I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il CODACONS Emilia Romagna (a cui diversi familiari sono associati in tutta la Regione) hanno iniziato gli incontri con i vari gruppi in consiglio regionale partendo dal gruppo dei Verdi con cui il CODACONS nelle scorse settimane aveva condiviso un comunicato stampa volto ad ottenere l’istituzione di un osservatorio prezzi che contrastasse le speculazioni che si stavano registrando in merito ai prezzi nel periodo della pandemia.

L’incontro non si è concluso con una posizione comune stante la non volontà dei consiglieri di tale gruppo di sostenere la richiesta dei comitati dei familiari e del CODACONS di istituire una commissione di inchiesta all’interno del consiglio regionale per comprendere cosa non ha funzionato nel sistema sanitario e nella rete delle RSA  e delle CRC all’interno della quale sono morti per Covid in pochi mesi migliaia di utenti e che ha visto molti contagiati Covid morire a casa senza nemmeno essere ricoverati in strutture ospedaliere. I verdi appartenenti alla maggioranza di centro sinistra ritengono che il concedere l’istituzione di tale strumento di indagine sarebbe per la maggioranza una manifestazione di debolezza.

Il CODACONS ed i comitati dei familiari al contrario ritengono che la commissione di inchiesta presieduta ad un membro dell’opposizione sarebbe il modo più forte per dimostrare da parte della maggioranza in Consiglio Regionale la certezza e la convinzione del buon operato della macchina sanitaria ed assistenziale della Regione ed il non volerla istituire sia invece quello è si un segno di paura e debolezza. 

In ogni caso i Verdi si sono impegnati affinché la maggioranza effettui i necessari chiarimenti su come si sono svolti i fatti nelle RSA e nelle CRA.

Per ora in assenza di comunicazioni ufficiali parrebbe in base a notizie apparse sui media che l’ASP città di Bologna voglia attivare un AUDIT appoggiandosi a soggetti terzi tra cui la società Deloitte. Ebbene tale scelta (e non sappiamo se la Regione intenda fare altrettanto) non rassicura per nulla i comitati ed il CODACONS in quanto se stiamo parlando delle medesima società Deloitte che ha certificato come regolari i bilanci di molte delle banche poi andate in default ed i cui dirigenti in alcuni casi sono stati condannati per i reati di falso in bilancio, se parliamo della stessa società Deloitte che è attualmente sotto inchiesta da parte della Procura di Milano per la vicenda ILVA ed ancora sotto inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Roma sull’ipotizzato cartello e che è già stata sanzionata per tale motivo dall’Autorità della Concorrenza  e del Mercato e se è la stesa società che è anche sotto inchiesta dalla procura di Trento sul caso Trento RISE, bene se stiamo parlando di detta società la scelta ci appare quanto meno infelice.

Se vi fosse coincidenza di identità  tra questa società Deloitte a cui la ASP di Bologna vorrebbe appoggiarsi la quella che è oggetto di così tante indagini e procedimenti penali, i Comitati dei Familiari vittime Covid ed il CODACONS  ritengono che la scelta fatta sia stata quanto meno infelice o soggetta a critiche quanto meno in termini di terzietà agli occhi dei profani, visto che parliamo per il passato di vicende di certificazioni di bilanci di società e banche vicine alla maggioranza di centro sinistra.

Se da un lato quindi la maggioranza nega la commissione di inchiesta dall’altro fa pervenire inviti informali diretti  ad alcuni esponenti dei comitati di partecipare  a questo tipo di ispezioni AUDIT ma ciò non avrebbe senso sia perché sarebbe necessario quanto meno la nomina da parte dei comitati di una figura avente le competenze tecniche per poter entrare nel merito dell’AUDIT i cui costi  dovrebbero ricadere su famiglie già provate anche economicamente che emotivamente dal COVID e che per tale  motivo non possono certo farsene carico sia ancora perché nell’eventualità di apertura di procedimenti penali conseguenti alle decine di esposti presso le Procure della Repubblica di tutta la Regione i familiari risulterebbero, parti senza avere le competenze e le capacità di contraddire in ambito AUDIT, di un’indagine i cui esiti potrebbero entrare a far parte di detti procedimenti penali.          

