Sono sempre di più i familiari delle vittime Covid o di infettati Covid che si stanno rivolgendo individualmente o già organizzati in comitati al CODACONS Emilia Romagna per chiedere di essere aiutati nella redazione di esposti o di integrazione di esposti diretti alle Procure della Repubblica sul territorio Emiliano Romagnolo ed il CODACONS, che è anch’esso parte lesa in queste vicende, ha deciso di aderire a tale richieste di aiuto svolgendo in questa fase un’attività di affiancamento ai familiari delle vittime ed ai contagiati Covid tramite una serie di indicazione per la redazione degli esposti pubblicate sul sito nazionale nonché di messa in contatto e coordinamento fra i vari comitati esistenti o costituendi. In questa fase, infatti, è bene che si tenga sia una certa condotta nei confronti dei dirigenti delle strutture dove si sono verificati dei decessi o dei contagi nonché è opportuna l’individuazione e segnalazione alla Procura di tutte le persone informate sui fatti che, se sentite, possano aiutare allo sviluppo delle singole indagini.

Il CODACONS, che ha in queste settimane inoltrato alle Procure di diversi Tribunali nella Regione più esposti aventi ad oggetto le vicenda relative alle singole strutture dove si sono registrati decessi o contagi  Covid, resta disponibile ad aiutare chi ne abbia bisogno ma i contatti con l’associazione stante l’emergenza Covid in questa fase non avverranno di persona presso le sedi CODACONS ma tramite contatti email o telefonici salvo all’occorrenza a procedere con ricevimenti presso le sedi previo appuntamento e segnala che sul proprio sito nazionale è presente il questionario da compilare (link: https://codacons.it/wp-content/uploads/2020/04/Questionario-definitivo-def.docx), da allegare ai singoli esposti individuali e da inviare volendo in copia al CODACONS.

Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

Il CODACONS Emilia Romagna informato dalla Presidente del Comitato per difesa degli Alberi di Bologna e Provincia ( che è comitato aderente al CODACONS) che il Comune di Molinella ha commissionato con inizio lavori per la giornata di lunedì mattina 18 maggio 2020 l’inizio dell’abbattimento di n.32 tigli sulla Via Andrea Costa ma che:

  1. Da una perizia redatta dal Prof. Aldo Zecchini D’Aulerio, già docente dell’Alma Mater Studiorum, facoltà di Agraria di Patologia Vegetale, Patologia delle Piante Ornamentali, Patologia Vegetale Micologica e Micologia Scientifica e già responsabile del progetto del verde urbano per il Comune di Giulianova (TE). volta a verificare lo stato di salute dei n.32 Tigli situati sulla Via Costa nel territorio del Comune di Molinella si legge:
  2. Che il l’ordinanza del Comune deve considerarsi in ogni caso illegittima in quanto non riporta alcuna motivazione sulla necessità di procedere all’abbattimento di n.32 Tigli violando gli obblighi motivazionali che devono essere alla base di qualsiasi provvedimento della Pubblica Amministrazione;
  3. Che l’illegittimità deriva inoltre dalla contraddittorietà insanabile tra il tempo riconosciuto ai cittadini di impugnare detto provvedimento e l’inizio delle operazioni di abbattimento da iniziarsi nella giornata di lunedì 18 maggio 2020 ore 8,30;
  4. che una volta realizzato l’abbattimento, anche sulla base di un provvedimento illegittimo al di là delle responsabilità di carattere contabile per i costi dell’abbattimento, si determinerebbe un danno grave e irreparabile;
  5. Che l’esecuzione dell’ordinanza contestata oltre a determinare un danno grave e irreparabile stante l’età e le dimensioni degli alberi che si vorrebbero abbattere ed il contributo degli stessi a ripulire l’aria nonché in termini di arredo urbano, determinerebbe un ulteriore danno grave ed irreparabile in questo periodo dell’anno anche perché nuocerebbe alla nidificazione degli uccelli proprio sulle piante oggetto di abbattimento;
  6. Che la perizia allegata individua in sole nove piante la presenza di patologie che potrebbero nel tempo giustificarne, senza alcuna urgenza, un intervento di abbattimento;

Per tali motivi il CODACONS ha chiesto formalmente a mezzo di diffida al Sindaco di non procedere oltre se non previo confronto sulle risultanze tecnico scientifiche illustrate dal prof, Zecchini D’Aulerio ed in ogni caso di non procedere a questi abbattimenti di alberi che non parrebbe avere alcun pericolo di cauta in una fase di nidificazione di molte specie di uccelli che in questi tigli trovano riparo.

Ciò nonostante da notizie appena giunte da Molinella parrebbe che il Sindaco abbia dato lo stesso avvio ai lavori dimostrando in questo caso la sua insensibilità ai problemi ambientali

Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv Bruno Barbieri

Verso l’istituzione della Consulta comunale del Verde: diverse associazioni lo chiedono al Consiglio comunale di Bologna

Il Comitato per la difesa degli alberi della provincia di Bologna e Provincia (aderente al Codacons Bologna) e STAI Stop Taglio Alberi Italia hanno elaborato e presentato la proposta di regolamento per l’istituzione della Consulta del Verde alla Commissione Consiliare Territorio e Ambiente del Comune di Bologna che si è riunita la scorsa settimana.

