29 agosto 2016

COMUNICATO STAMPA

IL CODACONS ORGANIZZA UNA ASSEMBLEA PUBBLICA PER INCONTRARE GLI AZIONISTI CARIM S.P.A. ED ILLUSTRARE LORO LE POSSIBILITA’ DI OTTENERE IL RISARCIMENTO / RIMBORSO DELLE SOMME PERSE A CAUSA DELLA CADUTA DEL VALORE DELLE AZIONI DELLA BANCA 

Con l’approssimarsi della data di inizio del processo penale a carico di diversi ex amministratori della CARIM S.p.A. deciso dal G.U.P. (Giudice Udienza Preliminare) di Rimini, fissato per il giorno 20 settembre 2016, il CODACONS –  conscio dei problemi di comunicazione insorti a causa dell’ostacolo frapposto dagli attuali vertici di Banca CARIM S.p.A. al rilascio degli elenchi con gli indirizzi di tutti gli azionisti della banca, ostacolo superato ma con perdita di tempo prezioso nel tentativo di ovviare a tali carenze informative – ha deciso di organizzare altre assemblee pubbliche, dopo l’ultima organizzata il 25 agosto u.s. presso il Comune di Santarcangelo di Romagna.

RIMINI

31 agosto 2016 dalle ore 16,30 alle ore 19,30

c/o Palazzo del Turismo – Piazz.le Fellini n. 3

***

RICCIONE

1 settembre 2016 dalle ore 16,30 alle ore 19,30

c/o Sala Centro di Quartiere San Lorenzo – Via Bergamo n. 2

In tale occasione i legali del CODACONS risponderanno a tutte le domande e curiosità degli azionisti, oltre che raccogliere per chi sarà interessato gli incarichi per l’atto di costituzione di parte civile nel procedimento penale, volto a recuperare le somme perse a causa della caduta del valore negli anni scorsi delle azioni della CARIM S.p.A. e la condanna dei rinviati a giudizio, se riconosciuti colpevoli al termine del processo. Risarcimento che potrà in tal caso essere richiesto – per coloro che si saranno costituiti parte civile nel processo penale con l’aiuto dei legali del CODACONS – direttamente alla CARIM S.p.A., in qualità di datore di lavoro e quindi responsabile dell’operato dei suoi ex vertici. Solo coloro che si costituiranno parte civile al termine del procedimento penale potranno ottenere tale risultato, in tutto o in parte già al termine del giudizio di primo grado, anche nell’ipotesi in cui gli eventuali condannati attivino un giudizio di appello. Per chi non potrà presenziare sono sempre validi come contatti: lo studio dell’avv. Marina Cucchiarini di Rimini con sede in Via Roma n. 102 tel. 0541.57429 – 338.9557834; nonché la sede del CODACONS Rimini sita a Rimini, in via Jano Planco n. 16 tel. 0541.775035 -335.5351753- referente Sig.ra Daniela Montagnoli; oppure il numero verde 800.05.08.00 del CODACONS Emilia Romagna.

Presidente Regionale CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

26 agosto 2016 COMUNICATO STAMPA

IL CODACONS INCONTRA GLI OBBLIGAZIONISTI CARIFE PER

 

AGGIORNAMENTI E DELUCIDAZIONI SULLE PROCURE DI RIMBORSO

 

Il CODACONS, ritenendo che rientri tra i doveri dell’associazione favorire l’informazione anche delle persone anziane che hanno difficoltà a reperire le comunicazioni diramate via posta elettronica o tramite siti o mass media, considerata anche la difficoltà a spostarsi dai loro comuni di residenza, organizzerà nei prossimi giorni alcune assemblee dedicate alla vicenda CARIFE S.P.A. a Ferrara e provincia. La prima tappa sarà ad Argenta (FE) il prossimo 30 agosto 2016 alle ore 20,30 presso l’Aula Magna della Casa del Volontariato, e sarà finalizzata a parlare in prima persona in particolar modo agli obbligazionisti della CARIFE S.p.A., per comunicare loro gli aggiornamenti di questi ultimi mesi, soprattutto a seguito del Regolamento del Fondo di Solidarietà approvato dal FITD in data 1 agosto 2016, in attuazione della Legge 119 del 30 giugno 2016.

