13 settembre 2018  – Comunicato Stampa

UN’ ULTERIORE DUPLICE VITTORIA DEL CODACONS A TUTELA DI UN RISPARMIATORE DI PARMA CHE AVEVA INVESTITO IN BOND ARGENTINA

Il Tribunale di Parma, con due sentenze appena depositate, SENTENZA N 1200/18, e SENTENZA N 1201/18, PUBBLICATE IL 4/09/18, ha ribadito le ragioni dei consumatori, rappresentati e difesi dagli avv.ti Bruno Barbieri – Vice Presidente Codacons Nazionale – e Cristina Balteri – Referente Codacons per la Provincia di Parma e Piacenza – condannando la Banca che li aveva spinti ad investire in BOND ARGENTINA, a rifondere interamente il valore dell’investimento, oltre interessi e condanna alle spese legali.

In entrambe i casi, gli investitori/consumatori, senza nessuna esperienza nel settore finanziario, si erano affidati ai consigli del funzionario di filiale, che conoscevano da tempo e nel quale riponevano la loro fiducia, il quale si recava appositamente presso il loro domicilio per fargli firmare gli ordini di acquisto, senza per altro “che nessuna informazione venisse previamente fornita dal funzionario dipendente” della banca convenuta.

Il Tribunale di Parma, nel solco delle numerose sentenze già emesse nei confronti di altri associati Codacons, ha ribadito che la violazione degli obblighi informativi, la mancata valutazione della propensione al rischio dell’investitore e l’incuranza degli obiettivi dell’investimento sono determinanti ai fini della valutazione dell’inadempimento ai sensi dell’art. 1453 cc e comportano la risoluzione del contratto concluso mediante sottoscrizione di ordine di acquisto Bond Argentina.

Un’altra battaglia vinta, anzi due, da parte di un’associazione che ha fatto storia nella tutela degli utenti e dei consumatori e che ogni giorno si batte contro le ingiustizie di un sistema bancario in questo caso condannato al pagamento di oltre euro 50.000,00 sempre più indifferente alla tutela e alla corretta gestione del risparmio.

Sentenza Tribunale di Parma n. 1200 pubblicata settembre 2018

Sentenza Tribunale di Parma n. 1201 pubblicata settembre 2018

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

Servizio Civile con noi

by Redazione CODACONS ER on

27 agosto 2018

Servizio civile con noi

Bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale per la selezione di volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Nazionale. (Scadenza: 28/09/2018 ore 18.00).

Chi può partecipare

Possono presentare domanda tutti coloro che hanno compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno d’età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda e che siano in possesso dei requisiti indicati dal bando.

 

Modalità di invio delle domande

La domanda di partecipazione deve pervenire entro e non oltre le ore 18.00 del 28 settembre 2018. Si precisa che non farà fede il timbro postale.

Le domande  devono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

 

Posta elettronica certificata (PEC) di cui il candidato deve essere il titolare avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf. La domanda inviata tramite PEC dovrà indicare come oggetto della mail “Domanda di partecipazione Bando Servizio Civile 2016“. Si prega di inviare tutto il materiale allegato in un unico file; Indirizzi PEC di riferimento:ufficiolegalecodacons@pec.codacons.org
(PEC Ente)
a mezzo raccomandata A/R Indirizzi di riferimento:
c/o CODACONS:
Indirizzi riportati nell’elenco riportato “sedi dove poter fare la domanda”
a mano Indirizzi di riferimento:
c/o CODACONS:
Indirizzi riportati nell’elenco riportato “sedi dove poter fare la domanda”

 

E’ possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di Servizio Civile Nazionale. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi innanzi citati.

