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Nonostante in queste ultima giornate il numero tamponi processati e fatti sia aumentato, anche se sempre al di sotto dei reclamizzati 15.000 pezzi ( tra tamponi e test sierologici ), la macchina sanitaria regionale non si dimostra ancora all’altezza della situazione in quanto per fare un tampone occorre oggi occorre iscriversi ad una lista di attesa di circa una settimana  e poi attendere a tampone fatto almeno altri 5 o 6 giorni per aver l’esito dell’analisi.

E’ del tutto evidente che quasi due settimane di attesa complessiva per concludere questo iter volto ad evitare il rischio di infettare altre persone dal rientro dall’estero o da parte di chi ha avuto o teme di aver avuto contatti con persone positive o prossime a persone positive  equivale quasi alla durata della quarantena che molti non si posso permettere di fare. E’ necessario pertanto che la Regione ed il servizio sanitario regionale mettano subito in piedi una macchina che sia in grado  di processare i singoli tamponi in 48 ore riducendo da subito detta tempistica a non più di sette giorni complessivi tenuto conto che a breve riapriranno le scuole con tutti i possibili effetti a catena che questo potrebbe comportare in termini di numero di contagi.    

Sono trascorsi tre mesi tutto sommato migliori dei precedenti per numero di contagi per prepararsi ed essere operativi ed efficienti a settembre per cui ci si poteva legittimamente aspettare che tutto fosse in tal senso già operativo in termini di numero di analisi da effettuare e processare  ma così non è stato.

Stando così le cose la misura volta a domandare ai ragazzi che andranno a scuola se sono essi stessi positivi o se hanno avuto contatti con altre persone positive non potrà essere efficace se restano in circolazione così tante persone in attesa di tampone o del risultato al tampone.

Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri   

I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il CODACONS Emilia Romagna hanno incontrato nella giornata di ieri la consigliera regionale di Forza Italia Valentina Castaldini a cui hanno illustrato tutte le proprie perplessità e timori circa il comportamento tenuto dalla Regione Emilia Romagna e dal Commissario Venturi in merito alle ispezioni fatte o meno, circa l’operato della C.R.A. e delle R.S.A. dove sono decedute migliaia di persone negli scorsi mesi e dove in alcune di esse si tornano a registrare di nuovo decessi legati al Covid. Non solo. La consigliera è stata informata del fatto che nel corso degli ultimi 30 giorni, in un terzo dei casi il numero dei tamponi effettuati è stato al di sotto delle 6.000 unità in altri 10 casi, al di sotto delle 9.000 unità ed infine soltanto nel terzo restante dei casi, si è superato il numero di 9.000 tamponi. Questi dati sono importanti ed evidenziano che su una capacità dichiarata di 15.000 analisi tra tamponi e test sierologici, soltanto in un terzo circa dei casi la Regione e la ASL regionale hanno effettuato un numero di verifiche superiore alle 10.000 unità complessive, non intercettando dunque un terzo ed, in alcuni casi, i due terzi dei possibili positivi intercettabili, i quali circolano inconsapevolmente nella nostra Regione, infettando altri ignari cittadini. Trattandosi di una scelta organizzativa e non di incapacità a fare un numero adeguato di tamponi, in quanto diversamente non si capirebbe perché in un terzo dei casi le verifiche possono essere fatte in misura superiore alle 10.000 unità arrivando a punte di oltre 11.000 analisi per poi scendere in diversi giorni nell’ultimo mese a soli 3.000 tamponi, il CODACONS ha deciso di depositare nuovi esposti presso le Procure della Repubblica della Regione Emilia Romagna, per verificare se tale comportamento possa essere considerato in futuro concausa generatrice di parte dei nuovi contagi. Detto questo, in un’ ottica di critica costruttiva, il CODACONS ed i Comitati Familiari Vittime Covid 19 hanno suggerito alla consigliera Castaldini, ma l’invito è esteso a tutti gli altri consiglieri, di chiedere in via di urgenza alla Regione e al Commissario Venturi di provvedere a monitorare con tamponi o almeno test sierologici su base volontaria la presenza di persone positive all’uscita (deflusso) ( oltre che i normali controlli all’ingresso) dalle prove di ammissione alla Facoltà di Veterinaria e di Medicina che si terranno l’1 di settembre 2020 ed il 6 di settembre 2020 presso i padiglioni della Fiera di Bologna dove si registrerà l’afflusso di migliaia di giovani aspiranti matricole. I COMITATI FAMILIARI VITTIME COVID DELL’EMILIA ROMAGNA CODACONS EMILIA ROMAGNA I

