APP PERICOLOSA SE USATA ALLA GUIDA, IN BICI O A PIEDI. MINISTERO TRASPORTI VALUTI MISURE DA ADOTTARE FINO A DIVIETO TOTALE

La “Pokemon Go mania” rischia di trasformarsi in un fenomeno pericolosissimo sul fronte della sicurezza stradale. Lo afferma il Codacons, che sottolinea il preoccupante aumento degli incidenti stradali in Italia causati da utenti distratti dall’applicazione scaricata sul telefonino o tablet.
“Giochi di questo tipo rappresentano un pericolo concreto perché vengono utilizzati in qualsiasi momento della giornata e distolgono i giocatori dalla dovuta attenzione verso la strada e l’ambiente circostante – spiega il presidente Carlo Rienzi – Pensiamo a chi usa l’App alla guida di una automobile, ma anche a pedoni e ciclisti a caccia di Pokemon che rischiano di essere investiti perché intenti ad osservare lo schermo del cellulare e non il marciapiede, le strisce pedonali e la strada dove camminano”.
“Alla luce degli ultimi incidenti registrati in Italia abbiamo deciso di presentare un esposto alla Procura di Roma, affinché apra una indagine per “attentato alla sicurezza dei trasporti” e verifichi se l’applicazione in questione possa rappresentare un pericolo ai sensi del Codice della Strada – prosegue Rienzi – Al tempo stesso ci rivolgiamo al Ministero dei trasporti perché adotti le misure del caso a tutela degli utenti della strada, compreso – qualora necessario – il divieto totale di diffusione dell’App “Pokemon Go” sul territorio italiano”.

 

fonte: codacons.it

L’Associazione raccoglie tutte le segnalazioni (attraverso il modello che ciascuno dovrà scaricare e compilare) e porterà la situazione all’attenzione del Garante per la protezione dei dati personali.
Denunceremo i responsabili per molestia.

“Offriamo”, “proponiamo”, “lo sa che può risparmiare” e chi più ne ha più ne metta. D’altronde se il marketing, per qualcuno almeno, è un’arte che combina sensibilità sociale e verve comunicativa, il telemarketing è più che altro un gioco psicologico neppure troppo sottile, sebbene efficace. Tutti, ormai – nell’epoca dell’online (che ci impone di acconsentire continuamente al trattamento dei nostri dati personali) -, siamo sollecitati settimanalmente da questa o quella società con il solo scopo di farci accettare il servizio che vogliono venderci. Ma che, molto spesso, non ci serve sebbene convenga.

Sebbene la legge stabilisca che gli operatori di telemarketing possono legittimamente effettuare chiamate SOLO se hanno ottenuto l’esplicito consenso dell’interessato ci segnalano che molto spesso si viene contattati anche senza alcun consenso. Che, addirittura, sono enti società terze, rispetto a Coloro a cui si è fornito il consenso, a farsi vive. E nonostante il Codice della privacy preveda anche la possibilità di revocare tale consenso, spesso non basta. Una volta entrati nelle mire commerciali di società di fornitura di energia elettrica, di operatori telefonici o della pay-tv sembra impossibile uscirne. Se neppure grazie al Registro dello opposizioni, costituito proprio per questo scopo, si riesce ad essere lasciati in pace non rimane che denunciare chi ci assilla cercando di venderci qualsiasi cosa al Garante per la protezione dei dati personali e anche alla Procura della repubblica. Secondo i nostri legali, infatti, insistenti telefonati non desiderate – ripetute nel tempo – possono configurare il reato di molestie.

Loro ti assillano, tu denunciali.

Puoi iscriverti all’Associazione, scaricare il modello con cui segnalare chi, come e quante volte ti chiama secondo le modalità sotto:

  • CLICCANDO QUI, gratuitamente, compilando il questionario on-line con riceverai via e-mail il documento da compilare e farci pervenire per interessare il Garante e la Procura competente;

  • Oppure tramite l’invio di un sms al numero 4892892 (con il testo “203 CODACONS SOLIDALE”). CLICCA QUI, per saperne di più e procedere.