 

Bando Nazionale Volontari

Estratto Sistema di Selezione

Progetto_Codacons guidare in sicurezza

Elenco progetti approvati

Domanda

Dichiarazione titoli

Informativa privacy

 

Per ulteriori informazioni visitare il sito internet:

www.serviziocivile.gov.it

o contattare il Codacons a:

tel. 06.3728667 e-mail f.marchetti@codacons.org

 

N.B. Per tutte le informazioni prendere visione del testo del bando.

fonte: https://codacons.it/servizio-civile-con-noi/

2/08/18

COMUNICATO STAMPA

ESTATE: CODACONS LANCIA SERVIZIO CONTRO ABBANDONO DI CANI E ANIMALI

CITTADINI POSSONO SEGNALARE AL CODACONS CHI LASCIA CANI E GATTI IN STRADA. ASSOCIAZIONE PROVVEDERA’ A DENUNCIARE RESPONSABILI IN PROCURA

Anche il Codacons, in occasione delle vacanze estive 2018, aderisce alla campagna contro l’abbandono di cani e animali.

Si tratta di un vero e proprio reato punito dal nostro codice penale con l’arresto fino ad un anno e una multa fino a 10mila euro – spiega il presidente Carlo Rienzi – L’abbandono di cani e animali, non solo presso le autostrade, è purtroppo un fenomeno ancora molto diffuso in Italia, e spesso i responsabili di tali illeciti riescono a farla franca pur mettendo in pericolo la vita degli altri utenti e quella degli stessi animali che abbandonano al loro destino.

Per tale motivo il Codacons aderisce alla campagna contro l’abbandono degli animali e lancia quest’anno un apposito servizio per gli utenti:  tutti i cittadini e gli enti per la protezione degli animali che notano qualcuno lasciare cani, gatti o altri animali in strada possono contattare il call center dell’associazione al numero 892007 o inviare una mail al Codacons allegando foto, numero di targa dell’auto o qualsiasi particolare utile a identificare i responsabili dell’odioso crimine. Il Codacons provvederà a presentare formale denuncia in Procura affinché chi si rende protagonista di un gesto così odioso sia assicurato alla giustizia e paghi per il reato commesso, e contatterà le associazioni di volontariato locali affinché si prendano cura degli animali abbandonati.

COMUNICATO STAMPA
Cronaca nazionale e di Bologna
7 agosto 2018

INCENDIO BOLOGNA: CODACONS ATTACCA IL MINISTRO TONINELLI. DIFENDE LOBBY DEI TRASPORTATORI A DISCAPITO DELLA SICUREZZA STRADALE

ECCO COSA SCRIVE IL MINISTERO NEL CHIEDERE LA RIFORMA DELLA SENTENZA DEL TAR CHE AVEVA BOCCIATO IL CALENDARIO DI CIRCOLAZIONE DEI TIR

CODACONS CHIEDE DI LIMITARE ALLE SOLE ORE NOTTURNE IL TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE

Durissimo attacco del Codacons al Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, all’indomani del tragico incidente di Bologna che ha causato immensi danni ai cittadini e alle infrastrutture autostradali.
Nonostante i gravi incidenti che si stanno verificando in questi giorni di esodo e provocati dalla presenza di Tir in autostrada, il Ministro ha scelto di difendere la lobby degli autotrasportatori mettendo in secondo piano le esigenze di sicurezza stradale – spiega l’associazione – Solo pochi giorni fa infatti il Ministero dei trasporti ha presentato ricorso d’appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Lazio che, accogliendo un ricorso del Codacons, ha bocciato il calendario 2018 contenente i giorni di divieto di circolazione dei mezzi pesanti ritenendo eccessive le deroghe rilasciate dai Prefetti e perché non in grado di garantire adeguata sicurezza sulle strade.
Nelle motivazioni dell’appello il Ministero si schiera apertamente a favore della lobby dei Tir scrivendo:
“si rappresenta che l’eventuale adempimento
alle disposizioni della sentenza de qua, comporterebbe un’azione forte da parte del
mondo produttivo e di quello dell’autotrasporto con eventuali condizioni e situazioni da “scontro sociale”, che avrebbe inevitabili ripercussioni sulla stabilità economico – produttiva del Paese, con il diretto coinvolgimento del Governo. Il principio interpretativo “assoluto” adottato dal Tribunale Amministrativo, per le suindicate ragioni, non appare, tuttavia, applicabile alla fattispecie de qua proprio perché non tiene in considerazione le variabili legate alle situazioni e alle condizioni
contingenti od urgenti che si possono presentare e che sono alla base dell’emanazione delle deroghe Prefettizie ai sensi degli artt. 4, 5 e 6 dei DM
impugnati, nonché le fattispecie astratte e le esigenze e richieste a livello locale che, come sopra precisato, partecipano indirettamente e/o direttamente in modo sostanziale alla determinazione dei provvedimenti de quibus”.
Fa specie che il ministro Toninelli ritenga che assicurare la sicurezza a milioni di cittadini sia una esigenza meno importante nello scontro sociale che possono minacciare le lobby fasciste degli autotrasportatori – afferma il Codacons – Non solo contrasteremo al  Consiglio di Stato la vergognosa posizione del Ministro dei trasporti, ma chiederemo anche l’adozione di un provvedimento urgente per limitare tutto l’anno il trasporto su ruote di materiali pericolosi e/o infiammabili alle sole ore notturne.