Nel frattempo, cresce il numero delle associazioni che la sostengono: Legambiente, WWF, LIPU, LAC e ISDE Associazione Italiana Medici per l’Ambiente.

La Consulta del Verde avrà funzioni propositive, oltre che consultive, e potrà fornire contributi utili al Comune per ogni iniziativa in ambito di tutela e gestione del verde pubblico e privato.

La spinta a proporre l’istituzione di un organo di questo tipo, a cui potranno partecipare tutte le realtà associative che abbiano tra le loro finalità la tutela dell’ambiente, il ripristino e la valorizzazione del patrimonio arboreo del comune di Bologna, nasce dalla richiesta di numerosi cittadini, ricorsi al Comitato, che in questi mesi hanno visto effettuare interventi importanti sulle alberature presenti in città senza aver potuto partecipare alla determinazione di tali scelte.

Come riportato nello Statuto, il Comune di Bologna garantisce e valorizza il diritto di cittadini e associazioni a concorrere allo svolgimento e al controllo delle attività poste in essere dall’amministrazione, favorendone l’iniziativa nella cura dei beni comuni (art. 2) e promuovendone una partecipazione propositiva anche attraverso consulte tematiche (art. 4).

La Consulta del Verde, se verrà realizzata, come parrebbe dall’orientamento formatosi sino ad oggi all’interno della Commissione Territorio e Ambiente, costituirà un importante strumento di  confronto per cittadini ed associazioni e di proposta costruttiva per il Comune, avvalendosi di competenze tecniche e specialistiche,  ma comunque operando in maniera completamente volontaristica e gratuita, dunque senza alcuna spesa per l’ente.

La Consulta del Verde di Bologna potrà fungere da modello per un nuovo paradigma di gestione del verde pubblico e privato anche per tanti altri comuni a livello nazionale, e raccoglierà le nuove disposizioni governative, tra cui il recentissimo  Decreto del  Ministero dell’Ambiente del 10 marzo scorso (CAM), un importante passo avanti nella tutela e valorizzazione del patrimonio arboreo urbano.

Per tali motivi le associazioni Legambiente, WWF, LIPU, LAC, ISDE, Comitato per la difesa degli alberi della provincia di Bologna e Provincia (aderente a Codacons) e STAI Stop Taglio Alberi Italia, invitano i consiglieri comunali a prendere al più presto in considerazione la proposta di costituzione della Consulta del Verde e continueranno ad attivarsi per sostenere il raggiungimento di questo obiettivo.

Comitati ed Associazioni promotori

Comitato per la difesa degli alberi della provincia di Bologna e provincia aderente a Codacons e

STAI Stop Taglio Alberi Italia, Legambiente, WWF, LIPU, LAC e ISDE.

Comitati ed Associazioni

  • Comitato Tutela Alberi Bologna e Provincia è costituito da un gruppo di cittadini che ritiene la cura e la conservazione degli alberi – e del  verde in generale – quale elemento fondamentale per la tutela del benessere delle persone. Si impegna a porre in essere attività volte a tutelare il patrimonio arboreo ed a segnalare qualsiasi iniziativa che non sia idonea a limitare il fenomeno dell’inquinamento dell’aria, supportato da tecnici qualificati,  dialogando con la Pubblica Amministrazione e cercando di indirizzare le scelte di quest’ultima  verso azioni di ripristino e implementazione  del  patrimonio arboreo  pubblico  e Il Comitato è aggregato al rispettivo Nucleo Regionale e Provinciale STAI e, alcuni suoi membri, partecipano al Comitato di Coordinamento Nazionale.

Contatto

Anna Petrucci, Presidente, direttivo@comitatotutelalberibolgna.it, https://urly.it/35cdt

  • STAI-Stop Taglio Alberi Italia | Comitato di Coordinamento Nazionale è un comitato spontaneo espressione della società civile, nato nel  luglio 2019 per tutelare  i diritti fondamentali e le risorse del nostro Paese, con particolare riguardo agli alberi esistenti nelle diverse tipologie di contesti (urbano, periurbano,  rurale e boschivo).  STAI promuove inoltre  un modello esistenziale alternativo centrato sul rispetto e valorizzazione  delle risorse  Il suo gruppo fb di riferimento conta + 20.000 membri e + 95.000 contatti. STAI è strutturata in Nuclei Regionali e Provinciali attualmente dislocati su 18 regioni. È dotata di un Comitato Scientifico e di 16 gruppi di studio tematici. Collabora con numerose associazioni di rilevanza nazionale e comitati ed associazioni locali. Tra questi LIPU, ISDE Italia-Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, MDS-Movimento Decrescita Felice, GUFI e LAC.

Contatti

Marco Menghini, Promotore e Referente nazionale STAI (https://urly.it/35cdn) stai.cordinamento@gmail.com; info@staitaglioalberitalia.it

Matteo Della Negra, Membro Comitato Coordinamento Centrale di STAI, Referente Regionale Nucleo Regionale STAI Toscana, Presidente  Comitato Grosseto  al Centro, matteodellanegra@hotmail.com, https://urly.it/35cdk

CODACONS

Il Coordinamento delle associazioni per la difesa  dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, comunemente conosciuto come Codacons,  è un’associazione  senza fini di lucro, nata nel 1986 in difesa dei consumatori e dell‘ambiente.