Infatti, dopo pochi mesi dalle ultime assemblee tenutesi in tutte le Province di Ferrara, nelle quali si sono fornite informazioni utili al fine di recuperare le somme perdute a causa delle note vicende che hanno coinvolto CARIFE S.P.A., il CODACONS ora intende informare gli obbligazionisti in merito alle possibilità della procedura dell’indennizzo forfettario (anche detta “procedura automatica”) e dell’arbitrato. Le predette possibili modalità di rimborso potranno essere promosse sin da subito, con l’assistenza del CODACONS o autonomamente, in presenza di alcuni requisiti che verranno ampiamente spiegati durante le assemblee.

Per quanto riguarda, invece, gli azionisti, essi dovranno attendere l’avviso della data di udienza preliminare per potersi costituire parte civile nel procedimento penale, tuttavia le assemblee sono aperte al pubblico (obbligazionisti ed azionisti) perciò sarà possibile per tutti presenziare per chiedere ulteriori informazioni o chiarimenti in merito alla propria posizione.

Il primo appuntamento è fissato nel comune di Argenta (FE) per

 

MARTEDI’ 30 AGOSTO 2016 ALLE ORE 20,30

 

presso L’Aula Magna della Casa del Volontariato, sita ad Argenta in Via Circonvallazione n. 21.

 

Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

22 agosto 2016

COMUNICATO STAMPA

 

IL CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI CON LA LORO INIZIATIVA A DIFESA DELLA DONNA, SARANNO PRESENTI ALLE SELEZIONI DI MISS ITALIA DEL 24 AGOSTO A MILANO MARITTIMA E DEL 25 AGOSTO A CORIANO (RN)

 

Il CODACONS e l’Associazione utenti dei Servizi Radiotelevisivi sono da anni schierati al fianco delle donne che hanno subito e subiscono atti persecutori!

Patrizia Mirigliani (Patron di Miss Italia), per il terzo anno consecutivo, sostiene e promuove lo sportello anti-stalking del Codacons assieme ad Associazione utenti dei Servizi Radiotelevisivi, facendo opera di sensibilizzazione su questo delicato problema che coinvolge migliaia di donne in Italia vittime di atti persecutori, che spesso sfociano in vere e proprie brutalità.

Centinaia le donne che si sono rivolte alle suddette Associazioni per denunciare violenze domestiche e violenza sessuale.

Associazione Utenti dei servizi Radiotelevisivi e Codacons durante le selezioni di Miss Italia che si terranno il 24 agosto al PAPEETE BEACH, III° Traversa, Milano Marittima alle ore 17,30 ed il 25 agosto a Coriano (RN) in Piazza Don Minzoni alle ore 21,00 illustreranno/ ricorderanno come le due associazioni offrono gratuitamente consulenze legali e psicologiche al fine di aiutare le vittime a liberarsi dal terrore e dall’ansia che troppo spesso si manifestano in coloro che vengono fatti oggetto di condotte persecutorie.

E’ attiva, infatti, un’equipe multidisciplinare formata da operatori del settore forense (Avvocati, Psicologi, Criminologi, Medici Legali, Informatici, Investigatori) che opera sul territorio nazionale.

L’obiettivo dello sportello anti-stalking è fornire in maniera capillare ed il più rapidamente possibile il supporto psicologico, giuridico e medico necessario per chi è gravato dall’assedio di uno stalker. Agire tempestivamente ed evitare errori nell’approccio a questo tipo di scenari si è rivelato un fattore di importanza cruciale nella risoluzione dei vari casi giunti all’attenzione degli esperti del Codacons. Da qui la decisione di fornire un servizio di supporto alle vittime facilmente accessibile e tempestivo. L’iniziativa ha già riscosso un notevole successo in termini di segnalazioni ricevute e scenari gestiti con efficacia dal TEAM.

 

Vice Presidente Nazionale CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

16 agosto 2016

COMUNICATO STAMPA

IL GESTORE DI TELEFONIA CERCA DI VESSARE IL PROPRIO UTENTE NONOSTANTE IL DISSERVIZIO PROCURATOGLI: IL CODACONS INTERVIENE ED OTTIENE LA CONDANNA DI WIND TELECOMUNICAZIONI S.P.A.

A volte non si comprende la protervia e la mancanza di buon senso con cui Società con fatturati enormi si oppongono a delle naturali e legittime richieste di risarcimento danni, di importi anche contenuti, da parte degli utenti che subiscono dei danni a causa dei disservizi loro creati dallo gestore di telefonia.