GLI ANZIANI LASCIATI TROPPO SOLI ED UNA TUTELA COVID ANNI 70

I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il CODACONS Emilia Romagna ritengono doveroso dover segnalare un altro aspetto attuale e preoccupante nella vicenda pandemia che è quello legato agli anziani ricoverati in rsa o cra che ancora in questi giorni non riescono ad avere un costante contatto con i propri familiari e questo anche se muniti di tamponi fatti il giorno prima mentre altri purtroppo non riescono nemmeno a farsi fare il tampone. Tutto questo crea inevitabilmente una situazione di grave disagio soprattutto per gli anziani ospiti di rsa e cra affetti da demenza senile i quali rischiano in questo modo di perdere le ultime capacità cognitive tese a riconoscere i propri parenti più prossimi. Tale situazione dispiace dirlo, perché sembra che ci si voglia accanire contro al Regione, è frutto del fatto che sia la Regione che il Servizio Sanitario Regionale invece di regolamentare in modo più preciso come debbano operare in questa fase le singole rsa e cra ha dato loro unicamente delle linee guida piuttosto vaghe che fanno si che alcune di queste strutture possano adottare criteri che di fatto non contemperino il bisogno di sicurezza sanitarie e l’esigenza di contatto sociale degli anziani. Un soluzione auspicabile sarebbe quella di dare regole più precise e di garantire da apre del servizio sanitario a tutti i parenti di poter effettuare prima delle visite programmare ai propri casi due tamponi di controllo ed il test sierologico. O qualora ciò non fosse possibile di permettere quanto meno a chi desidera di farli presso strutture private ( in svizzera il tampone costa poco meno di 30 euro e viene effettuato e consegnato in meno di 48 ore). Per quanto riguarda poi i tamponi ed i test sierologici i comitati ed il CODACONS prendono atto che casualmente…… la Regione ed il Servizio Sanitario seppur con numeri ben lontani da quelli garantiti già a maggio 2020 ( 10.000 tamponi e 5.000 test e sierologici), hanno avuto un sussulto e nella giornata del 19 agosto hanno messo in campo n.9000 tamponi e n. 1419 test sierologici riuscendo in tal odo ad intercettare e mettere in quarantena n.76 positivi al covid mentre nella giornata precedente i positivi erano appena 21. Questo significa alcune cosa di non poco conto che: a) nelle precedenti settimane rispetto anche alla sola capacità operativa dimostrata nella giornata del 19 agosto, e quindi al di là di quella per ora solo reclamizzata da Donini e Venturi, di fatto non si sono intercettati i due terzi dei positivi intercettabili lasciando che questi due terzi di contagiati abbiano circolato e contaminato altri cittadini; b) il fare così’ pochi tamponi ( arrivando a farne poco più di 3.000 nei giorni prossimi a Ferragosto) nelle settimane precedenti non è frutto evidentemente di un’incapacità assoluta ma o di una volontà di tenere i numeri dei positivi rilevati bassa durante il clou del periodo turistico oppure all’incapacità di assicurarsi come Regione e Servizio Sanitario, con accordi economici organizzativi con chi i tamponi ed i test li deve materialmente fare e processare, la piena operatività anche nelle prime due settimane di agosto. E’ chiaro che in entrambe queste due ultime ipotesi chi non ha fatto per tempo ciò che gli competeva per incarico debba prendere atto delle controindicazioni gravi e conseguenti ai propri comportamenti istituzionali. Gli effetti di tale inefficienza voluta o subita li stiamo già registrando in questi giorni in termini di aumento dei contagi ed altrui li vedremo purtroppo nelle prossime settimane. L’assessore Donini ha poi affermato tra le altre cose che in realtà le nostre lamentele sono infondate in merito alla mancata attività di screening nel mese di luglio e nella prima metà di agosto sulla riviera romagnola in quanto era in funzione un’unità mobile per far tamponi ma anche qui a fronte di un incremento di milioni di presenze sulle riviera affermare con orgoglio di aver fatto quanto era necessario mettendo in campo una sola unità mobile è a dir poco risibile ed è frutto o di incompetenza o di mancanza di fondi cosa quest’ultima che però metterebbe sotto accusa non solo l’Assessore Donini ed il commissario Venturi ma l’intera Giunta. Di fatto la Regione Emilia Romagna in piena emergenza covid economico, finanziaria, sociale e sanitaria ha deciso in ogni caso che le ferie estive sono sacre chiudendo di fatto i battenti come facevano le industrie negli anni 70” quando a Bologna da un lato di via Indipendenza zona autostazione potevi sentire tanto era deserta e silenziosa la città chi ti parlava da Piazza Maggiore. Gli assessori da quanto ci è dato sapere lavorano in queste settimane in vacanza solo in smart working …. Ma mentre il palazzo della Regione è di fatto deserto la sede del CODACONS che non ha mai chiuso un solo giorno per non venire meno come supporto a chi in questa fase si trova in grave difficolta economico finanziarie e sanitarie. Forse i dirigenti della Regione speravano che alche il virus almeno per le prime due settimane di agosto chiudesse anch’esso i battenti e si mettesse in ferie evitando di fare nuovi contagi?? Da ultimo si sottolinea che sia i comitati che il CODACONS i quali nonostante un proprio costante contributo di stimolo all’amministrazione regionale seppur apertamente critico, non per partito preso, ma per quanto è accaduto e sta accadendo, ad oggi a distanza di oltre un mese dalla pec ed email con cui era stato chiesto a tutti i gruppi i consiliari in Regione un incontro hanno per ora ricevuto di tutto il centro sinistra la sola disponibilità del gruppo dei Verdi ad un incontro mentre tutti gli altri gruppi dell’opposizione hanno ritenuto importante confrontarsi almeno per un’ora o poco più con noi, ultimo dei quali il gruppo di Forza Italia da cui verremo ricevuti nei prossimi giorni. I Comitati ed il CODACONS attendono fiduciosi. Comitati vittime covid 19 Codacons Emilia Romagna