    Al costo di 2,03€, IVA inclusa, ci aiuterai a sostenere l’impegno dell’Associazione Mary Poppins (www.marypoppins.it) che opera nel reparto di oncologia pediatrica del Policlinico di Roma Umberto I.

 

fonte: codacons.it

L’Associazione interviene a tutela del personale dipendente sottoposto a una illegittima “precarizzazione”: l’obiettivo è ottenere l’assunzione a tempo indeterminato, il riconoscimento dell’anzianità di servizio e un risarcimento del danno fino a 50.000,00 euro a persona

 

I FATTI. Ormai da anni, i precari rappresentano la spina dorsale del Servizio Sanitario Nazionale e contribuiscono a limitare, ogni giorno, gli effetti di quei continui tagli al personale e al costo del lavoro che sembrano rappresentare l’unica soluzione individuata dalle varie amministrazioni. Lavoratori di ogni tipo, indispensabili per le attività giornaliere delle nostre struttura sanitarie, operano da anni con contratti a termine, a dispetto (fra l’altro) dell’elevata professionalità dimostrata. Precari “invisibili”, come i due dipendenti a tempo determinato di Genova – i cui contratti venivano di volta in volta rinnovati addirittura a partire dal 1999 – che hanno deciso di rivolgersi al Tribunale, e che sono riusciti a portare la condizione loro e di tutta la categoria di fronte alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.

LA SENTENZA. Anche la Cassazione, con una sentenza di grande importanza per tutti i precari della sanità, ha dato loro ragione. La Corte, infatti, ha duramente condannato il comportamento dell’azienda ospedaliera in questione e sancito i diritti dei lavoratori precari, stabilendo che le aziende sanitarie pubbliche non possono ricorrere al continuo rinnovo dei contratti a tempo determinato senza assumere personale tramite concorso. Per i supremi giudici, inoltre, in caso di abuso di contratti a termine da parte di una pubblica amministrazione, il dipendente ha diritto al risarcimento del danno. Anche perché, in questo caso, il lavoratore rimane “confinato in una situazione di precarizzazione e perde la chance di conseguire, con percorso alternativo, l’assunzione mediante concorso nel pubblico impiego o la costituzione di un ordinario rapporto di lavoro privatistico a tempo indeterminato”: subisce, insomma, una perdita dichance, di occasioni di lavoro stabile, che va risarcita.

L’INIZIATIVA CODACONS. Il Codacons ha scelto di intervenire a tutela dei lavoratori a tempo determinato impiegati presso le Aziende Sanitarie Locali con contratti a termine che abbiano superato – nella loro durata complessiva – i 36 mesi (comprensivi di proroghe e rinnovi). L’obiettivo dei ricorsi collettivi avviati dall’Associazione è quello di ottenere l’assunzione a tempo indeterminato, il riconoscimento dell’anzianità di servizio e il risarcimento del danno (fino a un massimo di 50.000,00 euro).

PER ADERIRE. Per conoscere le modalità di adesione puoi scaricare senza impegno la modulistica necessaria cliccando qui: la compilazione del form non è vincolante e permette di ricevere tutte le informazioni relative all’iniziativa, compreso il dettaglio dei costi d’adesione.

ATTENZIONE. Condizione di procedibilità dell’azione è l’invio mediante raccomandata A.R. della lettera di impugnativa della sequenza contrattuale messa a disposizione tra i moduli da scaricare, entro e non oltre 120 giorni dalla scadenza del termine dell’ultimo contratto concluso con l’azienda sanitaria.