COMUNICATO STAMPA
Cronaca di Bologna
6 agosto 2018

INCENDIO BOLOGNA: CODACONS AVEVA DENUNCIATO PERICOLO STABILITÀ PONTI E VIADOTTI. MA ALLARMI RIMASTI INASCOLTATI

ASSOCIAZIONE CHIEDE VERIFICHE SU PONTI AUTOSTRADALI. PRONTI AD ASSISTERE UTENTI BOLOGNESI SE SARANNO ACCERTATE RESPONSABILITÀ

Il Codacons aveva lanciato l’allarme circa i pericoli inerenti ponti e viadotti autostradali, ma le denunce dell’associazione sono rimaste del tutto inascoltate. Lo afferma la stessa organizzazione dei consumatori, commentando quanto accaduto oggi sulla A14 dove è  parzialmente crollato il ponte dell’autostrada sul raccordo di Casalecchio A1-A14.
“Si tratta del quinto grave incidente in meno di 4 anni – denuncia il presidente Codacons regionale, Bruno Barbieri– Nel 2014 crollarono due viadotti in Sicilia, mentre nell’ottobre 2016 a cedere fu il cavalcavia di Annone, in provincia di Lecco. Nel 2017 a crollare fu il ponte lungo l’autostrada A14 Adriatica all’altezza del chilometro 235 tra Camerano e Ancona Sud.
Il disastro di oggi porta nuovamente al centro dell’attenzione la questione della sicurezza di ponti e cavalcavia, già in passato oggetto di denunce da parte del Codacons”.
Nel 2013 infatti l’associazione si era rivolta con una istanza al Ministero dei trasporti e ai Provveditorati Interregionali per le Opere Pubbliche, chiedendo di verificare il livello di sicurezza e la stabilità di viadotti e cavalcavia ubicati su strade urbane, extraurbane ed autostradali. Una richiesta purtroppo finita nel nulla, e alla quale non seguirono fatti concreti. Per tale motivo – conclude il Codacons – vogliamo sapere perché sul raccordo autostradale non fossero state installate barriere in grado di tutelare i residenti delle vicine abitazioni, e chiediamo oggi agli enti locali e ai proprietari di strade e autostrade di predisporre controlli straordinari urgenti su tutti i ponti stradali, al fine di verificarne la stabilità e garantire la sicurezza degli utenti. L’associazione è inoltre pronta a rappresentare i cittadini bolognesi nelle sedi opportune qualora emergano responsabilità legate al crollo odierno.

Vicepresidente CODACONS Nazionale

Presidente CODACONS Sez. Reg. Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

31/07/18 – COMUNICATO STAMPA

DL DIGNITA’, GIOCO D’AZZARDO: PRESENTATA DENUNCIA CODACONS CONTRO I SINDACI E LE QUESTURE DI TUTTA ITALIA

AUTORIZZATE APERTURE SALE SLOT IN MODO INDISCRIMINATO E SENZA CONTROLLO. PROCURE INDAGHINO PER ABUSO E OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO E ISTIGAZIONE AL GIOCO D’AZZARDO

 

Il Codacons ha presentato oggi l’annunciato esposto alle Procure della Repubblica contro i sindaci e le Questure di tutta Italia. Al centro dell’esposto dell’associazione, che chiede di indagare per omissione, abuso di atti d’ufficio e istigazione al gioco d’azzardo, il proliferare di sale slot sul territorio, aumentate a dismisura negli ultimi anni nonostante le normative nazionali abbiano tentato di porre un freno al fenomeno. Per il Codacons non può non ravvedersi in tale fenomeno una responsabilità dei Comuni e delle Questure, in quanto organi che effettuano le verifiche e rilasciano i permessi per le nuove aperture di sale slot.

