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IL CODACONS IN PRIMA FILA CONTRO LE NEGLIGENZE NELLA GESTIONE DELLA PANDEMIA COVID-19

Scarica il questionario da inviare alla Procura della Repubblica competente per territorio, se ritieni di essere stato danneggiato dal Coronavirus a causa della negligente gestione della pandemia e della mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale esistente sin dall’anno 2006.

Per la mancata corretta gestione dell’emergenza sanitaria, il Codacons ha presentato un esposto alle 104 procure italiane: sembrerebbe infatti che non sia stato rispettato il Piano Pandemico Nazionale esistente dal lontano anno 2006. Il Codacons ha pertanto chiesto alle Autorità Giudiziarie di predisporre tutti i controlli necessari ad accertare eventuali responsabilità e fattispecie di condotte penalmente rilevanti e, in caso affermativo, di verificare l’autore e/o gli autori delle negligenti azioni per, conseguentemente, esperire nei loro confronti l’azione penale per tutti quei reati che riterranno ravvisabili.


Purtroppo dalla cronaca sono evidenti a tutti i casi dei decessi avvenuti nelle abitazioni e negli ospedali: tali morti potrebbero essere la conseguenza delle inadeguatezze del sistema sanitario nazionale laddove le Autorità competenti non si siano adoperate tempestivamente anche dotandosi dei mezzi adeguati per fronteggiare l’emergenza dettata dal Corona Virus. Nel caso, purtroppo, le eventuali e da accertare inefficienze del sistema sanitario nazionale avrebbero concorso a causare le morti da COVID-19 per la mancanza del numero adeguato di strumenti e di strutture necessarie alla cura dei pazienti affetti dal virus.

Decessi altrimenti evitabili se si fosse in possesso di quanto necessario alla cura dei pazienti e se lo Stato si fosse prontamente preparato all’emergenza in tempo utile, considerato che già dal mese di dicembre 2019 apparsero le prime notizie sul Coronavirus proveniente dalla Cina ed il 30 gennaio 2020  l’OMS dichiarava lo stato di allerta internazionale per l’emergenza Coronavirus.

Le Autorità competenti potrebbero, nel caso, essere chiamate a rispondere ai sensi dell’art. 40 comma 2 c.p. a titolo di responsabilità omissiva per i reati di epidemia colposa (ex combinato disposto degli artt. 438 e 452 c.p.), strage, omicidio colposo plurimo e omissione di soccorso.

Infatti lo Stato italiano doveva essere preparato ad anticipare la pandemia già ai sensi della DECISIONE N. 1082/2013/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 22 ottobre 2013 relativa alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e che abroga la decisione n. 2119/98/CE che appunto già nel 2013 aveva stabilito “norme in materia di sorveglianza epidemiologica, monitoraggio, allarme rapido e lotta contro le gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, compresa la pianificazione della preparazione e della risposta in relazione a tali attività, allo scopo di coordinare e integrare le politiche nazionali” mirando altresì “a sostenere la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri per migliorare la prevenzione e il controllo della diffusione di gravi malattie umane oltre le frontiere degli Stati membri e per lottare contro altre gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, allo scopo di contribuire a un elevato livello di protezione della sanità pubblica nell’Unione.”.

ln merito anche il  T.A.R. Napoli, sez. V, con Sentenza 02/12/2013, n. 5469, con riferimento al principio generale di precauzione cui si deve attenere anche lo Stato Italiano facente parte della Comunità Europea che mira ad assicurare un elevato livello di tutela della salute umana in un’ottica di prevenzione del danno ha chiarito che:

Il principio di precauzione può essere definito come un principio generale del diritto comunitario che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la salute pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente (..)”.

La situazione appare in tutta la sua gravità in particolare considerando che lo Stato Italiano si era dotato, già dal 2006, di un PIANO PANDEMICO (per visionarlo cliccare QUI) che prevedeva precipue misure da adottare in una fase pre-pandemica che, sembrerebbero invero non essere state adottate nella contingenza della situazione, e che di seguito, a titolo esemplificativo, si riportano con le relative indicazioni:

PERIODO INTERPANDEMICO (pag 12- lettera D) per le seguenti misure da adottare antecedenti all’esplosione della pandemia:

– Informazione sanitaria della popolazione per promuovere l’adozione delle comuni norme igieniche, che includono:

o lavarsi spesso le mani,

o pulire le superfici domestiche con normali prodotti detergenti

o coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce;

 – Adozione di misure per limitare la trasmissione delle infezioni in comunità (scuole, case di riposo, luoghi di ritrovo), quali evitare l’eccessivo affollamento e dotare gli ambienti di adeguati sistemi di ventilazione.

– Preparazione di appropriate misure di controllo della trasmissione dell’influenza pandemica in ambito ospedaliero:

o Approvvigionamento dei DPI per il personale sanitario

o Controllo del funzionamento dei sistemi di sanificazione e disinfezione; o Individuazione di appropriati percorsi per i malati o sospetti tali

o Censimento delle disponibilità di posti letto in isolamento e di stanze in pressione negativa

o Censimento delle disponibilità di dispositivi meccanici per l’assistenza ai pazienti.

Fase di allerta (Fasi 3-5)

 In questa fase, le azioni sono mirate a migliorare il sistema di sorveglianza della sindrome influenzale, a mettere a punto ulteriori attività per il riconoscimento tempestivo di casi di influenza nell’uomo associati a nuovi virus influenzali ed alla descrizione di una eventuale pandemia, secondo quanto elencato di seguito:

– attivare, ove ci siano casi sospetti, immediata ed approfondita indagine epidemiologica da parte della ASL, secondo protocolli pre-definiti

 – fornire alle ASL ed alle Regioni il supporto dello staff del CCM e dell’Istituto Superiore di sanità (ISS)

 – definire ed attuare protocolli di sorveglianza dei: o cluster di sindrome influenzale potenzialmente attribuibili a virus pandemico, sia tramite i medici di medicina generale e i pediatri di famiglia, che gli Istituti di ricovero o cluster di morti inattese per ILI/ IRA in strutture di ricovero e cura

– rilevare settimanalmente il numero di accessi al PS e il numero di ricoveri in un campione di comuni

– rilevare settimanalmente la mortalità totale in un campione di comuni – definire i protocolli per la sorveglianza sentinella dei tassi di assenteismo lavorativo e scolastico in alcuni siti selezionati, es. grandi fabbriche, allevamenti avicoli e scuole ubicati in diverse aree del paese (..).

Al contrario di quanto previsto dal Piano Pandemico, il primo provvedimento per fronteggiare l’emergenza sanitaria veniva emesso soltanto in data 23 febbraio 2020 con D.L. n. 6 del 2020 con cui il Governo semplicemente invitava le Autorità locali ad adottare misure di contenimento del COVID-19.

Dopodichè, a Pandemia ormai conclamata, veniva emanato, soltanto in data 4 marzo 2020 il DPCM di pari data, a mezzo del quale venivano adottate più incisive misure di contrasto e contenimento del diffondersi del COVID-19 cui seguivano il DPCM dell’8 marzo 2020 che dichiarava la quarantena unicamente per la Regione Lombardia e le province limitrofe e il DPCM del 9 marzo 2020 che dichiarava la quarantena per l’intero territorio nazionale.

Quindi dal 30 gennaio 2020 si è agito in concreto unicamente in data 9 marzo 2020.

SE RITIENI CHE UN TUO FAMILIARE-UN AMICO SIA VITTIMA DELLE NEGLIGENZE NELLA GESTIONE PANDEMICA DEL CORONAVIRUS, PUOI DENUNCIARE IL CASO FAMILIARE VERIFICATOSI anche al fine di contribuire all’analisi dei fatti per scopi statistici, compilando il questionario-segnalazione.

Scarica il questionario sul sito da inviare alla Procura della Repubblica competente per territorio, se ritieni di essere stato danneggiato dal Coronavirus a causa della negligente gestione della pandemia e della mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale esistente sin dall’anno 2006.

La compilazione e l’invio alla Procura del Questionario servirà per acclarare la responsabilità dei decessi per omesso o tardivo ricovero e cura.

Puoi anche inviare il questionario al Codacons per scopi statistici, all’indirizzo covid@codacons.org. I dati contenuti nelle risposte al questionario verranno trattati in modo anonimo e aggregato e potranno essere comunicati alle Autorità competenti solo previo consenso dell’interessato o per motivi di legge (ad es. indagini giudiziarie, tutela della salute ed incolumità pubblica).

Si  può aderire alla segnalazione anche chiamando il numero verde gratuito 800.582493 e riempire il questionario con gli operatori in linea.

Commedia 29-02-2020

by Redazione on

Vi alleghiamo la locandina di una iniziativa culturale sostenuta anche dal CODACONS per mantenere in vita il nostro dialetto bolognese.

Si tratta di una commedia brillante in tre atti che si terrà nelle giornate di sabato 29 febbraio 2020 ore 21 e di domenica 1 marzo 2020 ore 16,00 presso il Teatro Comunale di Casalecchio di Reno il cui costo di ingresso per gli associati CODACONS. MCL o clienti Emilbanca previa prenotazione al 800050800 oppure alla email info@codacons.emiliaromagna.it è ridotto a soli 10 euro e ad soli euro 9 per gruppi di 10 persone.

BOLOGNA 28 OTTOBRE 2019

COMUNCATO STAMPA


SULLA VICENDA CRB IL CODACONS ATTIVERA’ UNA PETIZIONE POPOLARE DIRETTA ALLA DESPARR ED AL COMUNE DI BOLOGNA PER CHIEDERE CHE SI DESITA DALLA APERTURA DI UN PUNTO VENDITA NELL’AREA DELL’EX CRB 

IL CODACONS contesta la scelta di politica commerciale della Despar di voler aprire il punto vendita presso l’area del CRB nonostante la contrarietà a tale scelta di buona parte dei cittadini che abitano nel quartiere dove tale punto vendita dovrebbe venire aperto. L’associazione  inizierà nei prossimi giorni un volantinaggio davanti a diversi punti vendita della Despar per far sapere ai consumatori  che una delle maggiori associazioni nazionali  a tutela degli utenti e dei consumatori  non condivide la scelta di privare in parte la città di un punto dedicato esclusivamente all’attività sportivo ricreative per aprire l’ennesimo punto vendita così come contesta la mancata fruizione in questa fase dei servizi all’interno dell’area dell’ex CRB acquistata dalla catena commerciale nonostante la convenzione in essere con il Comune di Bologna. Il CODACONS contesta alla Despar questa scelta perché non si fa attività commerciale in disprezzo della volontà della cittadinanza e pertanto inviterà tutti i consumatori a partire e dagli abitanti  del quartiere e dagli attuali fruitori dei punti vendita della Desparr a Bologna e provincia di tenere conto nelle loro scelte circa i punti vendita dove effettuare gli acquisti di una scelta di questo tipo da parte della Despar. La campagna informativa che verrà attuata tramite volantinaggio di un documento davanti ai punti vendita Despar a Bologna e non solo e nei confronti di tutte le oltre 1000 famiglie associate al CODACONS Emilia Romagna. L’iniziativa  inizierà oggi e continuerà sino a quando la Despar rimarrà ferma sulle sue posizioni.  L’associazione invita pertanto la Despar ed il Comune di Bologna a trovare una soluzione alternativa all’apertura del punto vendita presso l’ex CRB .

Tale richiesta di trovare una soluzione alternativa verrà formalizzata in una petizione popolare diretta sia al Comune di Bologna che alla Despar.

IL CODACONS che fa parte del comitato “Rigenerazione no speculazione” sarà presente alla festa di sabato 9 novembre 2019 ore 14,00 che si terrà presso l’area dell’ex CRB.

Presidente CODACONS Emilia Romagna   

Avv. Bruno Barbieri

Il CODACONS, che in un eventuale giudizio penale si costituirà esso stesso come parte civile, forte nell’esperienza maturata nei processi più importanti relativi a crack bancari e societari in considerazione degli avvenimenti oggetto dell’indagine attivata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna relativa ad una serie di reati tra cui l’ipotizzato reato di falso in bilancio, ha deciso di convocare una prima assemblea informativa aperta a tutti i possibili danneggiati da questa vicenda compresi ovviamente i titolari  di azioni della Bio On che si trovano di fronte ad una situazione inaspettata con il rischio di perdere il valore delle azioni su cui hanno investito i loro risparmi.

Durante l’assemblea che si terrà a Bologna presso Hotel Bologna Airport in Via Marco Emilio Lepido, 203/14 il 6/11/2019 dalle ore 18,00 alle ore 20,00 verranno illustrate le iniziative che è opportuno che ciascun danneggiato ponga in essere da subito nonché la documentazione che è necessario reperire per potersi un domani costituirsi pare civile in un eventuale giudizio penale. E’ opportuno che chi partecipi porti con sé copia della documentazione di cui ha già il possesso relativa all’investimento in questione o alla ragione di danno subita.

Vice Presidente Nazionale  CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123

Il CODACONS, che già segue la vicenda della promotrice di Sanpaolo Invest Antonella Lambri che operava sulla città di Fidenza dove i danneggiati sommano ad oltre un centinaio di clienti, è stata appena notiziata dell’esistenza di problemi analoghi per un altro promotore finanziario (P.B.) della medesima banca che operava in questo caso sulla città di Modena i cui clienti lamentano ammanchi e differenze tra quanto rendicontato ai clienti della banca dal promotore su carta intestata della Sanpaolo Invest come consistenza (controvalore) degli investimenti finanziari presenti nel deposito titoli sino alla fine di settembre 2019 e la situazione patrimoniale reale che oggi la banca afferma esservi nel deposito titoli.          

La Sanpaolo Invest è conscia di tale situazione tant’è che ha interrotto il rapporto di collaborazione con il promotore finanziario in questione ed ha informato con propria missiva i clienti di tale interruzione.

A questo punto è bene che tutti i clienti di Sanpaolo Invest in gran parte concentrati su Modena città e provincia che erano seguiti da questo promotore finanziario (P.B.)  si rivolgano al CODACONS per effettuare un ricostruzione patrimoniale di quanto accaduto nel corso degli anni in quanto sono titolari di un diritto al risarcimento del danno subito sia nel caso di somme eventualmente sottratte dal promotore sia nel caso di rendicontazione eventualmente gonfiata (falsa) rispetto a quella reale.    

Essendo già in corso un tavolo di trattative tra i legali del CODACONS e quelli di Sanpaolo Invest per trovare una soluzione risarcitoria bonaria per la vicenda della promotrice che operava in provincia di Parma sarà più semplice attivare in tempi brevi una trattativa per giungere anche per i clienti della provincia di Modena assistiti dal promotore finanziario (P.B.) un analogo risarcimento tentando di evitare ove possibile una lite giudiziaria.

In ogni caso per attivare l’assicurazione che tutela la banca nel caso di danni arrecati ai clienti da promotori infedeli è bene che i danneggiati sporgano subito denuncia querela contro il promotore finanziario questo sarò possibile, volendolo fare, anche con l’assistenza dei legali del  CODACONS  che forniranno una consulenza legale gratuita a coloro che ne faranno richiesta rivolgendosi al CODACONS Modena con sede in Via Paolo Ruffini n.84 – tel. 349 810 7844 o al CODACONS Emilia Romagna con sede in Bologna in Via  Emilia Ponente n.86 – tel. 051 31 2611.

Vice Presidente Nazionale  CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123

v. Presidente Regionale CODACONS

(Fabio Galli)

I legali del CODACONS hanno ottenuto il riconoscimento del diritto dell’associazione di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro alcuni imputati accusati di essersi associati allo scopo di commettere più delitti di frode e truffa in competizioni sportive nonché dei delitti di estorsione aggravata e sequestro di persona a scopo di estorsione diretti ad influire ed alterare nel campionato di calcio di serie B, in Lega Pro, in “coppa Italia” nazionale e di Lega Pro e in partite internazionali di calcio e di basket il naturale esito delle partite, con l’aggravante che alcuni egli associati scorrevano armati nelle pubbliche vie del territorio italiano e che il  numero di associati eccedeva il numero di dieci. Ed ancora l’accusa riguarda il fatto che con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso alcuni imputati offrivano e/promettevano reciprocamente tra loro denaro o altra utilità ai partecipanti a competizioni sportive organizzate dalle Federazioni riconosciute dal CONI per influenzare il risultato di alcune partite di calcio nel corso dell’anno 2015.  

Tale decisione di fatto riconosce l’impegno profuso dall’associazione in tutti questi anni nella tutela dei diritti dei consumatori di poter confidare a tutti gli effetti di risultati di competizioni sportive fedeli ai valori espressi nei vari terreni di gioco e così della trasparenza e correttezza degli esiti di dette competizioni anche ai fini del sistema delle scommesse ad esse collegate così come nell’impegno profuso dal CODACONS a trasmettere il valore della lealtà in abito delle competizioni  sportive.    

      Vice Presidente Nazionale  CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123

I legali del CODACONS hanno ottenuto da parte del Giudice di Pace di Bologna – Dott. Stefania Trincanato – con sentenza n. 2237/2019 la condanna dell’ex Banco Popolare oggi Banco BPM S.p.A. a rimborsare al proprio cliente le somme sparite dal conto a seguito di un caso di Phishing a cui l’istituto di credito si era opposto.

Il Giudice, dando seguito ad un filone giurisprudenziale che si sta affermando a seguito di una serie di azioni legali promosse dal CODACONS per casi analoghi, ha stabilito che non è accoglibile la tesi della banca secondo la quale essa è esente da qualsiasi forma di responsabilità  nei confronti del proprio cliente qualora quest’ultimo fornisce apparentemente in modo spontaneo a terzi i propri dati di accesso al conto corrente. Il Giudice infatti nel caso di specie ha accertato che il cliente è stato indotto in errore nel fornire i propri dati di accesso al conto corrente da una email proveniente apparentemente dall’Istituto di credito e che i codici sono stati usati da terzi ignoti per ricaricare una carta prepagata. In particolare nel caso di specie i dati sono stati forniti da una persona delegata ad operare sul conto corrente dal titolare la quale al terzo sms apparentemente proveniente dalla banca ha comunicato i dati richiesti e così il titolare del conto si è avveduto solo la mattina successiva di quanto accaduto ed ha sporto immediatamente denuncia querela. Da un lato la responsabilità della banca nasce dal non aver adeguatamente informato il proprio cliente del rischio legato ai fenomeni di Phishing. Inoltre la banca non ha segnalato al cliente che stava dando seguito ad un ordine proveniente da un numero non riferibile alla delegata ad operare sul conto e senza indicare la ragione dell’operazione voluta da chi aveva avuto accesso ai dati che nel caso specifico era una richiesta di ricarica su una cara prepagata per quasi euro 5.000.

Tale pronuncia è importante in quanto conferma la tutela del cliente della banca sia in virtù della mancata pre informativa sia in virtù della mancanza di adeguate misure volte a comunicare al titolare del conto che si sta per procedere ad un’operazione richiesta indicando il tipo di operazione.

Altro dato che potrebbe diventare rilevante è che la richiesta di ricarica di una carta prepagata proveniente da un utenza che non è ricompresa tra quelle comunicate alla banca dal titolare del conto e dal suo delegato. In questi casi sarebbe, infatti, opportuno che la banca prima di dare seguito all’operazione di addebito sul conto corrente chiedesse l’autorizzazione al titolare del conto o al suo delegato indicando il tipo di operazione che eseguendo ed il suo importo.

Vice Presidente Nazionale  CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123

I legali del CODACONS hanno incontrato presso la sede di Banca Fideuram di Bologna i responsabili dell’ufficio legale della banca incaricati di tentare di trovare una soluzione stragiudiziale alla vicenda legata alla promotrice finanziaria Antonella Lambri che operava a Fidenza oltre che su tutta la provincia di Parma, Modena e Reggio Emilia.  

Si è quindi proceduto a stilare l’elenco delle pratiche /posizioni seguite dall’associazione per le quali in questi giorni la banca invierà una comunicazione interlocutoria con cui si limiterà ad informare che la banca ha preso atto del reclamo scritto e che sta controllando la situazione e producendo copia dei documenti necessari ad effettuare la ricostruzione dei flussi di denaro e del lievitare dei rendiconti falsificati.

L’accelerazione nei rapporti tra CODACONS e Banca Fideuram è frutto anche dell’intervento dell’ufficio di Intesa Sanpaolo, che tiene i rapporti con le associazioni dei consumatori, che da subito ha contatto i legali del CODACONS per manifestare la volontà della banca di trovare degli accordi in tempi celeri sia per chi si è visto sottrarre degli importi sia per chi si è visto consegnare dei rendiconti gonfiati.

I legali del CODACONS si riservano di verificare se tale volontà manifestata dalla banca si concretizzerà nei prossimi mesi e sollecita tutti coloro che vogliano essere seguiti dal CODACONS di prenotare un appuntamento per le giornate di mercoledì e giovedì mattina, presso sala messa a disposizione del CODACONS dal Comune di Fidenza, per avere il tempo necessario per redigere la denuncia querela che è normalmente considerato in questi casi atto indispensabile affinché l’assicurazione della banca possa intervenire a pagare i risarcimenti a favore dei clienti danneggiati sia per gli ammanchi che per i rendimenti gonfiati 

Il telefono per prendere appuntamenti a Fidenza è lo 051.38.05.40

            Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri  (per i soli giornalisti) cell 338.22.19.123