 

fonte: codacons.it

Il Consiglio di Stato condanna l’Università di Pavia a un maxi-risarcimento da 8 milioni di euro in favore degli studenti, aprendo la strada a ricorsi simili in tutta Italia: il Codacons mette a disposizione degli interessati una diffida per richiedere la restituzione delle somme versate in eccedenza

 

I FATTI. La tassazione universitaria, negli ultimi anni, si è trasformata in un terreno minato. Le contestazioni degli studenti e delle organizzazioni che li rappresentano, infatti, procedono di pari passo con il rapido inasprimento delle “rette” universitarie, l’unica soluzione individuata per far fronte al dissanguamento che anni di tagli al Fondo di finanziamento ordinario hanno inflitto alle nostre facoltà. Non fa eccezione l’Università di Pavia, una delle più antiche d’Italia: qui, però, gli studenti hanno portato alla luce il mancato rispetto – per il triennio 2010-2012 – della normativa sulla tassazione universitaria. Una scoperta incredibile, che ha portato nelle tasche degli universitari un maxi-risarcimento da 8 milioni di euro. E, soprattutto, ha aperto la strada ad altre, analoghe rivendicazioni.

LA SENTENZA. La sentenza del Consiglio di Stato, che ha risolto in favore degli studenti la vicenda di Pavia, rischia infatti di aprire una voragine. Ricorsi simili potrebbero trascinare in tribunale anche altre università italiane, portando alla luce la situazione di potenziale illegalità che caratterizzerebbe la maggior parte degli atenei di casa nostra: ovvero di tutti quelli che, senza lo scorporo totale delle tasse pagate dagli studenti fuoricorso, non avrebbero rispettato il “vincolo del rapporto massimo del 20% tra il gettito della tassazione studentesca e quanto ricevuto dallo stato come Fondo di Finanziamento Ordinario”.

L’INIZIATIVA CODACONS. Di fronte a questa situazione il Codacons ha scelto di intervenire: in uno dei Paesi europei più cari, in termini di tasse pagate dagli studenti universitari (oltre 1.602 dollari Usa a studente), è necessario fare chiarezza sulla legittimità delle richieste degli atenei. Per questo, l’Associazione mette a disposizione di tutti gli studenti universitari, di qualsiasi ateneo (sia in corso che fuori corso) una diffida da indirizzare alla propria università. In questo modo si può richiedere – in caso di violazioni simili a quelle accertate a Pavia – la restituzione delle somme versate in eccedenza.

PER ADERIRE. Per scaricare la diffida, necessaria anche per interrompere la prescrizione, clicca qui.

L’iscrizione avviene tramite l’invio di un SMS al numero 4892892 con il testo 203 CODACONS 2016 (al costo onnicomprensivo di € 2,03, di cui una parte destinata alla campagna sociale in favore dell’Associazione Mary Poppins www.assomarypoppins.it che si occupa dei bambini ricoverati nel reparto di oncologia del Policlinico Umberto I di Roma).

fonte: codacons.it

 

Dopo aver ottenuto la sospensione degli aumenti fino al prossimo 15 settembre, il Codacons chiede di indagare per truffa aggravata e aggiotaggio e mette a disposizione tutti coloro che si iscriveranno gratuitamente all’Associazione la nomina di persona offesa, il primo passo per chiedere la restituzione delle maggiori somme pagate in bolletta a causa dei rincari illegittimi

 

I FATTI. Dal 1° luglio sono tornate a crescere le bollette dell’energia elettrica: per una famiglia-tipo l’elettricità costa ora il 4,3% in più. Nulla di nuovo per i consumatori, abituati – purtroppo – a ogni genere di salasso; se non fosse per le (incredibili) ragioni addotte dall’Autorità per l’Energia elettrica, il gas e il sistema idrico a giustificazione del maggiore esborso.

L’impennata dei costi dell’energia elettrica, infatti, è dovuta principalmente alla crescita “significativa” dei costi di dispacciamento. E proprio il monitoraggio del servizio di dispacciamento negli ultimi due mesi ha rivelato “una serie di criticità” in alcune zone d’Italia “riconducibili alle strategie anomale” adottate da diversi operatori sul mercato all’ingrosso dell’energia elettrica.

In questo modo si sarebbe prodotto “un rilevante aggravio di costi per il sistema e ad una alterazione del normale meccanismo di formazione dei prezzi nei mercati”: le speculazioni dei grossisti, insomma, rischiano di pagarle i cittadini.