Sta di fatto che quale che sia l’attività ispettiva che si porrà in campo questa si svolgerà con gravi ritardi e non a caso il numero dei contagi nelle strutture sanitarie per anziani  in Regione ed in particolare a Bologna i questi giorni sta aumentando in modo preoccupante sia tra gli utenti che tra gli operatori sanitari e forti dubbi ci sono il numero reale di deceduti per Covid nei mesi scorsi che potrebbe probabilmente essere rivisto in forte aumento. 

Da ultimo ma non meno grave è il dover registrare nei confronti di alcuni familiari dei deceduti Covid facenti parte dei comitati familiari vittime Covid, dipendenti pubblici iniziative sul posto di lavoro volte a tentare di ammorbidire l’impegno di questi ultimi nella lotta per fare chiarezza con iniziative poco simpatiche provenienti da amministrazioni governate dalla stessa maggioranza della Regione e del Comune di Bologna.  

Quanto sopra sarà rappresentato anche agli altri gruppi consigliari che il CODACONS ed i comitati dei familiari incontreranno già la prossima settimana.

I COMITATI FAMILIARI VITTIME COVID DELL’EMILIA ROMAGNA

CODACONS EMILIA ROMAGNA  

Caos oggi al Tribunale penale di Bari, dove si doveva tenere la prima udienza preliminare del processo nei confronti della dirigenza della banca. Oltre 100 avvocati stipati in un’unica stanza, senza nessuna misura anti-covid, e con i difensori costretti a rischiare la salute per garantire la difesa dei propri assistiti.

I legali del Codacons, presenti per depositare le costituzioni di parte civile degli azionisti della banca, hanno subito presentato un esposto e un’istanza al Presidente del Tribunale, denunciando la situazione insostenibile. 

Alla fine il Giudice ha disposto il rinvio dell’udienza preliminare al prossimo 24 settembre.

Si riaprono quindi i termini per presentare la propria costituzione di parte civile: tutti coloro che vogliono aderire all’azione del Codacons possono farlo iscrivendosi alla pagina dedicata all’azione sul sito www.codacons.it, facendo pervenire la documentazione richiesta entro il 10 settembre 2020.

Avv. Bruno Barbieri – Vice Presidente Nazionale Codacons

I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il CODACONS della Regione Emilia Romagna ( a cui diversi familiari sono associati in tutta la Regione) si sono incontrati sabato 11 luglio 2020 per analizzare l’esito dell’incontro tenutosi con la Regione Emilia Romagna nella giornata di venerdì 10 luglio 2020 prendendo atto dell’inidoneità ed insufficienza delle risposte ricevute le quali  sono risultate assolutamente al di sotto delle aspettative tenuto conto dei mesi trascorsi dalla “strage di anziani” verificatasi nelle strutture di ricovero ed assistenza.  

I dirigenti presenti all’incontro non solo non hanno fornito ai familiari alcun elemento utile alle indagini ma hanno candidamente affermato  che di ciò che è accaduto in nelle strutture dove sono deceduti migliaia di anziani nulla sapevano essendosi limitati ad indicare a queste ultime le linee guida da tenere durante la pandemia.

Mentre i familiari hanno consegnato alla Regione un primo dossier contenente elementi di prova delle manchevolezze registrate in diverse strutture dove si sono verificati i decessi per covid, la Regione non ha neppure consegnato ai comitati, come aveva promesso di fare, il documento contenente le linee  guida adottate dal mese di marzo in avanti con l’elenco delle strutture a cui dette linee guida sono state notificate con le date delle singole notifiche.

I comitati dei familiari ed il CODACONS ritengono tale comportamento della regione Emilia Romagna e del servizio sanitario regionale distante anni luce da quello che dovrebbe essere stato l’impegno della Regione nel tentare di comprendere con la massima  celerità quelle che sono state le manchevolezze che  hanno determinato una strage di diverse migliaia di anziani in Emilia Romagna anche la fine di tentare di evitare che tali criticità portino ad un una nuova strage nel caso di un ritorno di ondata di contagi nei prossimi mesi.

I comitati temono che la Regione per non intaccare la propria immagine di sistema sanitario efficente eviti di individuare le mele marce o i vizi di una macchina che ha, si certamente funzionato molto meglio che in altre regioni, ma che non è riuscita ad evitare un così elevato numero di decessi non tutti dovuti all’ineluttabilità legata alla forza e contagiosità del virus.