Contatti

Bruno Barbieri, Referente CODACONS Bologna, Vicepresidente CODACONS info@codacons.emiliaromagna.it

www.codacons.it

Legambiente

Associazione ambientalista italiana erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucle-are che si sviluppò in Italia e in  tutto  il mondo  occidentale nella  seconda  metà degli anni settanta.

Contatti

Claudio Dellucca, Referente Legambiente Bologna, cldellu@gmail.com

WWF Bologna Metropolitana

Rappresentanza di WWF Italia a sua volta connessa con WWF International, è una delle principali associazioni ambientaliste a livello internazionale.

Contatti

Michele Vignodelli, Referente WWF Bologna Metropolitana, michele.vignodelli@iol.it

LIPU BIRD LIFE

La Lega Italiana Protezione Uccelli è un’associazione ambientalista italiana, fondata nel 1965 con lo scopo principale di promuovere la salvaguardia della fauna selvatica e dei loro  ambienti e anche di conservare la natura mediante l’educazione ambientale e la tutela della biodiversità italiana.

Contatti

Caselli Nadia, Referente LIPU Bologna, lipubo@gmail.com www.lipu.it

ISDE Italia – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente

È nata nel 1989 da un gruppo di medici italiani consapevoli che per garantire la salute di ciascuno, i medici devono occuparsi anche della salute dell’ambiente in cui viviamo, sia come medici che come abitanti della terra.

Contatti

Daniele Agostini, Referente ISDE Bologna, isdebo@gmail.com www.isde.it

LAC (Lega Abolizione Caccia)

Associazione nazionale per l’abolizione della caccia e salvaguardia di ogni specie animale e tutela ambientale.

Contatti

Dino Vecchi, Referente LAC Emilia Romagna lacemiliaromagna@abolizionecaccia.it www.abolizionecaccia.it/

Bologna, 27 aprile 2020

Vedi allegato

Negligente gestione della pandemia

Se ritieni di essere stato danneggiato dal Coronavirus a causa della negligente gestione della pandemia e della mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale esistente sin dall’anno 2006. https://codacons.it/pandemia-coronavirus/

Pubblicato da Codacons Emilia Romagna su Venerdì 10 aprile 2020

Scarica il questionario da inviare alla Procura della Repubblica competente per territorio, se ritieni di essere stato danneggiato dal Coronavirus a causa della negligente gestione della pandemia e della mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale esistente sin dall’anno 2006.

Per la mancata corretta gestione dell’emergenza sanitaria, il Codacons ha presentato un esposto alle 104 procure italiane: sembrerebbe infatti che non sia stato rispettato il Piano Pandemico Nazionale esistente dal lontano anno 2006. Il Codacons ha pertanto chiesto alle Autorità Giudiziarie di predisporre tutti i controlli necessari ad accertare eventuali responsabilità e fattispecie di condotte penalmente rilevanti e, in caso affermativo, di verificare l’autore e/o gli autori delle negligenti azioni per, conseguentemente, esperire nei loro confronti l’azione penale per tutti quei reati che riterranno ravvisabili.


Purtroppo dalla cronaca sono evidenti a tutti i casi dei decessi avvenuti nelle abitazioni e negli ospedali: tali morti potrebbero essere la conseguenza delle inadeguatezze del sistema sanitario nazionale laddove le Autorità competenti non si siano adoperate tempestivamente anche dotandosi dei mezzi adeguati per fronteggiare l’emergenza dettata dal Corona Virus. Nel caso, purtroppo, le eventuali e da accertare inefficienze del sistema sanitario nazionale avrebbero concorso a causare le morti da COVID-19 per la mancanza del numero adeguato di strumenti e di strutture necessarie alla cura dei pazienti affetti dal virus.

Decessi altrimenti evitabili se si fosse in possesso di quanto necessario alla cura dei pazienti e se lo Stato si fosse prontamente preparato all’emergenza in tempo utile, considerato che già dal mese di dicembre 2019 apparsero le prime notizie sul Coronavirus proveniente dalla Cina ed il 30 gennaio 2020  l’OMS dichiarava lo stato di allerta internazionale per l’emergenza Coronavirus.

Le Autorità competenti potrebbero, nel caso, essere chiamate a rispondere ai sensi dell’art. 40 comma 2 c.p. a titolo di responsabilità omissiva per i reati di epidemia colposa (ex combinato disposto degli artt. 438 e 452 c.p.), strage, omicidio colposo plurimo e omissione di soccorso.

Infatti lo Stato italiano doveva essere preparato ad anticipare la pandemia già ai sensi della DECISIONE N. 1082/2013/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 22 ottobre 2013 relativa alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e che abroga la decisione n. 2119/98/CE che appunto già nel 2013 aveva stabilito “norme in materia di sorveglianza epidemiologica, monitoraggio, allarme rapido e lotta contro le gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, compresa la pianificazione della preparazione e della risposta in relazione a tali attività, allo scopo di coordinare e integrare le politiche nazionali” mirando altresì “a sostenere la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri per migliorare la prevenzione e il controllo della diffusione di gravi malattie umane oltre le frontiere degli Stati membri e per lottare contro altre gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, allo scopo di contribuire a un elevato livello di protezione della sanità pubblica nell’Unione.”.

ln merito anche il  T.A.R. Napoli, sez. V, con Sentenza 02/12/2013, n. 5469, con riferimento al principio generale di precauzione cui si deve attenere anche lo Stato Italiano facente parte della Comunità Europea che mira ad assicurare un elevato livello di tutela della salute umana in un’ottica di prevenzione del danno ha chiarito che:

Il principio di precauzione può essere definito come un principio generale del diritto comunitario che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la salute pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente (..)”.

La situazione appare in tutta la sua gravità in particolare considerando che lo Stato Italiano si era dotato, già dal 2006, di un PIANO PANDEMICO (per visionarlo cliccare QUI) che prevedeva precipue misure da adottare in una fase pre-pandemica che, sembrerebbero invero non essere state adottate nella contingenza della situazione, e che di seguito, a titolo esemplificativo, si riportano con le relative indicazioni:

PERIODO INTERPANDEMICO (pag 12- lettera D) per le seguenti misure da adottare antecedenti all’esplosione della pandemia:

– Informazione sanitaria della popolazione per promuovere l’adozione delle comuni norme igieniche, che includono:

o lavarsi spesso le mani,

o pulire le superfici domestiche con normali prodotti detergenti

o coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce;

 – Adozione di misure per limitare la trasmissione delle infezioni in comunità (scuole, case di riposo, luoghi di ritrovo), quali evitare l’eccessivo affollamento e dotare gli ambienti di adeguati sistemi di ventilazione.

– Preparazione di appropriate misure di controllo della trasmissione dell’influenza pandemica in ambito ospedaliero:

o Approvvigionamento dei DPI per il personale sanitario

o Controllo del funzionamento dei sistemi di sanificazione e disinfezione; o Individuazione di appropriati percorsi per i malati o sospetti tali

o Censimento delle disponibilità di posti letto in isolamento e di stanze in pressione negativa

o Censimento delle disponibilità di dispositivi meccanici per l’assistenza ai pazienti.

Fase di allerta (Fasi 3-5)

 In questa fase, le azioni sono mirate a migliorare il sistema di sorveglianza della sindrome influenzale, a mettere a punto ulteriori attività per il riconoscimento tempestivo di casi di influenza nell’uomo associati a nuovi virus influenzali ed alla descrizione di una eventuale pandemia, secondo quanto elencato di seguito:

– attivare, ove ci siano casi sospetti, immediata ed approfondita indagine epidemiologica da parte della ASL, secondo protocolli pre-definiti

 – fornire alle ASL ed alle Regioni il supporto dello staff del CCM e dell’Istituto Superiore di sanità (ISS)

 – definire ed attuare protocolli di sorveglianza dei: o cluster di sindrome influenzale potenzialmente attribuibili a virus pandemico, sia tramite i medici di medicina generale e i pediatri di famiglia, che gli Istituti di ricovero o cluster di morti inattese per ILI/ IRA in strutture di ricovero e cura

– rilevare settimanalmente il numero di accessi al PS e il numero di ricoveri in un campione di comuni

– rilevare settimanalmente la mortalità totale in un campione di comuni – definire i protocolli per la sorveglianza sentinella dei tassi di assenteismo lavorativo e scolastico in alcuni siti selezionati, es. grandi fabbriche, allevamenti avicoli e scuole ubicati in diverse aree del paese (..).

Al contrario di quanto previsto dal Piano Pandemico, il primo provvedimento per fronteggiare l’emergenza sanitaria veniva emesso soltanto in data 23 febbraio 2020 con D.L. n. 6 del 2020 con cui il Governo semplicemente invitava le Autorità locali ad adottare misure di contenimento del COVID-19.

Dopodiché, a Pandemia ormai conclamata, veniva emanato, soltanto in data 4 marzo 2020 il DPCM di pari data, a mezzo del quale venivano adottate più incisive misure di contrasto e contenimento del diffondersi del COVID-19 cui seguivano il DPCM dell’8 marzo 2020 che dichiarava la quarantena unicamente per la Regione Lombardia e le province limitrofe e il DPCM del 9 marzo 2020 che dichiarava la quarantena per l’intero territorio nazionale.

Quindi dal 30 gennaio 2020 si è agito in concreto unicamente in data 9 marzo 2020.

SE RITIENI CHE UN TUO FAMILIARE-UN AMICO SIA VITTIMA DELLE NEGLIGENZE NELLA GESTIONE PANDEMICA DEL CORONAVIRUS, PUOI DENUNCIARE IL CASO FAMILIARE VERIFICATOSI anche al fine di contribuire all’analisi dei fatti per scopi statistici, compilando il questionario-segnalazione.

Scarica il questionario sul sito da inviare alla Procura della Repubblica competente per territorio, se ritieni di essere stato danneggiato dal Coronavirus a causa della negligente gestione della pandemia e della mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale esistente sin dall’anno 2006.

La compilazione e l’invio alla Procura del Questionario servirà per acclarare la responsabilità dei decessi per omesso o tardivo ricovero e cura.

Puoi anche inviare il questionario al Codacons per scopi statistici, all’indirizzo covid@codacons.org. I dati contenuti nelle risposte al questionario verranno trattati in modo anonimo e aggregato e potranno essere comunicati alle Autorità competenti solo previo consenso dell’interessato o per motivi di legge (ad es. indagini giudiziarie, tutela della salute ed incolumità pubblica).

Si  può aderire alla segnalazione anche chiamando il numero verde gratuito 800.582493 e riempire il questionario con gli operatori in linea.

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS EMILIA ROMAGNA

Avv. Bruno Barbieri

IL CODACONS IN PRIMA FILA CONTRO LE NEGLIGENZE NELLA GESTIONE DELLA PANDEMIA COVID-19

Scarica il questionario da inviare alla Procura della Repubblica competente per territorio, se ritieni di essere stato danneggiato dal Coronavirus a causa della negligente gestione della pandemia e della mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale esistente sin dall’anno 2006.

Per la mancata corretta gestione dell’emergenza sanitaria, il Codacons ha presentato un esposto alle 104 procure italiane: sembrerebbe infatti che non sia stato rispettato il Piano Pandemico Nazionale esistente dal lontano anno 2006. Il Codacons ha pertanto chiesto alle Autorità Giudiziarie di predisporre tutti i controlli necessari ad accertare eventuali responsabilità e fattispecie di condotte penalmente rilevanti e, in caso affermativo, di verificare l’autore e/o gli autori delle negligenti azioni per, conseguentemente, esperire nei loro confronti l’azione penale per tutti quei reati che riterranno ravvisabili.


Purtroppo dalla cronaca sono evidenti a tutti i casi dei decessi avvenuti nelle abitazioni e negli ospedali: tali morti potrebbero essere la conseguenza delle inadeguatezze del sistema sanitario nazionale laddove le Autorità competenti non si siano adoperate tempestivamente anche dotandosi dei mezzi adeguati per fronteggiare l’emergenza dettata dal Corona Virus. Nel caso, purtroppo, le eventuali e da accertare inefficienze del sistema sanitario nazionale avrebbero concorso a causare le morti da COVID-19 per la mancanza del numero adeguato di strumenti e di strutture necessarie alla cura dei pazienti affetti dal virus.

Decessi altrimenti evitabili se si fosse in possesso di quanto necessario alla cura dei pazienti e se lo Stato si fosse prontamente preparato all’emergenza in tempo utile, considerato che già dal mese di dicembre 2019 apparsero le prime notizie sul Coronavirus proveniente dalla Cina ed il 30 gennaio 2020  l’OMS dichiarava lo stato di allerta internazionale per l’emergenza Coronavirus.

Le Autorità competenti potrebbero, nel caso, essere chiamate a rispondere ai sensi dell’art. 40 comma 2 c.p. a titolo di responsabilità omissiva per i reati di epidemia colposa (ex combinato disposto degli artt. 438 e 452 c.p.), strage, omicidio colposo plurimo e omissione di soccorso.

Infatti lo Stato italiano doveva essere preparato ad anticipare la pandemia già ai sensi della DECISIONE N. 1082/2013/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 22 ottobre 2013 relativa alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e che abroga la decisione n. 2119/98/CE che appunto già nel 2013 aveva stabilito “norme in materia di sorveglianza epidemiologica, monitoraggio, allarme rapido e lotta contro le gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, compresa la pianificazione della preparazione e della risposta in relazione a tali attività, allo scopo di coordinare e integrare le politiche nazionali” mirando altresì “a sostenere la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri per migliorare la prevenzione e il controllo della diffusione di gravi malattie umane oltre le frontiere degli Stati membri e per lottare contro altre gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, allo scopo di contribuire a un elevato livello di protezione della sanità pubblica nell’Unione.”.

ln merito anche il  T.A.R. Napoli, sez. V, con Sentenza 02/12/2013, n. 5469, con riferimento al principio generale di precauzione cui si deve attenere anche lo Stato Italiano facente parte della Comunità Europea che mira ad assicurare un elevato livello di tutela della salute umana in un’ottica di prevenzione del danno ha chiarito che:

Il principio di precauzione può essere definito come un principio generale del diritto comunitario che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la salute pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente (..)”.

La situazione appare in tutta la sua gravità in particolare considerando che lo Stato Italiano si era dotato, già dal 2006, di un PIANO PANDEMICO (per visionarlo cliccare QUI) che prevedeva precipue misure da adottare in una fase pre-pandemica che, sembrerebbero invero non essere state adottate nella contingenza della situazione, e che di seguito, a titolo esemplificativo, si riportano con le relative indicazioni:

PERIODO INTERPANDEMICO (pag 12- lettera D) per le seguenti misure da adottare antecedenti all’esplosione della pandemia:

– Informazione sanitaria della popolazione per promuovere l’adozione delle comuni norme igieniche, che includono:

o lavarsi spesso le mani,

o pulire le superfici domestiche con normali prodotti detergenti

o coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce;

 – Adozione di misure per limitare la trasmissione delle infezioni in comunità (scuole, case di riposo, luoghi di ritrovo), quali evitare l’eccessivo affollamento e dotare gli ambienti di adeguati sistemi di ventilazione.

– Preparazione di appropriate misure di controllo della trasmissione dell’influenza pandemica in ambito ospedaliero:

o Approvvigionamento dei DPI per il personale sanitario

o Controllo del funzionamento dei sistemi di sanificazione e disinfezione; o Individuazione di appropriati percorsi per i malati o sospetti tali

o Censimento delle disponibilità di posti letto in isolamento e di stanze in pressione negativa

o Censimento delle disponibilità di dispositivi meccanici per l’assistenza ai pazienti.

Fase di allerta (Fasi 3-5)

 In questa fase, le azioni sono mirate a migliorare il sistema di sorveglianza della sindrome influenzale, a mettere a punto ulteriori attività per il riconoscimento tempestivo di casi di influenza nell’uomo associati a nuovi virus influenzali ed alla descrizione di una eventuale pandemia, secondo quanto elencato di seguito:

– attivare, ove ci siano casi sospetti, immediata ed approfondita indagine epidemiologica da parte della ASL, secondo protocolli pre-definiti

 – fornire alle ASL ed alle Regioni il supporto dello staff del CCM e dell’Istituto Superiore di sanità (ISS)

 – definire ed attuare protocolli di sorveglianza dei: o cluster di sindrome influenzale potenzialmente attribuibili a virus pandemico, sia tramite i medici di medicina generale e i pediatri di famiglia, che gli Istituti di ricovero o cluster di morti inattese per ILI/ IRA in strutture di ricovero e cura

– rilevare settimanalmente il numero di accessi al PS e il numero di ricoveri in un campione di comuni

– rilevare settimanalmente la mortalità totale in un campione di comuni – definire i protocolli per la sorveglianza sentinella dei tassi di assenteismo lavorativo e scolastico in alcuni siti selezionati, es. grandi fabbriche, allevamenti avicoli e scuole ubicati in diverse aree del paese (..).

Al contrario di quanto previsto dal Piano Pandemico, il primo provvedimento per fronteggiare l’emergenza sanitaria veniva emesso soltanto in data 23 febbraio 2020 con D.L. n. 6 del 2020 con cui il Governo semplicemente invitava le Autorità locali ad adottare misure di contenimento del COVID-19.

Dopodichè, a Pandemia ormai conclamata, veniva emanato, soltanto in data 4 marzo 2020 il DPCM di pari data, a mezzo del quale venivano adottate più incisive misure di contrasto e contenimento del diffondersi del COVID-19 cui seguivano il DPCM dell’8 marzo 2020 che dichiarava la quarantena unicamente per la Regione Lombardia e le province limitrofe e il DPCM del 9 marzo 2020 che dichiarava la quarantena per l’intero territorio nazionale.

Quindi dal 30 gennaio 2020 si è agito in concreto unicamente in data 9 marzo 2020.

SE RITIENI CHE UN TUO FAMILIARE-UN AMICO SIA VITTIMA DELLE NEGLIGENZE NELLA GESTIONE PANDEMICA DEL CORONAVIRUS, PUOI DENUNCIARE IL CASO FAMILIARE VERIFICATOSI anche al fine di contribuire all’analisi dei fatti per scopi statistici, compilando il questionario-segnalazione.

Scarica il questionario sul sito da inviare alla Procura della Repubblica competente per territorio, se ritieni di essere stato danneggiato dal Coronavirus a causa della negligente gestione della pandemia e della mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale esistente sin dall’anno 2006.

La compilazione e l’invio alla Procura del Questionario servirà per acclarare la responsabilità dei decessi per omesso o tardivo ricovero e cura.

Puoi anche inviare il questionario al Codacons per scopi statistici, all’indirizzo covid@codacons.org. I dati contenuti nelle risposte al questionario verranno trattati in modo anonimo e aggregato e potranno essere comunicati alle Autorità competenti solo previo consenso dell’interessato o per motivi di legge (ad es. indagini giudiziarie, tutela della salute ed incolumità pubblica).

Si  può aderire alla segnalazione anche chiamando il numero verde gratuito 800.582493 e riempire il questionario con gli operatori in linea.

COMUNICATO STAMPA

06 APRILE 2020


  

Il CODACONS EMILIA ROMAGNA, ritiene che in questa delicata fase della vita del nostro Paese, a fronte di più segnalazioni di esercenti che approfittandosene della situazione venutasi a creare, fanno lievitare i prezzi di alcuni generi alimentari e prodotti, ritiene che sia quanto mai urgente e necessario istituire un osservatorio dei prezzi regionale munito del potere ed autorità necessaria per poter imporre sanzioni a coloro che verranno sorpresi ad approfittarsi della situazione di bisogno dei consumatori.

L’osservatorio formato da esponenti di tutte le categorie sociali convolte (ass. consumatori, rappresentanti degli esercenti e del commercio), dovrebbe poter applicare sanzioni ammnistrative come le chiusure temporanea degli esercizi oltre che sanzioni pecuniarie a carico ei titolari degli esercizi commerciali che sorpresi a speculare sui prezzi delle derrate e dei prodotti.

Stanno emergendo in questa delicata fase soggetti che approfittano della paura dei cittadini, anche sul piano commerciale oltre che su quello comunicativo (notizie false) che in questo periodo “disturbano” la serenità dei cittadini provocando un senso di paura che scaturiscono in atti di accaparramento di beni alimentari e di veri e propri assalti ai supermercati. Si chiede alla Regione di attivare le appropriate disposizioni di contrasto a tale sistema speculativo

Aderendo alla proposta di legge della Regione Toscana in cui si sollecita l’istituzione di -Osservatorio presso la Giunta regionale per il monitoraggio dei prezzi dei beni essenziali nelle situazioni di emergenza e con la rappresentanza delle Associaz. consumatori e Associaz. produttive e del commercio.

-Osservatorio per il controllo delle comunicazioni volto al monitoraggio delle false notizie che possono produrre allarme sociale

-Sollecitare il Governo a condividere tali disposizioni affinché in caso di crisi sanitarie e umanitarie anche in futuro si creino alleanze virtuose per impedire che la distribuzione di materiale sanitario, vaccini, antivirali e in taluni casi di beni essenziali (acqua, bene comune UNESCO 2006) non siano subordinate agli interessi economici e di profitto e in alcuni casi ai vincoli di bilancio.

Con l’auspicio che l’intervento dello Stato possa rendere più efficaci gli interventi antispeculativi a difesa della persona sul piano giuridico – legislativo e penale.

Si invitano in ogni caso tutti i cittadini che notano aumenti ingiustificati dei prezzi a segnalarcelo in modo da permetterci di intervenire.   

CODACONS Emilia Romagna

In persona del Presidente

Avv. Bruno Barbieri

COMUNICATO STAMPA

28 febbraio 2020

Economia

IL CODACONS SI COSTITUIRA’ QUALE PERSONA OFFESA PRESSO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DEL TRIBUNALE DI BOLOGNA NEL PROCEDIMENTO PENALE RELATIVO ALL’ASSICURATORE INFEDELE ED AFFIANCHERA’ PER UNA FUTURA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE COLLETTIVA I DANNEGGIATI    

Il CODACONS BOLOGNA preso atto delle notizie apparse sui quotidiani circa l’operato di un broker infedele che operava per una compagnia assicurativa che si sarebbe illegittimamente appropriato delle somme versate dai clienti per il pagamento di polizze assicurative per oltre 1,6  milioni di euro, ha deciso, così come ha già fatto in passato per altri casi analoghi di depositare la propria nomina di persona offesa e di procedere, per chi ne farà richiesta a tenere i contatti con la compagnia assicurativa per la quale il broker operava la quale sarà tenuta a risarcire i danni procurati da quest’ultimo.  Il CODACONS, inoltre,  si rende in ogni caso disponibile, per chi lo vorrà, in caso di richiesta di rinvio a giudizio di detto Broker, ad organizzare una costituzione di parte civile di fatto collettiva di tutti i danneggiati.

Chi fosse interessato può contattare il numero verde 800 050800  oppure scrivere a info@codacons.emiliaromagna.it o recarsi presso la sede del CODACONS sita in Bologna Via Emilia Ponente n.86       

Presidente CODACONS  Bologna

Avv. Bruno Barbieri

COMUNICATO STAMPA 26 febbraio 2020

Il CODACONS EMILIA ROMAGNA, preso atto del numero di persone contagiate dal Coronavirus che abitano sul territorio regionale ha inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, Modena e Piacenza, Rimini e Parma un esposto con cui pone all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria il comportamento tenuto nei giorni antecedenti al contagio manifestatosi in Italia dal Governo alla luce delle affermazioni fatte da chi nell’ambito medico epidemiologico aveva invocato da subito  un controllo alle frontiere e negli aeroporti con la necessitò di imporre la quarantena a tutti coloro che provenivano da Paesi extraeuropei dove si erano manifestati i focolai del contagio. I dubbi del CODACONS riguardano le scelte  Presidente del Consiglio dei Ministri, dal Ministro della Salute e dal Ministro degli Interni, i quali invece di provvedere da subito al blocco e controllo di tutti voli diretti ed indiretti provenienti dalla Cina (dove era localizzato il focolaio principale dell’infezione), hanno deciso di bloccare unicamente i voli diretti dalla Cina, e solo nei giorni successivi gli stessi hanno deciso di effettuare dei controlli da chi proveniva in via indiretta dalla Cina, tramite delle triangolazioni aeree. Dubbi sono stati sollevati stante il fatto che nonostante si sapesse per certo che il virus poteva non dare subito manifestazioni febbrili, anche sulla scelta di effettuare come unico controllo quello della temperatura dei passeggeri in arrivo, invece di disporre un periodo di quarantena per tutti gli entranti in Italia, che avessero soggiornato in località coincidenti con il focolaio dell’infezione (Cina ed altri Paesi limitrofi) controllo che si poteva fare e si può tuttora disporre oggi con dei semplici controlli dei timbri sul passaporto.