I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il CODACONS Emilia Romagna (a cui diversi familiari sono associati in tutta la Regione) hanno continuato ad incontrare dopo i Verdi anche altri gruppi consiliari tra cui Fratelli d’Italia, La lega ed i Grillini. Da tali incontri è emersa un’ importante disponibilità ad affiancarci nella ricerca della verità circa quanto accaduto in questi mesi. Ad oggi sono ancora oltre 4.000 i parenti delle vittime del Covid , tra cui molte decedute in strutture del sistema sanitario o delle RSA e CRA, che attendono di avere delle risposte e soprattutto giustizia. Nel frattempo appare sempre più chiaro, anche nell’ambito delle RSA e delle case di riposo, che non tutte queste strutture si sono trasformate nei mesi scorsi , in luoghi di contagio e di morte. In diverse strutture sparse sul territorio regionale, non solo non si sono registrati decessi, ma neppure dei casi di contagio, dimostrando così che il contagio e la morte non erano fatti ineludibili per chi era ricoverato in dette strutture. La qualità della gestione e l’attenzione dei dirigenti di alcune di queste strutture, ha reso possibile il contagio “zero”, mentre nelle stesse settimane in altre strutture socio assistenziali , i contagi ed i decessi si contavano a decine ed in alcuni casi a centinaia.

E’ necessario quindi che si faccia chiarezza su quanto accaduto ma tale sforzo è reso arduo dal mancato rispetto dei diritti di accesso agli atti presentati  dai singoli cittadini e del rispetto delle prerogative dei consiglieri regionali  e comunali .Costoro infatti si sono visti negare le richieste in termini di risposta alle competenti istituzioni a fronte di richieste di produzione di documenti e di relazioni su quanto accaduto.

In qualche modo a livello regionale e comunale si è registrata nei fatti una sorta di duplicazione  della secretazione applicata in modo illegittimo dal Governo fino a pochi giorni or sono, dai verbali del comitato tecnico scientifico, ai documenti e alle ispezioni prodotti in ambito comunale di azienda sanitaria e di Regione Emilia Romagna.

Non è questa una nostra sensazione quanto piuttosto il riscontro datoci in tal senso dei consiglieri regionali che abbiamo incontrato in queste settimane, che di fatto hanno tutti lamentato lo svuotamento ed il mancato rispetto delle loro prerogative, non vedendosi dare alcun riscontro a tutte le domande di accesso agli atti ed interrogazioni in materia di Covid presentate nei scorsi mesi. Tutto ciò senza che il Presidente  della Regione e la Presidente del Consiglio Regionale siano intervenuti o quanto meno intervenuti in modo risolutivo per ripristinare i diritti dei cittadini e dei consiglieri, senza attendere l’intervento della Magistratura.