“Il grave aumento delle dipendenze da gioco è direttamente connesso alla crescita del numero di sale aperte in Italia e alla pubblicità ai giochi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Più sono le occasioni per giocare, più cresce il numero di cittadini ludopatici, con costi sociali e sanitari enormi per la collettività. Per questo sosteniamo con forza il Dl Dignità annunciato da Luigi Di Maio, che contiene ottime misure per tutelare la salute dei giocatori come il divieto di pubblicità ai giochi”.

“Le amministrazioni, nell’esercizio delle funzioni loro attribuite dal T.u.l.p.s., debbono aver riguardo al pregiudizio sociale provocato dalle apparecchiature di gioco, nonché al pregiudizio ambientale che può derivare dall’esercizio dell’attività di gioco, a tutela degli interessi pubblici – scrive il Codacons nell’esposto – Nonostante le normative vigenti si è verificata una diametralmente opposta espansione delle occasioni di gioco, che il CODACONS ha cercato di comprendere anche attraverso il compimento di alcune indagini sul web. Ebbene, dagli esiti delle ricerche effettuate, si è appreso che in verità risultano in esercizio numerose sale da gioco alle quali invece sarebbe dovuto essere precluso l’esercizio, in quanto assai limitrofe ai siti sensibili protagonisti dei divieti legislativi.

I Comuni e le Questure avrebbero dovuto non solo vietare l’autorizzazione per tutte quelle sale sprovviste dei requisiti di legge anche in punto di localizzazione, ma ciascun Comune avrebbe potuto altresì emanare ordini di chiusura, che costituiscono applicazione del generale divieto di prosecuzione di un’attività esercitata in assenza dei requisiti richiesti dalla legge o da atti amministrativi generali, ai sensi dell’art. 19 comma 3 della legge n. 241/1990”.

Per tale motivo il Codacons ha chiesto alle Procure di tutta Italia di “accertare se gli organi pubblici Questore e Sindaci, in relazione al proprio territorio di competenza, abbiano compiuto tutti gli atti dovuti di controllo e di previa verifica dei presupposti necessari per consentire l’esercizio delle sale da gioco e abbiano adeguatamente controllato la presenza sul proprio territorio di sale in funzione in spregio al divieto di ubicazione in prossimità dei siti sensibili, non idonee, non in linea con le norme igienico-sanitarie nonché oltrepassanti i limiti di rumorosità, viabilità e tutela della salute e se siano per tali sale, così illegali, intervenuti per la chiusura delle medesime e per la comminazione delle sanzioni del caso, dunque ad accertare eventuali responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti e, in caso affermativo, di accertare l’autore e/o gli autori degli stessi e, conseguentemente, esperire nei loro confronti l’azione penale per tutti quei reati che riterrà ravvisabili”.

 

20 LUGLIO 2018 

COMUNICATO STAMPA

COMUNE DI BOLOGNA CONTINUA A VIOLARE I DIRITTI DEI PORTATORI DI GRAVI INVALIDITA’ CON REDDITO ZERO AI FINI ISEE A FREQUENTARE GRATUITAMENTE I CENTRI DIURNI VIOLANDO IN TAL MODO ANCHE LA CONVENZIONE INTERNAZIONALE DI NEW YORK A TUTELA DELLA DISABILITA’ 