Lo stupore, quasi candore con cui i dirigenti presenti all’incontro si sono posti di fronte alle prove di ciò che non è andato come doveva all’interno di diverse strutture di ricovero rammostrate dai comitati lascia al quanto attoniti circa l’efficacia dell’attività  ispettiva e di controllo della Regione e del sistema sanitario regionale  anche solo in termini di verifica di qualità del servizio che vada la di là di dato meramente statistico che in quanto tale non può premettere di capire chi ha sbagliato e non permette di individuare le mele marce all’interno di un cesto contenete moltissime mele sane.

Preso atto di ciò i comitati pur non sottraendosi a possibili incontri a tavoli di discussione per tentare di eliminare le gravi criticità rilevate insistono nel chiedere una commissione di inchiesta regionale come unica forma di impegno serio volto a coadiuvare anche il lavoro delle singole Procure della Repubblica chiamate tramite esposti e denunce querele a verificare l’esistenza di comportamenti penalmente rilevanti ed a individuare i responsabili di detti comportamenti ma che abbia anche come scopo anche quello di rilevare ed individuare ciò che non ha funzionato nella macchina sanitaria regionale o che dalla Regione e/o dai singoli comuni doveva essere monitorata al di là dell‘esistenza o meno di comportamenti penalmente rilevanti e questo sia nei confronti delle RSA , delle strutture ospedaliere che delle CRC convenzionate o meno con il SSN.

A tal fine i comitati inizieranno nei prossimi giorni un giro di incontri con tutti i gruppi regionali presenti in consiglio regionale che si renderanno disponibili a riceverli per capire come questi si pongono rispetto a questa precisa richiesta di istituire all’interno del Consiglio Regionale una commissione di inchiesta su quanto accaduto ed anche sulle modalità di funzionamento di tale eventuale commissione di inchiesta. Non si può infatti tentare di superare questa ferita che ha riguardato migliaia di nuclei familiari senza fare piena luce su quanto accaduto e questo non è un compito demandato alla sola magistratura ma anche alla politica

I COMITATI FAMILIARI VITTIME COVID DELL’EMILIA ROMAGNA

CODACONS EMILIA ROMAGNA  

Il CODACONS ha assistito un proprio associato, il quale aveva fatto domanda, diversi mesi or sono, di poter avere l’elenco completo di tuti gli azionisti della Banca Popolare e di Bari  al fine di proporre loro di agire in via collettiva contro gli ex dirigenti della Banca nonché di costituirsi sempre in via collettiva  nel procedimento penale che vedeva questi ultimi indagati di reati ai danni di tutti gli azionisti si è dovuto rivolgere al Tribunale Civile di Bari per vedere rispettato tale diritto contro il diniego opposto dalla banca.

La Banca, infatti in un primo momento provvedeva quindi a fornire detto elenco ma privo degli indirizzi dei singoli azionisti impedendo di fatto all’associato CODACONS  di svolgere quella attività informativa e di proposta di azione collettiva nei confronti di tuti gli altri azionisti motivando tale sua scelta in base al rispetto della alla normativa sulla privacy

In realtà com’è noto il Garante della Privacy si è più volte espresso ( e questo la banca non poteva non saperlo) affermando che il diritto del singolo azionista di potersi rapportare a tuti gli altri soci della banca prevale sul diritto alla privacy inteso come diritto ad ottenere tutti gli estremi di contatto degli altri azionisti.

Ne è derivato che il Tribunale di Bari non ha potuto fare altro che emettere decreto ingiuntivo contro la banca ordinando a quest’ultima di provvedere ad inoltrare al socio, che ne aveva fatto regolare richiesta, l’elenco di tutti gli altri azionisti con i relativi dati di contatto.

Il comportamento tenuto dalla banca anche in questa circostanza denota la mancanza di trasparenza e collaborazione con i singoli azionisti nel tentativo di indurli ad accettare un mero indennizzo invece che il dovuto risarcimento danni integrale in sede penale o civile.

Con l’occasione il CODACONS  informa tutti gli azionisti, a cui non  ha potuto scrivere a causa dell’illegittimo comportamento ostruzionistico della banca condannata dal Tribunale di Bari anche al pagamento delle spese di procedura monitoria, che coloro che volessero tentare di ottenere l’intero danno subito con la perdita di valore delle azioni della banca e che non hanno fatto in tempo ad inviare al Codacons la procura per costituirsi parte civile nel processo che inizierà il 16 luglio avanti al Tribunale Penale di Bari lo potranno ancora fare o in sede penale o civile  nelle occasioni che verranno segnalate nei prossimi mesi dal CODACONS a patto che nel frattempo non accettino l’indennizzo proposto dalla banca in quanto tale accettazione preclude la possibilità di agire per ottenere l’intero danno subito.          