A volte sono le banche ad aver questo tipo di atteggiamento, mentre in questo specifico caso è stato un gestore di telefonia, il quale piuttosto che riconoscere un risarcimento ad una propria cliente – a cui aveva collegato per errore il numero di telefono di una società, che a sua volta si è vista collegare il numero della signora in questione, ed è stata per settimane importunata dai clienti della società e non raggiungibile da chi invece intendeva parlare con lei – ha inteso resistere. Sporto il reclamo ed attivato il tentativo di conciliazione al CORECOM presso la Regione Emilia Romagna, la sig.ra danneggiata si è vista negare il risarcimento richiesto sulla base di una clausola contrattuale che prevedeva che l’utente non avrebbe potuto chiedere un risarcimento superiore ad euro 5,16 giornalieri per un massimo di euro 100,00. 

Investito della questione il Giudice di Pace di Bologna, Dott. Antonio Pederzoli, da parte dell’utente residente nella nostra città, decideva la controversia con sentenza n. 2419/16 depositata in data odierna, 16 agosto 2016, sancendo la natura vessatoria della clausola – tra l’altro non sottoscritta per espresso dalla signora – riconoscendo un danno di euro 300,00 oltre che condannare la Wind Telecomunicazioni S.p.A. al pagamento delle spese legali per quasi euro 1.500,00.

Per quanto riguarda il disagio subito invece dalla società, che non è stata per settimane raggiuta dai clienti e dai fornitori, la quale aveva attivato congiuntamente alla signora associata CODACONS il procedimento contro la Wind Telecomunicazioni S.p.A., il Giudice di Pace ha dichiarato la propria incompetenza territoriale a favore del Giudice di Pace di Roma, avanti al quale la causa dovrà essere in questo caso riassunta entro tre mesi.

Ora, al di là degli importi che il gestore di telefonia in questo giudizio ed in quello di Roma si troverà a dover pagare, oltre alle somme risarcitorie in termini  di spese legali pari – già in base alla sentenza del Giudice di Pace di Bologna – a  cinque volte l’entità del risarcimento richiesto dall’utente, e che lieviteranno ad almeno dieci volte all’esito del giudizio avanti al Giudice di Pace di Roma, è l’atteggiamento contrattuale prevaricatore di queste Società che il CODACONS intende mettere in luce, là dove ad uno squilibrio contrattuale naturale, dato dalla diversa capacità patrimoniale dei due contraenti, la Società di telefonia rende tale squilibrio ancora più marcato, tentando di inserire clausole di limitazione del risarcimento del danno che il Giudice di Pace di Bologna non ha esitato a definire “vessatoria” in base al disposto dell’art. 33 del Codice del Consumo: “Nel contratto concluso tra il consumatore ed il professionista si considerano vessatorie le clausole che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.”

Il CODACONS si auspica che in futuro sia la Wind Telecomunicazioni S.p.A.  che gli altri gestori di telefonia mobile evitino di costringere i propri clienti a rivolgersi all’Autorità Giudiziaria per vedersi riconosciuti i propri diritti e che gli stessi gestori evitino di inserire clausole vessatorie nei propri contratti. 

Presidente Regionale CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

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10 agosto 2016

COMUNICATO STAMPA

LAVORI DI RIPRISTINO MANTO STRADALE E VENDITE DI ABBIGLIAMENTO NON RICHIESTI: ATTENZIONE ALLE TRUFFE !!!

Il CODACONS ha ricevuto segnalazione dell’esistenza di società fittiziamente incaricate di effettuare dei lavori di manutenzione stradale e di aree cortilive private, le quali si presentano senza appuntamento ai proprietari di case la cui area cortiliva appare in condizioni di dover essere rimessa a nuovo, data la presenza di buche o avvallamenti dell’asfalto, proponendo contestualmente di effettuare i lavori di ripristino a costo quasi zero, affermando che tale opportunità deriva dalla necessità di utilizzare del materiale rimasto in eccesso dai lavori realizzati in altri cantieri nelle immediate vicinanze.

I truffatori, in questi casi segnalatici, utilizzano la nota tattica volta a cogliere di sorpresa il cittadino il quale sino a quel momento era in altro impegnato – quindi con un livello di attenzione più basso di quello che si ha solitamente quando si contratta volontariamente un lavoro che si è progettato da tempo di realizzare –  e, ritenendo di trovarsi davanti ad un’effettiva possibilità di risparmio di fronte alla proposta “non voglio nulla per il materiale da utilizzare, mi paghi qualcosa a tuo piacere per gli operai e null’altro”, accetta in buona fede la proposta così fomulatagli.

Chi si propone di fare i lavori, di solito si presenta alla vittima predestinata con un titolo teoricamente e tecnicamente idoneo, quale quello di ingegnere o geometra (che in realtà si rivelerà fittizio), utilizzando peraltro un falso pseudonimo riportato anche sulla attestazione di pagamento rilasciata a fine lavori, i cui dati fiscali si riveleranno in seguito del tutto falsi e non corrispondenti a società regolarmente iscritte presso la Camera di Commercio.   

Il problema sorge nel momento dell’accettazione di fare un piccolo “rattoppo” di buche nell’asfalto del cortile, nel quale si presenta di lì a poco un autoarticolato bilico, carico di bitume, con 12 operai pronti ad eseguire i lavori, non volendo sentire ragioni di limitare il lavoro a quanto pattuito, né tantomeno di sospenderlo, intimidendo di fatto il povero proprietario che, timoroso di azioni lesive che questi robusti operai potrebbero arrecare a lui o alla famiglia, accetta torto collo di pagare: non qualche centinaio di euro al massimo (come si era proposto), bensì diverse migliaia di euro, dovendo provvedere al pagamento seduta stante con l’emissione di un assegno, che verrà incassato non più di un’ora dopo.

A questa truffa se ne aggiunge un’altra, segnalataci di recente, che vede come vittima colui che è stato individuato traendo dati informativi e personali sui social network, il quale viene seguito e così intercettato da falsi rappresentanti di abbigliamento – che si spacciano per figli di persone conosciute dalla vittima – al preciso fine di far diminuire il livello di guardia che ciascuno di noi ha nei confronti di possibili truffatori.  

In questo caso, la truffa prevede, dopo il contatto e la presentazione con falso nome, la proposta di omaggiare ad un vecchio amico o collaboratore del padre un capo di abbigliamento apparentemente di marca, tra cui giacche o pantaloni, che il truffatore porta con sé nel bagagliaio dell’auto, per poi passare – dopo aver fatto provare tali capi alla vittima – ad insistere perchè questa ne prenda altri, i quali gli vengono offerti a prezzi presuntivamente stracciati. Al termine della trattativa, che porta quasi sempre il malcapitato a restare vittima di un approccio quasi ipnotico (anche grazie ad un senso di rispetto e di stima nei confronti della persone conosciuta, di cui il truffatore si spaccia come figlio), che lo porta a corrispondere un prezzo per quegli “omaggi”, il quale si rivelerà ancora più alto rispetto al valore reale. Ne consegue che, nel migliore dei casi, se la vittima si rifiuta di pagare vengono praticati costi più bassi di quelli normali, ma verificandosi così un acquisto che il malcapitato non aveva alcuna intenzione di effettuare sino a qualche minuto prima.

Non resta al CODACONS, nell’espletamento delle proprie finalità statutarie a tutela dei consumatori che restano vittima di truffe, che portare all’attenzione pubblica questi due tipici casi di truffa estiva verificatisi negli ultimi giorni tra le periferie di Bologna e la città di Rimini.

Presidente Regionale CODACONS

Avv. Bruno Barbieri

Tel.   051.38.05.40

 

9 agosto 2016

COMUNICATO STAMPA

LA CARIM RICONOSCE CON GRAVE RITARDO IL DIRITTO DI CIASCUN AZIONISTA AD AVERE COPIA DELL’INDIRIZZARIO COMPLETO DEL LIBRO SOCI OSTACOLANDO DI FATTO UNA VELOCE CIRCOLAZIONE TRA I SOCI DELLE INFORMATIVE VOLTE A FAR SAPERE A TUTTI GLI AZIONISTI  O EX AZIONISTI COME POTER AGIRE PER RECUPERARE LE SOMME PERSE.

 

Solo nella giornata del 3 agosto, a distanza quindi di molte settimane dalla richiesta inoltrata da alcuni soci azionisti della CARIM S.p.A., la banca finalmente ha ammesso il diritto del singolo azionista ad aver copia dell’indirizzario completo di tutti gli altri azionisti dopo che per settimane aveva rifiutato di fornire questi dati adducendo motivazioni infondate legate alla privacy dei singoli soci.