Il CODACONS denuncia come il Comune di Bologna continui imperterrito ad inviare richiesta di pagamento a titolo di contribuzione ai costi di vitto e
trasporto ai disabili gravi che frequentano i centri diurni a loro dedicati, nonostante le pronunce del TAR Emilia Romagna sede di Bologna ed i Giudici
di Pace di Bologna abbiano più volte affermato l’illegittimità di tali pretese economiche nei confronti  di utenti con reddito ai fini ISEE pari a
zero.  E’ stato infatti chiarito che la pensione di invalidità e quella di accompagnamento non possono essere aggredite in alcun modo e che le pretese
del Comune sono in violazione al diritto alla dignità del disabile sancita dalla Convenzione di New York del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone
con disabilità, nonchè del D.L. 109/1998 e 130/2000, oltre all’art. 4 ed all’art. 3 comma 3 della Legge 5 febbraio 1992 n. 104. Del resto, è ormai
riconosciuta che l’accertata invalidità costituisce una situazione oggettiva di svantaggio, anche economico, e che i trattamenti assistenziali
previdenziali e indennitari sono volti a cercare di attenuare tale svantaggio, tendendo all’attuazione del principio di uguaglianza, senza
alcun intento “speculativo” proprio delle fonti di reddito ordinarie. (Cfr.T.A.R. Roma -sentenze nn. 2454/15 – 2458/15 e 2559/15).

Lo stesso Consiglio di Stato, in data 29 febbraio 2016, con tre sentenze della Quarta Sezione (sentenza n. 838/16; sentenza n. 841/16; sentenza n.
842/16) ha affermato che non possono essere considerate reddito ai fini del calcolo ISEE le indennità di accompagnamento per i soggetti disabili. In
particolare, i magistrati del Consiglio di Stato hanno sostenuto che “l’indennità di accompagnamento e tutte le forme risarcitorie servono non a
remunerare alcunché, né certo all’accumulo del patrimonio personale, bensì a compensare un’oggettiva ed ontologica (cioè indipendente da ogni eventuale o ulteriore prestazione assistenziale attiva) situazione d’inabilità che provoca in sé e per sé disagi e diminuzione di capacità reddituale. Tali
indennità o il risarcimento sono accordati a chi si trova già così com’è in uno svantaggio, al fine di pervenire in una posizione uguale rispetto a chi
non soffre di quest’ultimo ed a ristabilire una parità morale e competitiva. Essi non determinano infatti una “migliore” situazione economica del
disabile rispetto al non disabile, al più mirando a colmare tal situazione di svantaggio subita da chi richiede la prestazione assistenziale, prima o
anche in assenza di essa. Pertanto, la «capacità selettiva» dell’ISEE, se deve scriminare correttamente le posizioni diverse e trattare egualmente
quelle uguali, allora non può compiere l’artificio di definire reddito un’indennità o un risarcimento, ma deve considerali per ciò che essi sono,
perché posti a fronte di una condizione di disabilità grave e in sé non altrimenti rimediabile.”   

L’ostinazione del Comune di Bologna contro la fascia più debole della nostra popolazione pare del tutto ingiustificata ed incomprensibile, pertanto il
CODACONS diffida il Comune dal continuare a tenere tale atteggiamento, anticipando che nei prossimi giudizi di opposizione chiederà la condanna del Comune dello stesso per lite temeraria, invitando altresì tutti gli utenti con gravi disabilità che ancora ricevono ingiunzioni di pagamento di
rivolgersi al CODACONS per poter ottenere la tutela dei propri diritti.  

Vice Presidente Nazionale CODACONS, e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

19 luglio 2018

COMUNICATO STAMPA

economia

CORTE DI APPELLO DI MILANO ORDINI DI ACQUISTO DI TITOLI (AZIONI FINMEK) VALIDI SOLO SE SCRITTI A FRONTE DI ACCORDO IN TAL SENSO CONTENUTO NEL CONTRATTO QUADRO