Vice Presidente Nazionale CODACONS

Avv. Bruno Barbieri 

051 380540

IL CODACONS per tuti i proprietari di auto Volkswagen ha attivato un‘importante azione legale in Germania volta  far ottenere un risarcimento /indennizzo  a tutti i proprietari di modelli aventi motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI , EA189

I FATTI

L’hanno definito “l’11 settembre delle auto”. E in effetti il “Dieselgate”, che ha travolto uno dei maggiori produttori di automobili al mondo, è lo scandalo del secolo: un terremoto scoppiato con la scoperta di un software, montato sui veicoli Volkswagen, capace di riconoscere la situazione di test e imporre al motore uno scarico di gas tossici da 10 a 40 volte inferiore al normale, che ha scandalizzato il mondo e costretto i vertici del Gruppo alle dimissioni. Tutti coloro che, a partire dal 2008/2009, hanno acquistato un’automobile del gruppo Volkswagen con motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI, tutti rientranti nella categoria del motore EA189 diesel, dunque, hanno comprato un veicolo che, nonostante l’omologazione, produce emissioni più alte di quanto previsto per il modello di appartenenza.

Quella posta in essere da Volkswagen è, senza ombra di dubbio, una pratica commerciale scorretta nei confronti dei consumatori, che si sono trovati ad aver acquistato un bene con caratteristiche difformi da quelle dichiarate, e dunque hanno subito il danno derivante dal minor valore dell’automobile.

Mentre in tutto il mondo Volkswagen è andata incontro a pesanti sanzioni, e ha provveduto al risarcimento dei danni causati ai consumatori, in Italia la tutela dei soggetti coinvolti è ancora lontana dell’essere effettiva.

Il Tar del Lazio, con decisione del 31 maggio 2019 ora sottoposta al vaglio del Consiglio di Stato in appello, ha confermato la sanzione amministrativa di 5 milioni di euro comminata alla casa automobilistica tedesca dall’Antitrust nell’agosto  2016. La multa, tuttavia, non è diretta al risarcimento del danno dei singoli consumatori, avendo il fine di sanzionare il comportamento contrario alla normativa di cui al Codice del Consumo.

Sul fronte penale, invece, la Procura di Verona ha aperto un procedimento per truffa in commercio contro i vertici italiani di Volkswagen Italia.

Il Codacons, al fine di tutelare la posizione dei tantissimi consumatori danneggiati, ha preso parte a tale procedimento  nella qualità di persona offesa. I legali e i consulenti dell’associazione hanno partecipato a  tutte operazioni peritali disposte dal Tribunale,  dando un impulso fondamentale alle indagini e agli accertamenti tecnici.

Tale attività ha portato all’importantissimo risultato della conclusione dell’incidente probatorio con l’accertamento dell’esistenza di un “defeat device”, ovvero dell’impianto che influisce sulle strategie di controllo delle emissioni allo scopo di ridurre le emissioni di ossido di azoto durante i cicli di omologazione su tutte le vetture esaminate.

Nonostante sia stata riconosciuta l’illegittimità del comportamento di Volkswagen, però, il PM della Procura di Verona ha richiesto l’archiviazione del procedimento penale, ritenendo che non vi siano i presupposti per poter procedere per il reato di frode in commercio in relazione all’installazione del software che,  di fatto, consentiva  l’omologazione delle automobili anche in assenza del rispetto dei limiti di emissione, per mancanza di consapevolezza da parte di Volkswagen Italia di quanto stava accadendo, e, dunque,  per mancanza di dolo.

In questo modo, rischiano di rimanere senza tutela le migliaia di consumatori italiani vittime del “Dieselgate”.

Il Codacons, ritenendo che la decisione del Pm italiano, ove confermata, lasci privo di sanzione un gravissimo illecito in danno dei consumatori e dell’ambiente, ha proposto opposizione all’archiviazione, chiedendo la prosecuzione delle indagini.

Se la richiesta del Codacons  dovesse essere accolta si aprirebbe nuovamente la strada del rinvio a giudizio, con conseguente possibilità per tutti i consumatori di costituirsi parte civile nel procedimento penale per richiedere il risarcimento del danno subito.