Tali comportamenti appaiono contradittori con le scelte di effettuare verifiche e conseguenti imposizioni di quarantena a coloro che abitano in Italia nei luoghi colpiti da focolai di infezione ed addirittura ai migranti provenienti da Paesi del nord Africa, dove di fatto ancora non ci sono grandi evidenze di focolai di coronavirus. Mentre si impongono giustamente una serie di limitazioni alla circolazione interna allo Stato Italiano non si limitano in modo efficace le vie di infezioni provenienti da Paesi in cui si trovano i principali focolai di contagio. Non è un caso che altri Paesi anche europei stiano vietando l’ingresso nei loro territori anche di cittadini Italiani oltre che cinesi o che impongano loro di stare in quarantena una volta entrati. Non è dato poi sapere che misure siano state adottate per la circolazione delle merci dentro i container o cargo aerei che provengono dai Paesi come la Cina, visto che il virus pare possa sopravvivere anche sugli oggetti per molte ore, così come nulla si sa in merito al controllo che viene effettuato sul personale di bordo di tali navi o aeromobili.  

Poiché il diffondersi dell’epidemia in Italia sta generando un numero di contagi ed un certo numero di morti, derivanti dal contagio e che alcuni di tali casi si sono verificati anche nella Regione Emilia Romagna, il CODACONS Emilia Romagna ha chiesto ai Procuratori della Repubblica di voler verificare se nei fatti sopra riportati, i cui riferimenti si trovano su tutti i mass media, si ravvisino o meno condotte penalmente rilevanti.

Inoltre stante le notizie apparse sui social media circa la riapertura da subito in Emilia Romagna di piscine e palestre nonostante le restrizioni decine sino all’1marzo 2020 il CODACONS Emilia Romagna ha chiesto al Presidente della Regione di verificare la correttezza di tali scelte da parte dei titolari di tali impianti sportivi. 

CODACONS Emilia Romagna

In persona del Presidente

Avv. Bruno Barbieri

COMUNICATO STAMPA 14-2-2020

by Redazione on

BANCA POPOLARE DI BARI IL CODACONS TORNA AD INCONTRARE GLI AZIONISTI E OBBLIGAZIONISTI DELLA BANCA (ANCHE GLI EX AZIONISTI TERCASS) E LI CONVOCA PER DUE ASSEMBLEE CHE SI TERRANO A TERAMO E BARI RISPETTIVAMENTE IL 21 E 22 FEBRRAIO 2020 E CON L’OCCASIONE INCONTRERA’ ANCHE GLI AZIONISTI DI ALITALIA

Per informare gli azionisti e/o gli obbligazionisti della Banca Popolare di Bari dello studio e delle valutazioni fatte dai legali del CODACONS circa gli strumenti, i rimedi e le iniziative più opportune da esperirsi nella vicenda Banca Popolare di Bari, nonché per illustrare e offrire i moduli delle prime istanze da inoltrare all’istituto bancario e agli altri potenziali soggetti coinvolti nella medesima vicenda, ma anche per consegnare le nomine, in qualità di persone offese, da depositare preso la Procura della Repubblica di Bari. Stante il notevole afflusso alle prime assemblee già tenutesi a Bari e Catanzaro lo scorso mese che non hanno permesso, per motivi di tempo e logistici, di raccogliere tutte le firme sulle procure e di dare riscontro a tutte le domande dei partecipanti o anche solo l’ingresso nella sala di riunione a tutti coloro che lo richiedevano: il CODACONS, come promesso, tornerà a Bari con i propri legali in una sala da 350 posti il giorno 22 febbraio 2020 dalle ore 15.00 alle ore 17.00 presso Hotel Majesty sito in via G. Gentile 97/B ed il giorno precedente a Teramo ovvero il 21 febbraio dalle ore 17.00 alle ore 19.00 presso l’Auditorium c/o Centro Multimediale/Parco della Scienza sita in via A. De Benedictis n.1, per incontrare in questo caso anche gli ex azionisti della TERCASS (oggi azionisti della Banca Popolare di Bari) e gli azionisti da subito della Banca Popolare di Bari.

Inoltre, stante gli sviluppi della vicenda legata alle indagini concluse nella vicenda ALITALIA da parte della Procura della Repubblica di Civitavecchia che vede come indagati n.21 ex dirigenti della società, con l’occasione il CODACONS in coda alle due assemblee di cui sopra e più precisamente a Teramo dalle ore 19.00 alle ore 20.00 ed a Bari dalle ore 19.00 alle ore 20.00 il CODACONS, tramite i proprio legali, renderà anche in questo caso le informative necessarie agli azionisti ALITALIA volte ad indicare le possibilità e modalità da seguire per tentare di recuperare eventuali perdite finanziarie subite dagli azionisti sui titoli ALITALIA acquistati dall’anno 2014 in avanti. 

Vice  Presidente Nazionale CODACONS

Avv. Bruno Barbieri