Ieri il CODACONS  (e così nei prossimi giorni i comitati dei familiari vittime Covid  e degli anziani ancora ricoverati nelle strutture che ai comitati stanno aderendo ) ha inoltrato alla Regione Emilia Romagna un’ istanza di accesso agli atti ,confidando che venga rispettato nei 30 giorni, il diritto di accesso, chiedendo ai singoli Consiglieri regionali già incontrati di inoltrare analoghe istanze di accesso e promuovere interrogazioni aventi analogo contenuto .

Qui nessuno vuole puntare il dito accusatorio contro qualcuno in particolare, a meno che non vengano violate le regole  del nostro ordinamento democratico.                

I COMITATI FAMILIARI VITTIME COVID DELL’EMILIA ROMAGNA

CODACONS EMILIA ROMAGNA   

I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il CODACONS Emilia Romagna (a cui diversi familiari sono associati in tutta la Regione) hanno iniziato gli incontri con i vari gruppi in consiglio regionale partendo dal gruppo dei Verdi con cui il CODACONS nelle scorse settimane aveva condiviso un comunicato stampa volto ad ottenere l’istituzione di un osservatorio prezzi che contrastasse le speculazioni che si stavano registrando in merito ai prezzi nel periodo della pandemia.

L’incontro non si è concluso con una posizione comune stante la non volontà dei consiglieri di tale gruppo di sostenere la richiesta dei comitati dei familiari e del CODACONS di istituire una commissione di inchiesta all’interno del consiglio regionale per comprendere cosa non ha funzionato nel sistema sanitario e nella rete delle RSA  e delle CRC all’interno della quale sono morti per Covid in pochi mesi migliaia di utenti e che ha visto molti contagiati Covid morire a casa senza nemmeno essere ricoverati in strutture ospedaliere. I verdi appartenenti alla maggioranza di centro sinistra ritengono che il concedere l’istituzione di tale strumento di indagine sarebbe per la maggioranza una manifestazione di debolezza.

Il CODACONS ed i comitati dei familiari al contrario ritengono che la commissione di inchiesta presieduta ad un membro dell’opposizione sarebbe il modo più forte per dimostrare da parte della maggioranza in Consiglio Regionale la certezza e la convinzione del buon operato della macchina sanitaria ed assistenziale della Regione ed il non volerla istituire sia invece quello è si un segno di paura e debolezza. 

In ogni caso i Verdi si sono impegnati affinché la maggioranza effettui i necessari chiarimenti su come si sono svolti i fatti nelle RSA e nelle CRA.

Per ora in assenza di comunicazioni ufficiali parrebbe in base a notizie apparse sui media che l’ASP città di Bologna voglia attivare un AUDIT appoggiandosi a soggetti terzi tra cui la società Deloitte. Ebbene tale scelta (e non sappiamo se la Regione intenda fare altrettanto) non rassicura per nulla i comitati ed il CODACONS in quanto se stiamo parlando delle medesima società Deloitte che ha certificato come regolari i bilanci di molte delle banche poi andate in default ed i cui dirigenti in alcuni casi sono stati condannati per i reati di falso in bilancio, se parliamo della stessa società Deloitte che è attualmente sotto inchiesta da parte della Procura di Milano per la vicenda ILVA ed ancora sotto inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Roma sull’ipotizzato cartello e che è già stata sanzionata per tale motivo dall’Autorità della Concorrenza  e del Mercato e se è la stesa società che è anche sotto inchiesta dalla procura di Trento sul caso Trento RISE, bene se stiamo parlando di detta società la scelta ci appare quanto meno infelice.

Se vi fosse coincidenza di identità  tra questa società Deloitte a cui la ASP di Bologna vorrebbe appoggiarsi la quella che è oggetto di così tante indagini e procedimenti penali, i Comitati dei Familiari vittime Covid ed il CODACONS  ritengono che la scelta fatta sia stata quanto meno infelice o soggetta a critiche quanto meno in termini di terzietà agli occhi dei profani, visto che parliamo per il passato di vicende di certificazioni di bilanci di società e banche vicine alla maggioranza di centro sinistra.