Nel frattempo, in Germania, ove la casa madre tedesca, Volkswagen AG, ha già proceduto ad un imponente accordo per il risarcimento del danno a migliaia di consumatori, la  Corte Federale ha emesso una sentenza storica, condannando la casa automobilistica al risarcimento del danno nei confronti del proprietario un’auto truccata. La decisione ha sostanzialmente affermato il diritto del consumatore alla restituzione dell’automobile alla casa automobilistica e al rimborso del prezzo pagato  detratti unicamente i km percorsi.

La consapevolezza o meno da parte dei vertici della società dell’esistenza del “defeat device” non è stata considerata rilevante, e dunque Volkswagen è stata ritenuta  responsabile nei confronti dei consumatori che, ignari, hanno acquistato un bene difforme da quello voluto.

Un principio importantissimo quello espresso dalla giurisprudenza tedesca, che potrebbe aprire la strada, in Germania, al risarcimento del danno nei confronti di migliaia di consumatori rimasti ancora senza tutela.

LA NUOVA AZIONE DEL CODACONS IN GERMANIA

A fronte dell’inerzia delle istituzioni italiane che avrebbero dovuto tutelare i tuoi diritti, e in considerazione dell’importante principio affermato dalla Corte Federale tedesca, il Codacons ha deciso di avviare un’azione in Germania nei confronti della casa madre tedesca che controlla Volkswagen Italia, Volkswagen AG. 

La nuova iniziativa è volta a richiedere in via stragiudiziale, in Germania, il risarcimento del danno subito, da tutti i consumatori aderenti, per aver acquistato un’automobile Volkswagen con motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI, EA189 diesel.

La nostra Associazione, per il tramite dei propri legali e di uno studio legale partner in Germania, procederà a diffidare la casa automobilistica tedesca a riconoscere ai consumatori italiani il giusto ristoro del danno subito, alla stregua di quanto è avvenuto per i consumatori tedeschi, portando avanti tutta la fase delle trattative.

Verrà richiesto il danno extracontrattuale per pratica commerciale scorretta in accordo alla giurisprudenza tedesca: il 15% del prezzo di acquisto. Il risarcimento dipenderà pertanto dal modello acquistato, con un range indicativamente tra 1500 euro e 6500 euro. 

Qualora Volkswagen formuli una proposta risarcitoria, il Codacons provvederà a informare gli aderenti all’azione al fine di raccogliere le volontà di accettare l’accordo, seguendo tutta la fase di perfezionamento dello stesso.

Tutta l’attività volta a giungere ad un accordo stragiudiziale non comporterà per gli aderenti alcun anticipo di spesa. 

Solo in caso di esito positivo delle trattative, e dunque di perfezionamento dell’accordo transattivo, è prevista la corresponsione al Codacons di una percentuale, a titolo di rimborso delle spese sostenute, della somma che sarà  riconosciuta da Volkswagen, secondo le condizioni che saranno comunicate al momento dell’adesione all’azione.

PER ADERIRE

Se hai acquistato*, a partire dal 2008/2009, un’automobile del gruppo Volkswagen che, a prescindere dalla cilindrata, è equipaggiata con il motore “incriminato” (EA189) aderisci all’azione contattando il CODACONS Emilia Romagna  info@codacons.emiliaromagna.it  chiamando il numero verde 800 050800 o il numero 051312611   Ti verranno inviarti senza alcuna spesa tutti i moduli che dovrai restituirci compilati e le istruzioni da seguire per aderire.

* E’ possibile aderire all’azione anche in caso di successiva alienazione dell’automobile.

Il CODACONS, preso atto che la Banca Popolare di Bari nonostante i buoni propositi dichiarati in vista della assemblea del 30 giugno continua imperterrita ad ostacolare l’esercizio dei diritti in capo ai propri clienti ed azionisti, ha deciso di incontrare gli azionisti della Banca nel corso di una nuova assemblea pubblica che si terrà il prossimo 27 giugno a Bari.

La Banca a cui centinaia di azionisti avevano inviato mesi or sono un’istanza ex art. 117 e 119 TUB per avere copia di documenti necessari alla loro tutela giuridica, non solo molto spesso non li ha inviati, ma sta addirittura negando loro anche il rilascio del certificato di possesso continuativo della azioni dalla data dell’acquisto ad oggi o quanto meno dal gennaio 2014 ad oggi, adducendo scuse banali e del tutto strumentali e giuridicamente inconsistenti.

Trattandosi di un comportamento intollerabile ed arrogante della banca rispetto ai propri clienti il CODACONS ha inviato a questi ultimi un modello di diffida da presentare alla sede legale della banca minacciando, in caso di mancato adempimento, di agire avanti alla competente Autorità Giudiziaria.

Questo atteggiamento della banca non è certo di buon auspicio in vista della assemblea del 30 giugno. La banca già più volte condannata in sede di abf a restituire l’intera perdite ai propri azionisti tenta di rabbonirli con un indennizzo del tutto insufficiente invece che riconoscere le proprie responsabilità e risarcire per intero i propri azionisti.

In occasione della assemblea convocata dal CODACONS per il 27 giugno – che si terrà dalle ore 15 a Bari presso il Centro Congressi Parco dei Principi Bari Hotel Congress & SPA Via Vito Vasile Aeroporto 70128 Bari Palese sarà possibile, nel rispetto delle regole sul distanziamento, sottoscrivere la procura per costituirsi parte civile nel procedimento penale ed ottenere dalla banca il 100% del danno oltre interessi e rivalutazione, ed un ulteriore somma a titolo di danno morale che verrà liquidata dal giudice (sempre in caso di condanna degli imputati) in via equitativa.

Chi intende costituirsi pare civile dovrà portare in assemblea copia dei documenti attestanti la propria identità (per le azioni in capo a società servirà il timbro della società e la firma del legale rappresentate oltre alla visura camerale) e la titolarità delle azioni della banca nel periodo dall’anno 2014 ad oggi. In caso di azioni ereditarie occorre il certificato di morte, un atto di notorietà o la dichiarazione di successione.

Dopo avere nelle scorse settimane messo in contatto tra loro i familiari e i comitati dei familiari delle vittime Covid tramite una serie di conferenze call, il Codacons scende di nuovo in campo per tutelare i cittadini dell’Emilia Romagna e spiegare loro come muoversi in caso di contagi e/o
decessi contratti in ospedale e case di riposo per anziani.


A tal fine il Codacons ha organizzato una conferenza sul web riservata ai residenti di FERRARA, REGGIO EMILIA E PIACENZA, aperta a tutti i parenti dei cittadini deceduti a causa del coronavirus e a chi ha subito conseguenze sanitarie legate al Covid.
L’incontro è finalizzato a raccogliere le testimonianze di chi si è ammalato a causa del mancato rispetto delle regole di distanziamento sociale nei luoghi di ricovero in strutture pubbliche o private o sui luoghi di lavoro, o di chi ha visto un proprio familiare morire a causa di ritardi o inadeguatezza nell’assistenza prestata dagli organi sanitari locali. Una piazza virtuale dove i cittadini di FERRARA, REGGIO EMILIA E PIACENZA potranno confrontarsi ed avere le prime indicazioni utili su come attivarsi per chiedere e ottenere giustizia.
In questa fase, pertanto, l’incontro su internet sarà dedicato ad allargare quanto più possibile gli aderenti ai comitati e fornire ai partecipanti le istruzioni su come muoversi in questa delicata fase per far valere i propri diritti e chiedere giustizia.
In tal senso si terrà Sabato 20 giugno alle ore 11,00 una conference call sulla piattaforma ZOOM, alla quale è possibile partecipare inviando (entro le ore 9,00 di sabato) una mail all’indirizzo info@studiolegaleauderesemper.it allegando un documento comprovante la propria condizione di ammalato covid o il decesso di un parente causato dal Covid e sottoscrivendo ed inviando al medesimo indirizzo di posta elettronica la liberatoria privacy, scaricabile dal sito del CODACONS
Emilia Romagna.
Avv. Bruno Barbieri – Presidente Regione Emilia Romagna
051.38050 (Per solo i giornalisti 338.2219123)

[TEST] Newsletter Codacons – Giugno 2020

Togliti il pensiero della DICHIARAZIONE DEI REDDITI    Puoi contattarci al numero 051312611 oppure inviarci una email a info@codacons.emiliaromagna.it per fissare un appuntamento. Il personale qualificato del CAF-M.C.L. è a tua disposizione per toglierti il pensiero della dichiarazione dei redditi.