La CARIM S.p.A., infatti, in un primo momento, dopo parecchie settimane dalle richieste inviatele dagli azionisti della CARIM associati al CODACONS, aveva fornito loro soltanto  il libro soci completo dei nominativi di tutti gli azionisti con indicato in chiaro i codici fiscali di ciascun azionista e le somme da questi investite in azioni CARIM ma omettendo di inviare la parte del libro soci che ricomprendeva gli indirizzi dei singoli azionisti di fatto ostacolando qualsiasi azione collettiva che il singolo socio volesse promuovere invitando gli altri azionisti a mobilitarsi.

Questo ostacolo ha di fatto, sino ad oggi, reso quasi impossibile l’invio di lettere informative agli azionisti della CARIM S.p.A. per far sapere loro che l’ultima possibilità (per unirsi a chi già si è costituito parte civile nel procedimento penale avanti al Tribunale Penale di Rimini contro gli ex dirigenti della CARIM S.p.A.) per ottenere il risarcimento delle somme perse è rappresentata dall’udienza che si terrà il 20 settembre 2016. Gli azionisti (o ex azionisti) che si costituiranno parte civile potranno ottenere il risarcimenti del danno subito in termini di perdita di valore delle azioni da loro detenute oltre che nei confronti dagli ex dirigenti di Banca CARIM S.p.A. (in caso di condanna) anche fronti della CARIM S.p.A. quale ex datore di lavoro degli ex dirigenti.  Il CODACONS, pertanto, nell’impossibilità di raggiungere in tempo utile tutti gli azionisti, e stante l’elevato costo di invio postale ad oltre 50.000 persone (azionisti CARIM) rimaste coinvolte nella provincia di Rimini, è a chiedere aiuto agli organi di stampa ed ai media in generale per far sapere a tutti i danneggiati dalla vicenda CARIM che possono rivolgersi al CODACONS (anche durante il mese di agosto) sia alla sede di Via Jano Planco n.16, sia presso lo studio dell’avv. Marina Cucchiarini sito in Rimini via Roma n.102/b tel 338 9567834 – 335 5351753 oppure chiamando il numero vede 800050800.  Il CODACONS sta organizzando delle assemblee nel territorio del Comune di Rimini, di Riccione e di Santarcangelo di Romagna nell’ultima decade di agosto e nella prima di settembre 2016.

Presidente Regionale CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

051 312611

APP PERICOLOSA SE USATA ALLA GUIDA, IN BICI O A PIEDI. MINISTERO TRASPORTI VALUTI MISURE DA ADOTTARE FINO A DIVIETO TOTALE

La “Pokemon Go mania” rischia di trasformarsi in un fenomeno pericolosissimo sul fronte della sicurezza stradale. Lo afferma il Codacons, che sottolinea il preoccupante aumento degli incidenti stradali in Italia causati da utenti distratti dall’applicazione scaricata sul telefonino o tablet.
“Giochi di questo tipo rappresentano un pericolo concreto perché vengono utilizzati in qualsiasi momento della giornata e distolgono i giocatori dalla dovuta attenzione verso la strada e l’ambiente circostante – spiega il presidente Carlo Rienzi – Pensiamo a chi usa l’App alla guida di una automobile, ma anche a pedoni e ciclisti a caccia di Pokemon che rischiano di essere investiti perché intenti ad osservare lo schermo del cellulare e non il marciapiede, le strisce pedonali e la strada dove camminano”.
“Alla luce degli ultimi incidenti registrati in Italia abbiamo deciso di presentare un esposto alla Procura di Roma, affinché apra una indagine per “attentato alla sicurezza dei trasporti” e verifichi se l’applicazione in questione possa rappresentare un pericolo ai sensi del Codice della Strada – prosegue Rienzi – Al tempo stesso ci rivolgiamo al Ministero dei trasporti perché adotti le misure del caso a tutela degli utenti della strada, compreso – qualora necessario – il divieto totale di diffusione dell’App “Pokemon Go” sul territorio italiano”.

 

fonte: codacons.it

L’Associazione raccoglie tutte le segnalazioni (attraverso il modello che ciascuno dovrà scaricare e compilare) e porterà la situazione all’attenzione del Garante per la protezione dei dati personali.
Denunceremo i responsabili per molestia.