Il CODACONS ha ottenuto dalla Corte di Appello di Milano (sentenza n. 2353/2018) la conferma della sentenza del Tribunale civile di Milano di condanna della Banca Popolare Commercio e Industria (oggi UBI Banca S.p.A.) al rimborso e risarcimento di euro 30.000,00 a favore di due risparmiatori residenti a Modena, associati CODACONS, in quanto ha ritenuto priva di pregio giuridico la tesi della difesa della banca secondo cui, pur in presenza nel contratto quadro dell’impegno a ritenere validi solo gli ordini di acquisto scritti o in via eccezionale quelli telefonici registrati su supporto magnetico, pretendeva di comprovare l’esistenza dell’ordine e quindi la sua validità sulla base di presunzioni legate alle comunicazioni avvenute tra banca e cliente da cui si evinceva l’esecuzione di detto ordine di acquisto così come l’incasso da parte del risparmiatore di cedole che le obbligazioni della Finmek avevano staccato nel corso degli anni. La Corte di Appello di Milano ha ribadito che la prova presuntiva non è ammessa là dove non può essere ammessa la prova testimoniale ex art. 2729 c.c. così come ha ribadito che in ogni caso la prova testimoniale (anche se richiesta dall’Istituto di credito)  non avrebbe potuto trovare accoglimento nel caso di specie ex art. 2725 e 2725 c.c. in quanto la banca non ha addotto alcuna incolpevole perdita dell’ordine di acquisto.

La Corte di Appello di Milano ha anche rigettato la tesi della banca basata sull’exceptio doli generalis” che l’Istituto di credito ha formulato con riferimento alle domande giudiziali attoree. La convenuta ha infatti sostenuto che l’avere gli attori proposto dette domande solo dopo il default di Finmek, che ha azzerato il valore delle sue obbligazioni, dopo che gli stessi avevano incassato le cedole di interessi nel periodo, in cui la Finmek era in bonis, è chiaramente indice di mala fede. Sul punto però la Corte di Cassazione (per tutte vedi sentenza n. 15216del 2012) ha avuto modo di precisare che:” La “exceptio doli generalis seu presentis” ha ad oggetto la condotta abusiva o fraudolenta dell’attore, che ricorre quando questi, nell’avvalersi di un diritto di cui chiede tutela giudiziale, tace, nella prospettazione della fattispecie controversia, situazioni sopravvenute alla fonte negoziale del diritto fatto valere ed aventi forza modificativa o estintiva dello stesso, ovvero esercita tale diritto al fine di realizzare uno scopo diverso da quello riconosciuto dall’ordinamento o comunque all’esclusivo fine di arrecare pregiudizio ad altri, o, ancora, contro ogni legittima ed incolpevole aspettativa altrui.”

Ciò posto, è da ritenere che:

– nella fattispecie non vi sia nessun fatto modificativo o estintivo sopravvenuto alla fonte negoziale del diritto fatto valere in giudizio, poiché fin dall’inizio è da ritenere che l’ordine di acquisto delle obbligazioni Finmek fosse nullo;

– non vi è un utilizzo abusivo o fraudolento dell’azione di nullità, poichè quest’ultima ha di regola, come conseguenza, la ripetizione di indebito, che è ciò che gli attori chiedono;

– non vi è un uso dell’azione giudiziale per scopi diversi da quelli riconosciuti dall’ordinamento, poiché trattasi di una normale azione di nullità, in cui non è rinvenibile un intento emulativo;

– non vi è un esercizio dell’azione giudiziaria contro la incolpevole aspettativa altrui, perché la condizione della banca non è incolpevole, dato che il contratto quadro stabilisce forma scritta, che essa medesima non ha nella specie assicurato.

Pertanto, non vi è un abuso del diritto o un esercizio emulativo di esso, di cui la banca possa dolersi e, quindi, non vi è una mala fede degli attori, almeno nei predetti limiti, in cui essa possa essere rilevante nell’azione giudiziaria esperita.

Si tratta di una pronuncia importante che pone in risalto come sia sempre a carico della banca la prova dell’esistenza di un ordine di acquisto anche quando l’apparenza potrebbe far ritenerne l’esistenza e che l’esito di dette controversia non può che essere a favore del risparmiatore quando la banca non assolve a tale onere probatorio. Il CODACONS invita pertanto tutti coloro che hanno controversie con Istituto di credito finanziarie ed assicurazioni di usufruire dei parerei legali gratuiti che il CODACONS fornisce ai propri associati senza i quali il risparmiatore nel caso sopra descritto non avrebbe mai potuto recuperare i suoi euro 30.000,00 oltre interessi.