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ALTRI UFFICI IN PROVINCIA OZZANO dell’EMILIA – Parrocchia di Sant’Ambrogio V.le II Giugno, 53 LUNEDI: ore 9-12 ZOLA PREDOSA Via Abbazia, 4 – presso Circolo Mcl “F. Francia”.
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– Domande di disoccupazione, di assegno sociale, di assegni familiari – Rinnovo permesso di soggiorno – Sportello legale gratuito       

I referenti dei comitati dei familiari vittime Covid delle province di Bologna, Modena e di Parma hanno chiesto al CODACONS di organizzare una call aperta a tutti i familiari delle vittime o di persone che hanno subito dei ricoveri o conseguenze sanitarie dal virus SARS-CoV-2 al fine di potere realizzare, in un momento storico in cui è difficile tenere in sicurezza un’assemblea pubblica, un momento di confronto destinato a raccogliere le testimonianze e le richieste di aiuto da parte di tutti coloro che dubitano o hanno ragione di credere che l’aver contratto il virus SARS-CoV-2 sia stata la diretta o indiretta conseguenza del mancato rispetto delle regole di distanziamento sociale nei luoghi di ricovero in strutture pubbliche o private o sui luoghi di lavoro. Si tratta  di organizzare una sorta di piazza virtuale riservata a tali persone (con l’esclusione per ora in tale ambito degli organi di stampa) dove potersi confrontare ed avere le prima indicazioni utili su come porsi rispetto a coloro che potrebbero essere a capo delle strutture private e/o  pubbliche responsabili dei contagi.  I comitati organizzatori ritengono e così anche il CODACONS, che sia opportuno concentrarsi e coordinarsi al massimo per tentare di aiutare le Procure della Repubblica presso i singoli Tribunali ad accertare i fatti e le eventuali responsabilità dei contagi partendo dalle singole strutture e/o luoghi di lavoro per risalire la catena di comando, quando occorra, anche agli enti territoriali o governativi.

In questa fase, pertanto, la riunione su internet sarà dedicata ad allargare quanto più possibile gli aderenti ai comitati e per fornire ai partecipanti alla call gratuitamente le istruzioni per l’uso per come procedere per giungere quanto prima ad individuare i responsabili di quanto accaduto ed ottenere oltre che le condanne dovute a carico di questi ultimi, dagli stessi o dalle compagnie assicurative che li tutelano – per quanto riguarda la responsabilità civile, il dovuto ristorno economico e per capire come sia opportuno o meno tenere contatti diretti o indiretti con queste persone.

Il CODACONS, che ha titolo per costituirsi quale parte civile in tutti i procedimenti penali  legati ai contagi da SARS-CoV-2, organizzerà la riunione che si terrà sabato 30.05.2020 alle ore 11.00 sulla piattaforma ZOOM e per potervi avere accesso sarà necessario inviare entro le ore 9.00 del medesimo giorno un email all’indirizzo info@studiolegaleauderesemper.it inviando in allegato un documento comprovante la proprio qualità di ammalato Covid o di decesso di un proprio parente da Covid sottoscrivendo ed inviando al medesimo indirizzo di posta elettronica la liberatoria privacy scaricabile dal sito www.codaconsemiliaromagna.it

Il CODACONS rinvierà a chi vuole partecipare un link di accesso alla riunione con relativa password.

Per chi non fosse munito di strumentazione idonea potrà inviare una comunicazione alla sede del CODACONS Emilia Romagna (codacons.emiliaromagna@gmail.com ) in cui segnalare l’interesse a partecipare alla prima riunione pubblica che si terrà fisicamente in apposita sala non appena possibile.

Presidente Codacons Emilia Romagna –  Avv. Bruno Barbieri

Referenti comitati vittime Covid provincia di Parma, Modena e Bologna 

I referenti dei comitati dei familiari vittime Covid delle province di Bologna, Modena e di Parma hanno chiesto al CODACONS di organizzare una call aperta a tutti i familiari delle vittime o di persone che hanno subito dei ricoveri o conseguenze sanitarie dal virus Covid Sars 2 la fine di potere realizzare, in un momento storico in cui è difficile tenere in sicurezza una assemblea pubblica, un momento di confronto destinato  a raccogliere le testimonianze e le richieste di aiuto da parte di tutti coloro che dubitano o hanno ragione di credere che l’aver contratto il virus SARS covid 2 sia stata la diretta o indiretta conseguenza del mancato rispetto delle regole di distanziamento sociale nei luoghi di ricovero in strutture pubbliche o private o sui luoghi di lavoro. Si tratta  di organizzare una sorta di piazza virtuale riservata a tali persone ( con l’esclusione per ora in tale ambito degli organi di stampa ) dove potersi confrontare ed avere le prima indicazioni utili su come porsi rispetto a coloro che potrebbero essere a capo delle strutture private e/o  pubbliche responsabili dei contagi.  I comitati organizzatori ritengono  e così anche il CODACONS,  che sia opportuno concentrarsi  e coordinarsi al massimo per tentare di aiutare le Procure della Repubblica preso i singoli Tribunali ad accertare i fatti e le eventuali responsabilità dei contagi partendo dalle singole strutture e/o luoghi di lavoro per risalire la catena di comando quando occorra anche agli  enti territoriali o governativi.