Se da un lato quindi la maggioranza nega la commissione di inchiesta dall’altro fa pervenire inviti informali diretti  ad alcuni esponenti dei comitati di partecipare  a questo tipo di ispezioni AUDIT ma ciò non avrebbe senso sia perché sarebbe necessario quanto meno la nomina da parte dei comitati di una figura avente le competenze tecniche per poter entrare nel merito dell’AUDIT i cui costi  dovrebbero ricadere su famiglie già provate anche economicamente che emotivamente dal COVID e che per tale  motivo non possono certo farsene carico sia ancora perché nell’eventualità di apertura di procedimenti penali conseguenti alle decine di esposti presso le Procure della Repubblica di tutta la Regione i familiari risulterebbero, parti senza avere le competenze e le capacità di contraddire in ambito AUDIT, di un’indagine i cui esiti potrebbero entrare a far parte di detti procedimenti penali.          

Sta di fatto che quale che sia l’attività ispettiva che si porrà in campo questa si svolgerà con gravi ritardi e non a caso il numero dei contagi nelle strutture sanitarie per anziani  in Regione ed in particolare a Bologna i questi giorni sta aumentando in modo preoccupante sia tra gli utenti che tra gli operatori sanitari e forti dubbi ci sono il numero reale di deceduti per Covid nei mesi scorsi che potrebbe probabilmente essere rivisto in forte aumento. 

Da ultimo ma non meno grave è il dover registrare nei confronti di alcuni familiari dei deceduti Covid facenti parte dei comitati familiari vittime Covid, dipendenti pubblici iniziative sul posto di lavoro volte a tentare di ammorbidire l’impegno di questi ultimi nella lotta per fare chiarezza con iniziative poco simpatiche provenienti da amministrazioni governate dalla stessa maggioranza della Regione e del Comune di Bologna.  

Quanto sopra sarà rappresentato anche agli altri gruppi consigliari che il CODACONS ed i comitati dei familiari incontreranno già la prossima settimana.

I COMITATI FAMILIARI VITTIME COVID DELL’EMILIA ROMAGNA

CODACONS EMILIA ROMAGNA  

Dopo avere nelle scorse settimane messo in contatto tra loro i familiari e i comitati dei familiari delle vittime Covid tramite una serie di conferenze call, il Codacons scende di nuovo in campo per tutelare i cittadini dell’Emilia Romagna e spiegare loro come muoversi in caso di contagi e/o
decessi contratti in ospedale e case di riposo per anziani.


A tal fine il Codacons ha organizzato una conferenza sul web riservata ai residenti di FERRARA, REGGIO EMILIA E PIACENZA, aperta a tutti i parenti dei cittadini deceduti a causa del coronavirus e a chi ha subito conseguenze sanitarie legate al Covid.
L’incontro è finalizzato a raccogliere le testimonianze di chi si è ammalato a causa del mancato rispetto delle regole di distanziamento sociale nei luoghi di ricovero in strutture pubbliche o private o sui luoghi di lavoro, o di chi ha visto un proprio familiare morire a causa di ritardi o inadeguatezza nell’assistenza prestata dagli organi sanitari locali. Una piazza virtuale dove i cittadini di FERRARA, REGGIO EMILIA E PIACENZA potranno confrontarsi ed avere le prime indicazioni utili su come attivarsi per chiedere e ottenere giustizia.
In questa fase, pertanto, l’incontro su internet sarà dedicato ad allargare quanto più possibile gli aderenti ai comitati e fornire ai partecipanti le istruzioni su come muoversi in questa delicata fase per far valere i propri diritti e chiedere giustizia.
In tal senso si terrà Sabato 20 giugno alle ore 11,00 una conference call sulla piattaforma ZOOM, alla quale è possibile partecipare inviando (entro le ore 9,00 di sabato) una mail all’indirizzo info@studiolegaleauderesemper.it allegando un documento comprovante la propria condizione di ammalato covid o il decesso di un parente causato dal Covid e sottoscrivendo ed inviando al medesimo indirizzo di posta elettronica la liberatoria privacy, scaricabile dal sito del CODACONS
Emilia Romagna.
Avv. Bruno Barbieri – Presidente Regione Emilia Romagna
051.38050 (Per solo i giornalisti 338.2219123)

[TEST] Newsletter Codacons – Giugno 2020

Togliti il pensiero della DICHIARAZIONE DEI REDDITI    Puoi contattarci al numero 051312611 oppure inviarci una email a info@codacons.emiliaromagna.it per fissare un appuntamento. Il personale qualificato del CAF-M.C.L. è a tua disposizione per toglierti il pensiero della dichiarazione dei redditi.

Ai soci MCL il CAF applicherà uno sconto sulle tariffe.

SEDE CAF-MCL Bologna – Via Delle Lame 112/F DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ: ore 9-12,30; ore 14,30-17,30
ALTRI UFFICI IN BOLOGNA
Via Lincoln, 7 presso Parrocchia CORPUS DOMINI – Circolo Mcl “G. Pastore” MARTEDI: ore 9-12,30; ore 14-16 Via Fiacchi, 6 presso Parrocchia SANTA TERESA DEL BAMBINO GESU’ GIOVEDI: ore 15-17,30 (su appuntamento: tel. 
ALTRI UFFICI IN PROVINCIA OZZANO dell’EMILIA – Parrocchia di Sant’Ambrogio V.le II Giugno, 53 LUNEDI: ore 9-12 ZOLA PREDOSA Via Abbazia, 4 – presso Circolo Mcl “F. Francia”.
PIACENZA – Piazzale delle crociate 8, orari 8.30-12-30, 15-18 dal lunedì al venerdì. 

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(badanti, colf) Servizi gratuiti di Patronato (Patronato Sias-Mcl):      
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Il CODACONS Emilia Romagna informato dalla Presidente del Comitato per difesa degli Alberi di Bologna e Provincia ( che è comitato aderente al CODACONS) che il Comune di Molinella ha commissionato con inizio lavori per la giornata di lunedì mattina 18 maggio 2020 l’inizio dell’abbattimento di n.32 tigli sulla Via Andrea Costa ma che:

  1. Da una perizia redatta dal Prof. Aldo Zecchini D’Aulerio, già docente dell’Alma Mater Studiorum, facoltà di Agraria di Patologia Vegetale, Patologia delle Piante Ornamentali, Patologia Vegetale Micologica e Micologia Scientifica e già responsabile del progetto del verde urbano per il Comune di Giulianova (TE). volta a verificare lo stato di salute dei n.32 Tigli situati sulla Via Costa nel territorio del Comune di Molinella si legge:
  2. Che il l’ordinanza del Comune deve considerarsi in ogni caso illegittima in quanto non riporta alcuna motivazione sulla necessità di procedere all’abbattimento di n.32 Tigli violando gli obblighi motivazionali che devono essere alla base di qualsiasi provvedimento della Pubblica Amministrazione;
  3. Che l’illegittimità deriva inoltre dalla contraddittorietà insanabile tra il tempo riconosciuto ai cittadini di impugnare detto provvedimento e l’inizio delle operazioni di abbattimento da iniziarsi nella giornata di lunedì 18 maggio 2020 ore 8,30;
  4. che una volta realizzato l’abbattimento, anche sulla base di un provvedimento illegittimo al di là delle responsabilità di carattere contabile per i costi dell’abbattimento, si determinerebbe un danno grave e irreparabile;
  5. Che l’esecuzione dell’ordinanza contestata oltre a determinare un danno grave e irreparabile stante l’età e le dimensioni degli alberi che si vorrebbero abbattere ed il contributo degli stessi a ripulire l’aria nonché in termini di arredo urbano, determinerebbe un ulteriore danno grave ed irreparabile in questo periodo dell’anno anche perché nuocerebbe alla nidificazione degli uccelli proprio sulle piante oggetto di abbattimento;
  6. Che la perizia allegata individua in sole nove piante la presenza di patologie che potrebbero nel tempo giustificarne, senza alcuna urgenza, un intervento di abbattimento;

Per tali motivi il CODACONS ha chiesto formalmente a mezzo di diffida al Sindaco di non procedere oltre se non previo confronto sulle risultanze tecnico scientifiche illustrate dal prof, Zecchini D’Aulerio ed in ogni caso di non procedere a questi abbattimenti di alberi che non parrebbe avere alcun pericolo di cauta in una fase di nidificazione di molte specie di uccelli che in questi tigli trovano riparo.

Ciò nonostante da notizie appena giunte da Molinella parrebbe che il Sindaco abbia dato lo stesso avvio ai lavori dimostrando in questo caso la sua insensibilità ai problemi ambientali

Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv Bruno Barbieri

IL CODACONS IN PRIMA FILA CONTRO LE NEGLIGENZE NELLA GESTIONE DELLA PANDEMIA COVID-19

Scarica il questionario da inviare alla Procura della Repubblica competente per territorio, se ritieni di essere stato danneggiato dal Coronavirus a causa della negligente gestione della pandemia e della mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale esistente sin dall’anno 2006.

Per la mancata corretta gestione dell’emergenza sanitaria, il Codacons ha presentato un esposto alle 104 procure italiane: sembrerebbe infatti che non sia stato rispettato il Piano Pandemico Nazionale esistente dal lontano anno 2006. Il Codacons ha pertanto chiesto alle Autorità Giudiziarie di predisporre tutti i controlli necessari ad accertare eventuali responsabilità e fattispecie di condotte penalmente rilevanti e, in caso affermativo, di verificare l’autore e/o gli autori delle negligenti azioni per, conseguentemente, esperire nei loro confronti l’azione penale per tutti quei reati che riterranno ravvisabili.


Purtroppo dalla cronaca sono evidenti a tutti i casi dei decessi avvenuti nelle abitazioni e negli ospedali: tali morti potrebbero essere la conseguenza delle inadeguatezze del sistema sanitario nazionale laddove le Autorità competenti non si siano adoperate tempestivamente anche dotandosi dei mezzi adeguati per fronteggiare l’emergenza dettata dal Corona Virus. Nel caso, purtroppo, le eventuali e da accertare inefficienze del sistema sanitario nazionale avrebbero concorso a causare le morti da COVID-19 per la mancanza del numero adeguato di strumenti e di strutture necessarie alla cura dei pazienti affetti dal virus.

Decessi altrimenti evitabili se si fosse in possesso di quanto necessario alla cura dei pazienti e se lo Stato si fosse prontamente preparato all’emergenza in tempo utile, considerato che già dal mese di dicembre 2019 apparsero le prime notizie sul Coronavirus proveniente dalla Cina ed il 30 gennaio 2020  l’OMS dichiarava lo stato di allerta internazionale per l’emergenza Coronavirus.

Le Autorità competenti potrebbero, nel caso, essere chiamate a rispondere ai sensi dell’art. 40 comma 2 c.p. a titolo di responsabilità omissiva per i reati di epidemia colposa (ex combinato disposto degli artt. 438 e 452 c.p.), strage, omicidio colposo plurimo e omissione di soccorso.

Infatti lo Stato italiano doveva essere preparato ad anticipare la pandemia già ai sensi della DECISIONE N. 1082/2013/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 22 ottobre 2013 relativa alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e che abroga la decisione n. 2119/98/CE che appunto già nel 2013 aveva stabilito “norme in materia di sorveglianza epidemiologica, monitoraggio, allarme rapido e lotta contro le gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, compresa la pianificazione della preparazione e della risposta in relazione a tali attività, allo scopo di coordinare e integrare le politiche nazionali” mirando altresì “a sostenere la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri per migliorare la prevenzione e il controllo della diffusione di gravi malattie umane oltre le frontiere degli Stati membri e per lottare contro altre gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, allo scopo di contribuire a un elevato livello di protezione della sanità pubblica nell’Unione.”.

ln merito anche il  T.A.R. Napoli, sez. V, con Sentenza 02/12/2013, n. 5469, con riferimento al principio generale di precauzione cui si deve attenere anche lo Stato Italiano facente parte della Comunità Europea che mira ad assicurare un elevato livello di tutela della salute umana in un’ottica di prevenzione del danno ha chiarito che:

Il principio di precauzione può essere definito come un principio generale del diritto comunitario che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la salute pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente (..)”.

La situazione appare in tutta la sua gravità in particolare considerando che lo Stato Italiano si era dotato, già dal 2006, di un PIANO PANDEMICO (per visionarlo cliccare QUI) che prevedeva precipue misure da adottare in una fase pre-pandemica che, sembrerebbero invero non essere state adottate nella contingenza della situazione, e che di seguito, a titolo esemplificativo, si riportano con le relative indicazioni:

PERIODO INTERPANDEMICO (pag 12- lettera D) per le seguenti misure da adottare antecedenti all’esplosione della pandemia:

– Informazione sanitaria della popolazione per promuovere l’adozione delle comuni norme igieniche, che includono:

o lavarsi spesso le mani,

o pulire le superfici domestiche con normali prodotti detergenti

o coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce;

 – Adozione di misure per limitare la trasmissione delle infezioni in comunità (scuole, case di riposo, luoghi di ritrovo), quali evitare l’eccessivo affollamento e dotare gli ambienti di adeguati sistemi di ventilazione.

– Preparazione di appropriate misure di controllo della trasmissione dell’influenza pandemica in ambito ospedaliero:

o Approvvigionamento dei DPI per il personale sanitario

o Controllo del funzionamento dei sistemi di sanificazione e disinfezione; o Individuazione di appropriati percorsi per i malati o sospetti tali

o Censimento delle disponibilità di posti letto in isolamento e di stanze in pressione negativa

o Censimento delle disponibilità di dispositivi meccanici per l’assistenza ai pazienti.

Fase di allerta (Fasi 3-5)

 In questa fase, le azioni sono mirate a migliorare il sistema di sorveglianza della sindrome influenzale, a mettere a punto ulteriori attività per il riconoscimento tempestivo di casi di influenza nell’uomo associati a nuovi virus influenzali ed alla descrizione di una eventuale pandemia, secondo quanto elencato di seguito:

– attivare, ove ci siano casi sospetti, immediata ed approfondita indagine epidemiologica da parte della ASL, secondo protocolli pre-definiti

 – fornire alle ASL ed alle Regioni il supporto dello staff del CCM e dell’Istituto Superiore di sanità (ISS)

 – definire ed attuare protocolli di sorveglianza dei: o cluster di sindrome influenzale potenzialmente attribuibili a virus pandemico, sia tramite i medici di medicina generale e i pediatri di famiglia, che gli Istituti di ricovero o cluster di morti inattese per ILI/ IRA in strutture di ricovero e cura

– rilevare settimanalmente il numero di accessi al PS e il numero di ricoveri in un campione di comuni

– rilevare settimanalmente la mortalità totale in un campione di comuni – definire i protocolli per la sorveglianza sentinella dei tassi di assenteismo lavorativo e scolastico in alcuni siti selezionati, es. grandi fabbriche, allevamenti avicoli e scuole ubicati in diverse aree del paese (..).

Al contrario di quanto previsto dal Piano Pandemico, il primo provvedimento per fronteggiare l’emergenza sanitaria veniva emesso soltanto in data 23 febbraio 2020 con D.L. n. 6 del 2020 con cui il Governo semplicemente invitava le Autorità locali ad adottare misure di contenimento del COVID-19.

Dopodichè, a Pandemia ormai conclamata, veniva emanato, soltanto in data 4 marzo 2020 il DPCM di pari data, a mezzo del quale venivano adottate più incisive misure di contrasto e contenimento del diffondersi del COVID-19 cui seguivano il DPCM dell’8 marzo 2020 che dichiarava la quarantena unicamente per la Regione Lombardia e le province limitrofe e il DPCM del 9 marzo 2020 che dichiarava la quarantena per l’intero territorio nazionale.

Quindi dal 30 gennaio 2020 si è agito in concreto unicamente in data 9 marzo 2020.

SE RITIENI CHE UN TUO FAMILIARE-UN AMICO SIA VITTIMA DELLE NEGLIGENZE NELLA GESTIONE PANDEMICA DEL CORONAVIRUS, PUOI DENUNCIARE IL CASO FAMILIARE VERIFICATOSI anche al fine di contribuire all’analisi dei fatti per scopi statistici, compilando il questionario-segnalazione.

Scarica il questionario sul sito da inviare alla Procura della Repubblica competente per territorio, se ritieni di essere stato danneggiato dal Coronavirus a causa della negligente gestione della pandemia e della mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale esistente sin dall’anno 2006.

La compilazione e l’invio alla Procura del Questionario servirà per acclarare la responsabilità dei decessi per omesso o tardivo ricovero e cura.

Puoi anche inviare il questionario al Codacons per scopi statistici, all’indirizzo covid@codacons.org. I dati contenuti nelle risposte al questionario verranno trattati in modo anonimo e aggregato e potranno essere comunicati alle Autorità competenti solo previo consenso dell’interessato o per motivi di legge (ad es. indagini giudiziarie, tutela della salute ed incolumità pubblica).

Si  può aderire alla segnalazione anche chiamando il numero verde gratuito 800.582493 e riempire il questionario con gli operatori in linea.