Vice Presidente Nazionale CODACONS, Responsabile Contenzioso Bancario CODACONS  e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

18 luglio 2018 

COMUNICATO STAMPA

economia

TRIBUNALE DI MODENA IL CONTRATTO DI PEGNO DI TITOLI A FAVORE DI UNA SOCIETA’ SCONOSCIUTA AL RISPARMIATORE E’ NULLO/ INEFFICACE

 

Il CODACONS ha ottenuto dal Tribunale di Modena (sentenza n.1227/2018) un’importante sentenza a favore di un proprio associato erede di un’anziana risparmiatrice che risultava aver sottoscritto un contratto di pegno a favore di una società a lei del tutto sconosciuta, contratto oltretutto siglato in epoca antecedente all’apertura del deposito titoli. Non solo ma nella vicenda in questione che coinvolge l’ex Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A. divenuta Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A. oggi in ultimo divenuta a sua volta Banca Popolare dell’Emilia Romagna S.p.A., non sono stati rinvenuti gli ordini di acquisto dei Bot e delle azioni bancarie poste a pegno ed in ogni caso gli acquisti erano antecedenti alla apertura del deposito titoli e per ciò stesso nulli.

Il Tribunale oltre a prendere atto di ciò – ha basato la propria decisione sulla circostanza data dal fatto che il pegno di euro 44.000,00, escusso dalla banca a fronte del mancato pagamento da parte del debitore principale così garantito, era a favore di soggetto del tutto estraneo alla risparmiatrice ed in assenza di valida spiegazione fornita dalla banca del perchè mai quest’ultima avrebbe dovuto prestare una garanzia a favore di un soggetto con cui non aveva mai avuto alcun legame, ha ritenuto di dover condannare la banca alla restituzione di detta somma oltre interessi legali dalla data della domanda al saldo, non potendo la banca non essere consapevole di aver agito a danno del cliente.  

Si tratta di una pronuncia importante che pone in risalto come sia sempre carico della banca la prova di aver tenuto un comportamento diligente nei confronti del risparmiatore anche quando l’apparenza data dalla contrattualistica ad un primo esame superficiale parrebbe giustificare l’operato dell’Istituto di credito. Il CODACONS invita pertanto tutti coloro che hanno controversie con Istituti di credito finanziarie ed assicurazioni di usufruire dei parerei legali gratuiti che il CODACONS fornisce ai propri associati senza i quali il risparmiatore nel caso sopra descritto non avrebbe mai potuto recuperare i suoi euro 44.000,00 oltre interessi.

Si allega sentenza

Vice Presidente Nazionale CODACONS, Responsabile Contenzioso Bancario CODACONS  e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

16 luglio 2018

COMUNICATO STAMPA

TRIBUNALE DI MODENA L’ORDINE DI ACQUISTO DI TITOLI DISCONOSCIUTO DAL RISPARMIATORE E’ NULLO E IL RISPARMIATORE VA RISARCITO

Il CODACONS ha ottenuto dal Tribunale di Modena (sentenza n.1089/2018) la dichiarazione di nullità dell’ordine di acquisto di titoli che era stato disconosciuto dal risparmiatore a fronte della mancata richiesta di verificazione della firma sull’ordine stesso da parte dell’Istituto bancario (Banco Popolare Soc. Coop. già Banco Popolare di Verona San Geminiano e San Prospero) che dovrà così rimborsare / risarcire l’investitore residente in provincia di Modena di euro 15.000,00.     Questa sentenza pone in luce come ordini di acquisto non siglati dal titolare del contratto di intermediazione finanziaria o da soggetti da lui delegati sia nullo. La banca ha l’obbligo infatti di dimostrare che il risparmiatore ha effettivamente voluto effettuare un certo investimento e lo può fare solo per prova scritta o per registrazione su supporto magnetico mentre la prova orale (per testi) è possibile solo quando la banca abbia perso, per motivo a lei non addebitabile, l’ordine scritto o la registrazione su supporto magnetico. Queste e molte altre sono le regole volute dal Legislatore a tutela del risparmio per cui tutti coloro che hanno subito delle perdite finanziarie prima di disperarsi è bene che facciano verificare la loro posizione da una legale di loro fiducia o da una legale di una associazione dei consumatori.

Vice Presidente Nazionale CODACONS, Responsabile Contenzioso Bancario CODACONS  e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri