per chi si è visto sottrarre degli importi sia per chi si è visto consegnare dei rendiconti gonfiati.

I legali del CODACONS si riservano di verificare se tale volontà manifestata dalla banca si concretizzerà nei prossimi mesi e sollecita tutti coloro che vogliano essere seguiti dal CODACONS di prenotare un appuntamento per le giornate di mercoledì e giovedì mattina, presso sala messa a disposizione del CODACONS dal Comune di Fidenza, per avere il tempo necessario per redigere la denuncia querela che è normalmente considerato in questi casi atto indispensabile affinché l’assicurazione della banca possa intervenire a pagare i risarcimenti a favore dei clienti danneggiati sia per gli ammanchi che per i rendimenti gonfiati 

Il telefono per prendere appuntamenti a Fidenza è lo 051.38.05.40

            Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123

1

Il CODACONS si riserva, dopo che saranno rese pubbliche le motivazioni della sentenza, di impugnarla avanti alla Corte di Cassazione  relativamente alle posizioni delle parti civili che non hanno visto soddisfatte a pieno le richieste risarcitorie a fronte di riduzioni di provvisionali e della quantificazione complessiva del danno rispetto a quanto stabilito dal Tribunale di Ferrara. In questi casi probabilmente tali riduzioni sono conseguenza di un calcolo di intervenuta prescrizione di alcuni fatti reati posti in essere dal promotore finanziario. Al tempo stesso il CODACONS, che si accinge a dare il via all’azione civile diretta contro il promotore finanziario e Banca Mediolanum per ottenere la liquidazione dell’intero danno che in sede civile verrà quantificato indipendentemente dalla prescrizione di tipo penale (prescrizione del fatto reato), prende atto con soddisfazione che nella sentenza della Corte di Appello di Bologna vengono riconosciuti ad alcune parti civili il diritto al risarcimento di danni e collegate provvisionali che erano stati negati dal Tribunale di Ferrara così come sono state aumentate per alcune parti civili le somme liquidate a titolo risarcitorio dal Tribunale di Ferrara. Ulteriore motivo di soddisfazione è anche il fatto che la Corte di Appello di Bologna ha riconosciuto a CODACONS a tutela dei risparmiatori ed investitori il diritto della associazione ad ottenere da Raffaele Mazzoni in solido con Banca Mediolanum un risarcimento danni di euro 15.000.00.

Non appena saranno conosciute le motivazioni della sentenza il CODACONS convocherà un assemblea pubblica durante la quale concorderà e comunicherà ai propri assistiti e a chi altro vorrà partecipare le proprie decisioni circa la prosecuzione della battaglia legale per ottenere il riconoscimento pieno dei diritti di tutti i risparmiatori rimasti truffati.

Si confida inoltre che nelle more dell’eventuale giudizio avanti alla Corte di Cassazione siano assunte le misure necessarie ad impedire che l’imputato si possa sottrarre alla esecuzione di una possibile sentenza di condanna definitiva.

Vice presidente Nazionale CODACONS

Presidente CODACONS EMILIA ROMAGNA

Responsabile contezioso bancario CODACONS NAZIONALE

Avv. Bruno Barbieri     

051.380540 – 338.2219123