“Offriamo”, “proponiamo”, “lo sa che può risparmiare” e chi più ne ha più ne metta. D’altronde se il marketing, per qualcuno almeno, è un’arte che combina sensibilità sociale e verve comunicativa, il telemarketing è più che altro un gioco psicologico neppure troppo sottile, sebbene efficace. Tutti, ormai – nell’epoca dell’online (che ci impone di acconsentire continuamente al trattamento dei nostri dati personali) -, siamo sollecitati settimanalmente da questa o quella società con il solo scopo di farci accettare il servizio che vogliono venderci. Ma che, molto spesso, non ci serve sebbene convenga.

Sebbene la legge stabilisca che gli operatori di telemarketing possono legittimamente effettuare chiamate SOLO se hanno ottenuto l’esplicito consenso dell’interessato ci segnalano che molto spesso si viene contattati anche senza alcun consenso. Che, addirittura, sono enti società terze, rispetto a Coloro a cui si è fornito il consenso, a farsi vive. E nonostante il Codice della privacy preveda anche la possibilità di revocare tale consenso, spesso non basta. Una volta entrati nelle mire commerciali di società di fornitura di energia elettrica, di operatori telefonici o della pay-tv sembra impossibile uscirne. Se neppure grazie al Registro dello opposizioni, costituito proprio per questo scopo, si riesce ad essere lasciati in pace non rimane che denunciare chi ci assilla cercando di venderci qualsiasi cosa al Garante per la protezione dei dati personali e anche alla Procura della repubblica. Secondo i nostri legali, infatti, insistenti telefonati non desiderate – ripetute nel tempo – possono configurare il reato di molestie.

Loro ti assillano, tu denunciali.

Puoi iscriverti all’Associazione, scaricare il modello con cui segnalare chi, come e quante volte ti chiama secondo le modalità sotto:

  • CLICCANDO QUI, gratuitamente, compilando il questionario on-line con riceverai via e-mail il documento da compilare e farci pervenire per interessare il Garante e la Procura competente;

  • Oppure tramite l’invio di un sms al numero 4892892 (con il testo “203 CODACONS SOLIDALE”). CLICCA QUI, per saperne di più e procedere.

    Al costo di 2,03€, IVA inclusa, ci aiuterai a sostenere l’impegno dell’Associazione Mary Poppins (www.marypoppins.it) che opera nel reparto di oncologia pediatrica del Policlinico di Roma Umberto I.

 

fonte: codacons.it

L’Associazione interviene a tutela del personale dipendente sottoposto a una illegittima “precarizzazione”: l’obiettivo è ottenere l’assunzione a tempo indeterminato, il riconoscimento dell’anzianità di servizio e un risarcimento del danno fino a 50.000,00 euro a persona

 

I FATTI. Ormai da anni, i precari rappresentano la spina dorsale del Servizio Sanitario Nazionale e contribuiscono a limitare, ogni giorno, gli effetti di quei continui tagli al personale e al costo del lavoro che sembrano rappresentare l’unica soluzione individuata dalle varie amministrazioni. Lavoratori di ogni tipo, indispensabili per le attività giornaliere delle nostre struttura sanitarie, operano da anni con contratti a termine, a dispetto (fra l’altro) dell’elevata professionalità dimostrata. Precari “invisibili”, come i due dipendenti a tempo determinato di Genova – i cui contratti venivano di volta in volta rinnovati addirittura a partire dal 1999 – che hanno deciso di rivolgersi al Tribunale, e che sono riusciti a portare la condizione loro e di tutta la categoria di fronte alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.

LA SENTENZA. Anche la Cassazione, con una sentenza di grande importanza per tutti i precari della sanità, ha dato loro ragione. La Corte, infatti, ha duramente condannato il comportamento dell’azienda ospedaliera in questione e sancito i diritti dei lavoratori precari, stabilendo che le aziende sanitarie pubbliche non possono ricorrere al continuo rinnovo dei contratti a tempo determinato senza assumere personale tramite concorso. Per i supremi giudici, inoltre, in caso di abuso di contratti a termine da parte di una pubblica amministrazione, il dipendente ha diritto al risarcimento del danno. Anche perché, in questo caso, il lavoratore rimane “confinato in una situazione di precarizzazione e perde la chance di conseguire, con percorso alternativo, l’assunzione mediante concorso nel pubblico impiego o la costituzione di un ordinario rapporto di lavoro privatistico a tempo indeterminato”: subisce, insomma, una perdita dichance, di occasioni di lavoro stabile, che va risarcita.

L’INIZIATIVA CODACONS. Il Codacons ha scelto di intervenire a tutela dei lavoratori a tempo determinato impiegati presso le Aziende Sanitarie Locali con contratti a termine che abbiano superato – nella loro durata complessiva – i 36 mesi (comprensivi di proroghe e rinnovi). L’obiettivo dei ricorsi collettivi avviati dall’Associazione è quello di ottenere l’assunzione a tempo indeterminato, il riconoscimento dell’anzianità di servizio e il risarcimento del danno (fino a un massimo di 50.000,00 euro).

PER ADERIRE. Per conoscere le modalità di adesione puoi scaricare senza impegno la modulistica necessaria cliccando qui: la compilazione del form non è vincolante e permette di ricevere tutte le informazioni relative all’iniziativa, compreso il dettaglio dei costi d’adesione.

ATTENZIONE. Condizione di procedibilità dell’azione è l’invio mediante raccomandata A.R. della lettera di impugnativa della sequenza contrattuale messa a disposizione tra i moduli da scaricare, entro e non oltre 120 giorni dalla scadenza del termine dell’ultimo contratto concluso con l’azienda sanitaria.

 

fonte: codacons.it

Il Consiglio di Stato condanna l’Università di Pavia a un maxi-risarcimento da 8 milioni di euro in favore degli studenti, aprendo la strada a ricorsi simili in tutta Italia: il Codacons mette a disposizione degli interessati una diffida per richiedere la restituzione delle somme versate in eccedenza

 

I FATTI. La tassazione universitaria, negli ultimi anni, si è trasformata in un terreno minato. Le contestazioni degli studenti e delle organizzazioni che li rappresentano, infatti, procedono di pari passo con il rapido inasprimento delle “rette” universitarie, l’unica soluzione individuata per far fronte al dissanguamento che anni di tagli al Fondo di finanziamento ordinario hanno inflitto alle nostre facoltà. Non fa eccezione l’Università di Pavia, una delle più antiche d’Italia: qui, però, gli studenti hanno portato alla luce il mancato rispetto – per il triennio 2010-2012 – della normativa sulla tassazione universitaria. Una scoperta incredibile, che ha portato nelle tasche degli universitari un maxi-risarcimento da 8 milioni di euro. E, soprattutto, ha aperto la strada ad altre, analoghe rivendicazioni.

LA SENTENZA. La sentenza del Consiglio di Stato, che ha risolto in favore degli studenti la vicenda di Pavia, rischia infatti di aprire una voragine. Ricorsi simili potrebbero trascinare in tribunale anche altre università italiane, portando alla luce la situazione di potenziale illegalità che caratterizzerebbe la maggior parte degli atenei di casa nostra: ovvero di tutti quelli che, senza lo scorporo totale delle tasse pagate dagli studenti fuoricorso, non avrebbero rispettato il “vincolo del rapporto massimo del 20% tra il gettito della tassazione studentesca e quanto ricevuto dallo stato come Fondo di Finanziamento Ordinario”.

L’INIZIATIVA CODACONS. Di fronte a questa situazione il Codacons ha scelto di intervenire: in uno dei Paesi europei più cari, in termini di tasse pagate dagli studenti universitari (oltre 1.602 dollari Usa a studente), è necessario fare chiarezza sulla legittimità delle richieste degli atenei. Per questo, l’Associazione mette a disposizione di tutti gli studenti universitari, di qualsiasi ateneo (sia in corso che fuori corso) una diffida da indirizzare alla propria università. In questo modo si può richiedere – in caso di violazioni simili a quelle accertate a Pavia – la restituzione delle somme versate in eccedenza.

PER ADERIRE. Per scaricare la diffida, necessaria anche per interrompere la prescrizione, clicca qui.

L’iscrizione avviene tramite l’invio di un SMS al numero 4892892 con il testo 203 CODACONS 2016 (al costo onnicomprensivo di € 2,03, di cui una parte destinata alla campagna sociale in favore dell’Associazione Mary Poppins www.assomarypoppins.it che si occupa dei bambini ricoverati nel reparto di oncologia del Policlinico Umberto I di Roma).

fonte: codacons.it

 

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