In questa fase, pertanto, la riunione su internet  sarà dedicata ad allargare quanto più possibile  gli aderenti ai comitati e per fornire ai partecipanti alla call gratuitamente le istruzioni per l’uso per come procedere  per giungere quanto prima ad individuare i responsabili  di quanto accaduto ed ottenere oltre che le condanne dovute a carico di questi ultimi anche per ottenere quanto prima dagli stessi o dalle compagnie assicurative che li tutelano, per quanto riguarda la responsabilità civile, il dovuto ristorno economico e per capire se e come sia opportuno o meno tenere contatti diretti o indiretti con queste persone .

Il CODACONS che ha titolo per costituirsi quale parte civile in tutti i procedimenti penali  legati ai contagi da Sars Covid 2 organizzerà la riunione che si terrà sabato 30.05.2020   alle ore 11,00 sulla piattaforma ZOOM e per potervi avere accesso sarà necessario inviare fino alle ore 9,00 del medesimo giorno una email all’indirizzo segreteria01@studiolegaleauderesemper.it inviando in allegato un documento comprovante la proprio qualità di ammalato covid o di decesso di un proprio parente da covid sottoscrivendo ed inviando al medesimo indirizzo di posta elettronica la liberatoria privacy scaricabile dal sito del CODACONS Emilia Romagna.

Il CODACONS  rinvierà a chi vuole partecipare un link di accesso alla riunione con relativa password.

Per chi non fosse munito di strumentazione idonea potrà inviare una comunicazione alla sede del  CODACONS Emilia Romagna in cui segnalare l’interesse a partecipare alla prima riunione pubblica che si terrà fisicamente in apposita sala non appena possibile     

Presidente Codacons Emilia Romagna  Avv. Bruno Barbieri

Referenti comitati vittime covid provincia di Parma , Modena e Bologna 

Sono sempre di più i familiari delle vittime Covid o di infettati Covid che si stanno rivolgendo individualmente o già organizzati in comitati al CODACONS Emilia Romagna per chiedere di essere aiutati nella redazione di esposti o di integrazione di esposti diretti alle Procure della Repubblica sul territorio Emiliano Romagnolo ed il CODACONS, che è anch’esso parte lesa in queste vicende, ha deciso di aderire a tale richieste di aiuto svolgendo in questa fase un’attività di affiancamento ai familiari delle vittime ed ai contagiati Covid tramite una serie di indicazione per la redazione degli esposti pubblicate sul sito nazionale nonché di messa in contatto e coordinamento fra i vari comitati esistenti o costituendi. In questa fase, infatti, è bene che si tenga sia una certa condotta nei confronti dei dirigenti delle strutture dove si sono verificati dei decessi o dei contagi nonché è opportuna l’individuazione e segnalazione alla Procura di tutte le persone informate sui fatti che, se sentite, possano aiutare allo sviluppo delle singole indagini.

Il CODACONS, che ha in queste settimane inoltrato alle Procure di diversi Tribunali nella Regione più esposti aventi ad oggetto le vicenda relative alle singole strutture dove si sono registrati decessi o contagi  Covid, resta disponibile ad aiutare chi ne abbia bisogno ma i contatti con l’associazione stante l’emergenza Covid in questa fase non avverranno di persona presso le sedi CODACONS ma tramite contatti email o telefonici salvo all’occorrenza a procedere con ricevimenti presso le sedi previo appuntamento e segnala che sul proprio sito nazionale è presente il questionario da compilare (link: https://codacons.it/wp-content/uploads/2020/04/Questionario-definitivo-def.docx), da allegare ai singoli esposti individuali e da inviare volendo in copia al CODACONS.

Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri