Chiusura Sede per Festività

by Alessio D'Alterio on

 

AUGURIAMO A TUTTI UN BUON NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO.

 

IL SERVIZIO DI SPORTELLO E IL RICEVIMENTO AL PUBBLICO ED ASSOCIATI SONO CHIUSI DAL 27 DICEMBRE 2017 AL 8 GENNAIO 2018.

LA SEDE RIMANE APERTO SOLO PER FORNITORI, SERVIZI POSTALI, COLLABORATORI E MEMBRI DEL COLLEGIO LEGALE (esclusi giorni di festività nazionali).

PER URGENZE, APPUNTAMENTI, NECESSITA’ IMPELLENTI CONTATTARE VIA EMAIL O VIA TELEFONO.

 

 

 

PROCESSO CARIFE – IL CODACONS RIAPRE LA POSSIBILITA’ PER GLI AZIONISTI ED OBBLIGAZIONISTI DI COSTITUIRSI PARTE CIVILE

Il Codacons, preso atto della decisione del G.U.P. di rinviare a giudizio tutti gli imputati del processo Carife, riapre la possibilità per gli azionisti ed obbligazionisti di costituirsi parte civile sino al 18 giugno 2018 –  che è la data in cui inizierà la fase dibattimentale del giudizio, aumentando quindi la possibilità di detti azionisti ed obbligazionisti di recuperare le somme perse.

Per facilitare l’adesione il Codacons con il nuovo anno riprenderà ad organizzare assemblee serali in molti comuni della provincia di Ferrara e a dare la possibilità di aderire presso la propria sede di Ferrara sita in Piazzale dei Giochi il mercoledì dalle 15.30 alle 17.30

COMUNICATO STAMPA – 15 dicembre 2017

VICENDA DIAMANTI A SEGUITO DELL’APERTURA DEL PROCEDIMENTO PENALE PRESSO LA PROCURA DEL TRINBUNALE PENALE DI MILANO IL CODACONS ORGANIZZA LE COSTITUZIONI DI PARTE CIVILE PER OTTENERE IL RIMBORSO ED IL RISARCIMENTO DEL DANNO

Il CODACONS dopo aver denunciato da tempo l’inganno che molte banche hanno realizzato ai danni dei propri clienti vendendo loro sotto forma di investimento dei diamanti il cui reale valore di mercato era inferiore a quello dichiarato all’atto dell’investimento e dopo che negli opuscoli infortivi era garantita la possibilità di rivendere all’occorrenza dette pietre preziose in tempi brevi, preso atto che le banche che si sono prestate a detto gioco sono state sanzionate dall’antitrust e che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano ha attivato un procedimento penale ipotizzando il reato di truffa ai danni degli investitori ha deciso di organizzare i clienti delle banche per una costituzione di parte civile collettiva volta a far ottenere ai risparmiatori non solo il rimborso delle somme investire in detti diamanti  ma anche il dovuto risarcimento del danno morale o danno da reato che costituisce una ulteriore somma rispetto al danno patrimoniale.

Al fine di illustrare le motivazioni alla base di detta azione e visionare i certificati di investimento dei diamanti e per raccogliere le firme sulla nomina di persona offesa, gratuita per chi si iscriverà al CODACONS alla somma simbolica di 2 euro, CONVOCA UN’ASSEMBLEA presso la propria sede sita in BOLOGNA – VIA EMILIA PONENTE N.86 dalle 19.00 alle 20.30.

 

Presidente  Regionale CODACONS  Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

CARIM: Assemblea per lunedì 4 dicembre

by Alessio D'Alterio on

COMUNICATO STAMPA – 1 dicembre 2017

INCREDIBILE MA VERO QUELLA CHE E’ UNA PALESE DIMOSTRAZIONE CERTIFICATA DAL TRIBUNALE DELLE GRAVI ANOMALIE NEI BILANCI DELLA CARIM VIENE PROPAGANDATA COME UNA VITTORIA DELLA BANCA.

IN REALTA’ ORA ESISTE AGLI ATTI LA PROVA REGINA PER PERMETTERE A TUTTI GLI AZIONISTI DI OTTENERE IL RICHIESTO RISARCIMENTO DEL DANNO

Il CODACONS, che rappresenta circa 550 azionisti nel procedimento penale in corso avanti al Tribunale di Rimini per il reato di falso in bilancio/false comunicazioni sociali, contro gli ex amministratori della Banca, come aveva già anticipato nei giorni scorsi, avendo contezza di quello che sarebbe stato il contenuto della CTU e avendo con i propri legali e consulenti di parte partecipato ai lavori / incontri con i CTU nominati dal Tribunale, preso atto che in base ad una interpretazione a nostro avviso errata della normativa che stabilisce la soglia di rilevanza penale delle falsità contenute nei bilanci della banche tali da portare tale soglia superata solo a fronte di un discostamento di oltre 200 milioni di euro  per quanto riguarda la CARIM S.p.A., al tempo stesso incassa quello che è il risultato più importante agli occhi e per le tasche degli azionisti che si erano costituiti in giudizio ovvero che a fronte di una CTU che individua già nel bilancio de dicembre 2010 oltre 19 milioni di euro di false / errate rappresentazioni di bilancio e di ulteriori 6 per la nota semestrale del giugno 2011 dopo un’analisi di sole 11 posizioni su le 70.000 che costituiscono l’insieme del bilancio della CARIM S.p.A. risulta provata di fatto una violazione al diritto alla corretta informativa all’atto dell’acquisto delle azioni tale da poter portare all’annullamento dell’acquisto e così al diritto al rimborso delle somme versate per l’acquisto delle azioni  e tale discorso vale anche per chi quelle azioni già le deteneva prima del bilancio del 2010.

IL CODACONS, che già in sede di giudizio ha sottolineato l‘assurdità di fare una verifica su sole 11 posizioni rispetto alle 95 contestate dagli ispettori di Banca D’Italia  e delle ulteriori di cui ha dato atto la delibera del nuovo CDA succedutosi alla fase commissariale, è sicuro di avere nella mani ora un elemento molto forte per giungere in sede civile ad una sentenza favorevole per gli azionisti che chiedono il rimborso delle somme perdute e per illustrare ai propri associati ed a  chiunque altro vorrà intervenire anche se non associato ma azionista di CARIM S.p.A. rimasto danneggiato per la perdita di valore delle azioni rispetto ai famosi 21 euro e per la firma di documenti necessari per la prosecuzione del giudizio in sede civile ed illustrare le motivazioni del proprio ragionevole ottimismo.

Convoca un’assemblea per lunedì 4 dicembre alle ore 17:00 presso la sala dei convegni del Palazzo del Turismo di Rimini, P.le Fellini 3.

Sarà presente il Vice Presidente Naz.le CODACONS

BUONE NOTIZIE PER GLI AZIONISTI DELLA CARIM ! ! !

by Alessio D'Alterio on

COMUNICATO STAMPA

BUONE NOTIZIE PER GLI AZIONISTI DELLA CARIM

LA CTU CONFERMA LA NON CORRETTEZZA DEL BILANCIO CARIM 2009 E DELLA SEMESTRALE 2010

Oggi pomeriggio è stata depositata la perizia redatta dai consulenti nominati dal Tribunale Penale di Rimini, dalla quale si evince che anche dando una interpretazione dei principi contabili in base ai quali devono essere redatti i bilanci degli Istituti di credito, sulla base del principio del “favor rei”, ovvero interpretando a favore della banca situazioni contabili dubbie, resta pur sempre un discostamento tra quanto contabilizzato nel  bilancio del dicembre 2009 e quanto contabilizzato nel bilancio-relazione al 30/06/2010, rispettivamente pari a circa 19 milioni di euro per il bilancio e di 6 milioni di euro per la relazione semestrale.

Tali discostamenti al di la degli effetti che gli stessi potranno determinare all’interno del procedimento penale pendente, danno la prova che su una valutazione di sole 11 posizioni di bilancio su 70.000 sussiste una, quantomeno errata, contabilizzazione che ha determinato da un lato l’individuazione di un prezzo delle azioni in eccesso rispetto a quello effettivo,  tenuto conto che Banca d’Italia tramite i propri ispettori ha contestato non solo le 11 posizioni verificate dai consulenti del Tribunale, ma circa 100 posizioni anomale nel bilancio e nella successiva semestrale, ben si comprende come da un lato il prezzo pagato dagli azionisti era decisamente più alto di quello a cui le azioni avrebbero dovuto essere vendute, e dall’altro il fatto che all’atto dell’acquisto è stato violato il diritto dei risparmiatori ad una informativa corretta dello Stato Patrimoniale e di Bilancio di Carim Spa.

Sulla base di tali presupposti e della presa d’atto del CDA succeduto al termine della gestione commissariale, che ha individuato importanti svalutazioni da apportare al bilancio anche in virtù di quanto dichiarato nel verbale del CDA di CARIM Spa del 28/04/2015, dove si evidenzia che l’errata classificazione dei crediti ha comportato nuove ed ulteriori posizioni critiche presentanti le stesse caratteristiche censurate dagli ispettori di Banca d’Italia, che i commissari non avevano potuto cogliere in quanto calssificate in bonis, ben si intuisce la buona possibilità di ottenere la risoluzione del contratto di acquisto delle azioni della CARIM o quantomeno, il riconoscimento da parte dell’Autorità Giudiziaria Civile del ditritto al risarcimento del danno subito pari alla differenza tra l’attuale valore delle azioni e l’importo corrisposto al momento dell’acquisto.

Stante quanto sopra il CODACONS ha deciso di attivare ancora prima della conclusione del giudizio penale pendente, un’azione collettiva destinata a tutti gli azionisti di Carim Spa ed a tal fine indirà nella prima decade di dicembre una assemblea degli azionisti per iniziare la raccolta dei mandati volti a dar vita all’azione civile collettiva che già nel corso delle assemblee tenutesi nei mesi scorsi era stata preannunciata dai legali del CODACONS come normale sviluppo dell’esito della CTU del procedimento penale pendente.

IL Vice Presidente Naz.le Codacons

Avv. Bruno Barbieri

tel 051.380540

COMUNICATO STAMPA

22 novembre 2017

BUONE NOTIZIE PER GLI AZIONISTI DELLA CARIM

LA CTU CONFERMA LA NON CORRETTEZZA DEL BILANCIO CARIM 2009 E DELLA SEMESTRALE 2010

Oggi pomeriggio è stata depositata la perizia redatta dai consulenti nominati dal Tribunale Penale di Rimini, dalla quale si evince che anche dando una interpretazione dei principi contabili in base ai quali devono essere redatti i bilanci degli Istituti di credito, sulla base del principio del “favor rei”, ovvero interpretando a favore della banca situazioni contabili dubbie, resta pur sempre un discostamento tra quanto contabilizzato nel bilancio del dicembre 2009 e quanto contabilizzato nel bilancio-relazione al 30/06/2010, rispettivamente pari a circa 19 milioni di euro per il bilancio e di 6 milioni di euro per la relazione semestrale.

Tali discostamenti al di là degli effetti che gli stessi potranno determinare all’interno del procedimento penale pendente, danno la prova che su una valutazione di sole 11 posizioni di bilancio su 70.000 sussiste una, quantomeno errata, contabilizzazione che ha determinato da un lato l’individuazione di un prezzo delle azioni in eccesso rispetto a quello effettivo,  tenuto conto che Banca d’Italia tramite i propri ispettori ha contestato non solo le 11 posizioni verificate dai consulenti del Tribunale, ma circa 100 posizioni anomale nel bilancio e nella successiva semestrale, ben si comprende come da un lato il prezzo pagato dagli azionisti era decisamente più alto di quello a cui le azioni avrebbero dovuto essere vendute, e dall’altro il fatto che all’atto dell’acquisto è stato violato il diritto dei risparmiatori ad una informativa corretta dello Stato Patrimoniale e di Bilancio di Carim Spa.

Sulla base di tali presupposti e della presa d’atto del CDA succeduto al termine della gestione commissariale, che ha individuato importanti svalutazioni da apportare al bilancio anche in virtù di quanto dichiarato nel verbale del CDA di CARIM Spa del 28/04/2015, dove si evidenzia che l’errata classificazione dei crediti ha comportato nuove ed ulteriori posizioni critiche presentanti le stesse caratteristiche censurate dagli ispettori di Banca d’Italia, che i commissari non avevano potuto cogliere in quanto classificate in bonis, ben si intuisce la buona possibilità di ottenere la risoluzione del contratto di acquisto delle azioni della CARIM o quantomeno, il riconoscimento da parte dell’Autorità Giudiziaria Civile del diritto al risarcimento del danno subito pari alla differenza tra l’attuale valore delle azioni e l’importo corrisposto al momento dell’acquisto.

Stante quanto sopra il CODACONS ha deciso di attivare ancora prima della conclusione del giudizio penale pendente, un’azione collettiva destinata a tutti gli azionisti di Carim Spa ed a tal fine indirà nella prima decade di dicembre una assemblea degli azionisti per iniziare la raccolta dei mandati volti a dar vita all’azione civile collettiva che già nel corso delle assemblee tenutesi nei mesi scorsi era stata preannunciata dai legali del CODACONS come normale sviluppo dell’esito della CTU del procedimento penale pendente.

Il Vice Presidente Naz.le Codacons

Avv. Bruno Barbieri

051.380540

COMUNICATO STAMPA

21 novembre 2017

CODACONS AL FIANCO DEI CITTADINI DANNEGGIATI DAI DISSERVIZI DI TERNA ED ENEL

 

Il CODACONS, forte dell’esperienza accumulata in tanti anni di controversie contro i gestori di gas ed energia elettrica, ha deciso, anche in questa occasione, di impegnarsi a tutela degli utenti e dei consumatori svolgendo in tal modo la propria missione statutaria garantendo loro una tutela gratuita volta a fargli ottenere il risarcimento dei danni e dei disagi subiti conseguenti alla mancata fornitura di energia elettrica a seguito della recente nevicata. L’associazione, pur depositando anch’essa un esposto presso la Procura della Repubblica per verificare se in quanto accaduto si possano configurare delle fattispecie penalmente rilevanti, ritiene che la via più celere per ottenere dei risarcimenti sia quella del tentativo di mediazione collettivo avanti all’autorità per l’energia e solo successivamente l’azione collettiva avanti all’autorità giudiziaria. Da questo punto di vista chi ha avuto la perdita di derrate alimentari o altri beni e’ opportuno che conservi scontrini o fatture con cui provarne l’acquisto. Detto ciò, tenuto conto che per molti il danno / disagio prevalente e stato la mancanza di energia con tutto ciò che questo comporta e che il danno non giustifichi un impegno finanziario rilevante in termini di spese legali e giudiziarie, il CODACONS, ritenendo che in ogni caso i responsabili dei disagi debbano essere perseguiti e che debbano essere costretti a risarcire danni e disagi provocati agli utenti ed ai consumatori cosi come alle attività produttive e ricettive dell’Appennino, ha deciso che garantirà la gratuità del proprio intervento sia in sede penale permettendo a tutti colori che si assoceranno di sottoscrivere l’esposto penale sia la tutela ed assistenza in sede di tentativo di mediazione che nell’eventuale azione collettiva facendosi l’associazione carico delle spese legali invitando tutte le persone o Comuni interessati a tale tutela di mettersi in contatto con il Codacons ai seguenti recapiti telefonici ed email: 051 312611 – 800 050 800 – info@codacons.emiliaromagna.it.

 

Vice presidente Nazionale Codacons

Avv. Bruno Barbieri

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO CODACONS – MOVIMENTO 5 STELLE

by Alessio D'Alterio on

8 novembre 2017

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO CODACONS  –  MOVIMENTO 5 STELLE

Stante quanto emerso nelle scorse giornate circa le modalità operative della società Grossi relativamente ad eccessi di somme richieste ed incassate ai danni di numerosi automobilisti a cui la società aveva provveduto rimuovere l’auto, comportamento che ha indotto la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna ad aprire un fascicolo di indagine in cui si ipotizza il reato di truffa, il MOVIMENTO 5 Stelle ed il CODACONS hanno deciso di intraprendere una serie di iniziative congiunte volte ad aiutare gli automobilisti truffati ad ottenere il dovuto risarcimento del danno nonché a contrastare la scelta del Comune di Bologna  di non revocare le concessioni in  essere alla società Borghi  – arrivando addirittura ad avvallare una ulteriore aggiudicazione a detta società di altri servizi di rimozione.

Al fine di illustrare il contenuto di dette iniziative il CODACONS  ed il MOVIMENTO 5 Stelle

CONVOCANO PER IL GIORNO 9 NOVEMBRE ALLE ORE 11:00

UNA CONFERENZA STAMPA CONGIUNTA

PRESSO LA SALA STAMPA DEL COMUNE DI BOLOGNA UBICATA IN PIAZZA MAGGIORE

 

Per CODACONS

Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

 

Per MOVIMENTO 5 STELLE

Portavoce Consigliere Comunale

Max Bugani

COMUNICATO STAMPA – 30 ottobre 2017

RIMOZIONI – AUTO COSTI GONFIATI – IL CODACONS SI COSTITUIRA’ PARTE CIVILE E DEPOSITERA’ GRATUITAMENTE NOMINA DI PERSONA OFFESA PER TUTTI GLI AUTOMOBILISTI CHE SI ASSOCERANNO AL CODACONS, O CHE SONO GIA’ ASSOCIATI, RIMASTI VITTIMA DELLA TRUFFA

Il CODACONS, nella vicenda delle somme richieste in eccesso agli utenti della strada in caso di rimozione auto, depositerà la propria nomina di persona offesa ed agevolerà il deposito di analoga nomina per tutti coloro che si assoceranno al CODACONS per la somma simbolica di 2 euro.

In caso di rinvio a giudizio verrà quindi redatto l’atto di costituzione di parte civile collettivo per tutti gli automobilisti rimasti truffati i quali sporgeranno denuncia querela e che matureranno così, se effettivamente truffati, oltre al diritto al rimborso della somma pagate in eccesso anche il diritto ad una ulteriore somma a titolo di danno morale da reato. Il CODACONS inoltre ritiene che non sussistano i presupposti in caso di condanna per il mantenimento in capo alla società indagata della concessione, ma invita l’assessore ad effettuare un’indagine interna all’esito della quale ancor prima della sentenza si arrivi a delle determinazioni circa il mantenimento o la revoca della concessione in quanto gli automobilisti  non possono al di là dei rilievi penali o meno della vicenda restare esposti alla mercé di “disservizi” di questo tipo reiterati ai danni di un così gran numero di utenti della strada.

 

Vice Presidente Nazionale CODACONS

Avv. Bruno Barbieri

COMUNICATO STAMPA

27 ottobre 2017

OBBLIGAZIONI LEHMAN BROTHERS UNA

ULTERIORE VITTORIA DEL CODACONS A TUTELA DEI RISPARMIATORI

Il Tribunale di Massa, con sentenza  n.880/2017, emessa in data 25.10.2017, ha condannato la Cassa di Risparmio di Carrara S.p.A. alla restituzione a favore del risparmiatore della somma investita originariamente oltre interessi legali dalla data dell’investimento al saldo nonché le spese legali di giudizio per complessive euro 40.000,00. Il Tribunale ha rilevato che la banca si è resa responsabile ai danni di questo risparmiatore, residente a Marina di Massa, di un grave inadempimento per non aver avvertito il proprio cliente dell’avvenuta modifica del rischio legato al titolo della Lehman Brothers prima dell’intervenuto default del settembre del 2008. Tutto ciò, in quanto, sulla base delle numerose perizie effettuate in più Tribunali d’Italia, appare acclarato che già nell’autunno 2007 – primavera – estate del 2008 il rischio legato a detta obbligazione fosse fortemente aumentato nonostante quanto affermassero le agenzie internazionali di rating.

Nel caso di specie la banca si era impegnata con postilla inserita sull’ordine di acquisto non solo di avvertire il cliente della fuori uscita del titolo dal paniere titoli sicuri del Consorzio Patti Chiari ma anche di segnalare ogni eventuale variazione di rischio legata alla obbligazione Lehman Brothers. Tale pronuncia del Tribunale di Massa conferma la tesi del CODACONS e permette a tutti i titolari di obbligazioni della Lehman Brothers che hanno ricevuto sull’ordine di acquisto la garanzia di venire informati in caso di variazioni di rischio di ottenere il rimborso di quanto investito oltre interessi e rivalutazione.

Vice Presidente Nazionale CODACONS

Avv. Bruno Barbieri