IL PROCEDIMENTO. Se le tariffe energetiche sono aumentate per effetto di condotte illecite adottate da speculatori professionisti, e non certo per il normale andamento del mercato, l’Autorità dell’energia avrebbe dovuto sospendere qualsiasi incremento dei prezzi. E invece, per i rincari è arrivato il via libera: l’Autorità si è limitata ad avviare un procedimento (delibera 342/2016/E/eel) intimando la cessazione immediata delle condotte anomale ancora in corso e prevedendo “l’eventuale adozione di altre misure regolatorie”, ma ha deciso di nascondere ai cittadini l’elenco dei grossisti accusati di condotte illecite, omettendo volutamente di rendere pubblico l’elenco degli operatori coinvolti.

L’INIZIATIVA CODACONS. La gravità dell’accaduto, che incide direttamente sul prezzo finale dell’energia elettrica praticato alle famiglie, è evidente. Il Codacons interviene su tutti i fronti in difesa dei diritti dei consumatori italiani: in primis, per garantire fin da subito la tutela dei cittadini, l’Associazione ha ottenuto una sospensione in via cautelare degli aumenti da parte del TAR Lombardia. Il procedimento è stato rinviato – per la discussione del ricorso nel merito – alla camera di consiglio fissata per il prossimo 15 settembre.

In secondo luogo, per il Codacons è necessario che siano diffusi i nomi dei grossisti dell’energia che hanno attuato pratiche anomale a danno dei consumatori, e per questo l’Associazione ha inoltrato apposita istanza all’Autorità. Infine, il Codacons ha depositato un esposto presso le Procure di Roma e Milano, chiedendo di indagare per il reato di truffa aggravata e aggiotaggio.

PER ADERIRE. Il CODACONS ha deciso di costituirsi parte offesa e di mettere a disposizione di tutti i  cittadini che dispongono di una utenza energetica la nomina di persona offesa da inviare in Procura, il primo passo – necessario – per chiedere la restituzione delle maggiori somme pagate in bolletta a causa dei rincari illegittimi. Per iscriverti gratuitamente all’Associazione e scaricare la nomina (e segui le indicazioni che verranno fornite di seguito).

aderisci all’iniziativa

 

Fonte Codacons.it

 

COMUNICATO STAMPA

12 luglio 2016

GLI EX DIRIGENTI DI CARIM SONO STATI RINVIATI A GIUDIZIO PER CUI, DI FRONTE A QUESTO ULTERIORE ELEMENTO, IL CODACONS INVITA TUTTI I 49.229.109 AZIONISTI DELLA CARIM A COSTITUIRSI PARTE CIVILE PER OTTENERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO SUBITO

 

Il CODACONS si dichiara soddisfatto sia dell’esito della decisione del G.U.P. di Rimini Dott. Vinicio Cantarini di rinviare a giudizio tutti gli imputati, tranne i sig.ri Piccioni – Pagliacci Farneti e Conti ex sindaci di CARIM, sia dei tempi celeri con cui è stata fissato l’inizio della fase dibattimentale per il 20 settembre 2016.

Stante però la prossimità della prima udienza dibattimentale, fissata appunto il 20 settembre 2016, tutti gli azionisti, che ancora non lo hanno fatto, è bene che si attivino subito per costituirsi parte civile nel procedimento penale per ottenere non solo da coloro che saranno condannati al termine del processo ma anche dalla stessa CARIM S.p.A. (la quale sarà tenuta a pari degli ex dirigenti a risarcire gli azionisti per il danno da questi subito a seguito di comportamenti delittuosi dei suoi ex dirigenti) il risarcimento del danno conseguente alla perdita di valore delle azioni della CARIM oltre interessi e rivalutazione ed al danno morale da reato che corrisponderà ad una ulteriore somma.

La prima udienza dibattimentale (fissata il 20 settembre) è l’ultimo momento in cui sarà possibile per gli azionisti o ex azionisti costituirsi parte civile, per cui è necessario che tutti coloro che desiderano essere assistiti dai legali del CODACONS si mettano subito in contatto con l’associazione per evitare di arrivare fuori tempo massimo e per evitare così di costringere gli avvocati a lavorare in tempi troppo stretti rischiando di commettere degli errori. Chi si iscriverà al CODACONS, oltre ad avere la possibilità di costituirsi parte civile, avrà diritto ad ottenere gratuitamente l’esame delle documentazione relativa all’acquisto delle azioni e della contrattualistica (contratto quadro, mifid, ecc.…) al fine di comprendere se, oltre a costituirsi parte civile nel procedimento penale, hanno anche la possibilità di seguire la via del giudizio civile per vedersi annullati gli acquisti delle azioni.

Invitiamo tutti gli azionisti a mettersi in contatto con il CODACONS al numero verde 800.05.08.00 oppure via email: info@codacons.emiliaromagna.it, ovvero rivolgersi alla sede del CODACONS di Rimini sita in Via Jano Planco n.16 cell 335.5351753, oppure Avv. Marina Cucchiarini con Studio sito in via Roma 102/b, Cell 338 9557834. Altra modalità è scrivere dal sito regionale del CODACONS Emilia Romagna o scrivere alla sede regionale Via Emilia Ponente n.86 – 40133 Bologna, ovvero dal sito nazionale www.codacons.it.

 

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

051.312611

9 luglio 2016

COMUNICATO STAMPA

IL CODACONS PARTE OFFESA NEL PROCEDIMENTO PENALE A CARICO DEGLI EX DIRIGENTI DELLA CASSA DI RIPARMIO DI CESENA OFFRE A TUTTI GLI AZIONISTI RIMASTI DANNEGGIATI GRATUITAMENTE LA NOMINA DI PERSONA OFFESA DA DEPOSITARE PRESSO LA PROCURA DI FORLI’

 

Il CODACONS prende atto che sono terminate le indagini preliminari relative ai bilanci della Cassa di Risparmio di Cesena ed all’operato dei dirigenti di detto istituto bancario iniziate parecchi mesi or sono e vuole comunicare ai numerosi azionisti che in questi mesi si sono messi in contatto con l’associazione, per sapere come poter fare per recuperare le perdite subite, ed a tutti gli altri azionisti rimasti danneggiati, che è venuta l’ora di potersi attivare in tal senso.

In particolare, il CODACONS Emilia Romagna, metterà a disposizione di tutti coloro che si assoceranno  alla quota simbolica di 2 Euro, l’atto di nomina di persona offesa da depositare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì per segnalarsi tra coloro che hanno subito un danno come conseguenza dei reati contestati agli attuali indagati dirigenti della Cassa di Risparmio di Cesena sino a tutto il 2013 allegando a tale atto un documento, come ad esempio l’estratto conto del deposito titoli o gli ordii di acquisto o di vendita se il titolo è che dimostri che sono o sono stati titolari delle azioni della Cassa di Risparmio di Cesena. Il deposito di tale atto darà diritto a tutti i danneggiati di venire notiziati dalla Procura della Repubblica di tutti gli sviluppi del procedimento penale e così di sapere per tempo la data di fissazione della prima udienza avanti al G:U.P. ( Giudice Udienza Preliminare) e di avere copia della richiesta di rinvio a giudizio che è un atto essenziale per poter predisporre per tempo l’atto di costituzione di parte civile che è lo strumento giuridico processuale con cui gli azionisti danneggiati potranno chiedere che in caso di condanna degli imputati questi insieme alla banca siano tenuti a risarcire loro il danno subito.

IL CODACONS oltre che costituirsi esso stesso come parte civile come ha già fatto anche nel procedimento penale a carico degli ex dirigenti di Banca CARIM venendo ammesso unitamente a tutti gli azionisti rappresentati in quel giudizio dai propri legali affiancherà tutti gli azionisti della Cassa di Risparmio di Cesena che ne faranno richiesta per ottenere il risarcimento del danno subito.

Non solo ma fornendo copia di tutti i documenti che verranno indicati dall’associazione a chi assocerà oltre all’atto di nomina di persona offesa relativa al procedimento penale, verrà effettuato anche un esame gratuito volto a verificare chi di loro per motivi di nullità legati alla contrattualistica di apertura del contratto quadro o legati a come è stato e se è stato predisposta la dichiarazione MIFID ovvero se si è in presenza o meno delle informative dovute dalla banca al cliente circa i rischi legati al titolo della Cassa di Risparmio di Cesena e circa la adeguatezza o meno dell’acquisto rispetto al profilo di rischio del cliente al finale di tentare volendo anche in sede civile l’annullamento dell’acquisto e la restituzione delle somme investire nella azioni o un risarcimento del danno. Verrà inoltre verificata la possibilità di ottenere l’annullamento dell’acquisto delle azioni anche nell’ipotesi in cui il loro acquisto è stato preteso dalla banca per concedere una linea di credito o un mutuo.

Tutti coloro che desiderino ottenere l’atto di nomina di persona offesa associandosi al CODACONS potranno chiamare il numero verde 800 05.08.00 oppure scrivere al Codacons Emilia Romagna utilizzando la email info@codacons.emiliaromagna.it che compare sul sito regionale dell’associazione oppure scrivere a CODACONS Emilia Romagna Via Emilia Ponente n.86 CAP 40133 Bologna. A tutti coloro che si assoceranno verrà assegnato un legale di appoggio tra Forlì e Rimini.

Bologna, 9 luglio 2016

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

Foto del profilo di Alessio D'Alterio

Pensa se potesse parlare…. # Io non ti abbandono

by Alessio D'Alterio on

 

Il CODACONS Emilia Romagna si schiera contro l’abbandono dei nostri amici animali ! ! ! !

Venite a trovarci Venerdì 15 Luglio ai Giardini Margherita di Bologna: vi aspetta un ristoro, gadget, e spettacoli di intrattenimenti con i nostri amici a quattro zampe ! ! ! !

Aiutaci a raccogliere fondi per i nostri amici animali, la tua presenza è importante ! ! ! !
Potrai donare cibo ecc che verranno donati ai canili della zona ! ! ! !

Pensi che il tuo amico a quattro zampe sia bellissimo? Partecipa al contest dell’Evento sulla nostra pagina Facebook: pubblica la foto dei tuoi amici a quattro zampe qui sulla pagina dell’evento con #ionontiabbandono solo i migliori tre verranno premiati ai Giardini durante l’Evento (ore 19.00) ! ! ! !

22 giugno 2016 

COMUNICATO STAMPA

IL CODACONS INVITA IL PREFETTO DI BRESCIA A NON REITERARE IL

DIVIETO DI VENDITA DI BIGLIETTI PER L’ULTIMA PARTITA DEI PLAY-OFF TRA FORTITUDO ETERNEDILE e BASKET BRESCIA LEONESSA

Il CODACONS ha inviato al Prefetto di Brescia un’istanza volta ad evitare che, anche per l’incontro che si terrà venerdì sera, vi sia un divieto di vendita dei biglietti a tutti i residenti in Emilia Romagna, in quanto ciò comporterebbe una ingiusta limitazione alla libertà dei consumatori di usufruire liberamente di una pubblica manifestazione, sulla base di un elemento -quale la residenza- che non costituisce riferimento alcuno alla pericolosità della persona. La reiterazione di un provvedimento di questo tipo andrebbe a limitare il diritto costituzionalmente tutelato agli art. 2, 17 e 21 della Costituzione Italiana. Non solo, ma il provvedimento delle scorsa settimana non è mirato neppure a identificare in alcun modo eventuali gruppi specifici, ma indirizza indistintamente e genericamente il divieto a tutti i residenti in Emilia Romagna, così come quello del prefetto di Bologna per quanto riguarda i cittadini della Regione Lombardia, senza che si possa -ripetiamo- individuare alcun motivo di astio o di episodi di violenza intervenuti nei precedenti incontri sportivi tra la Fortitudo Bologna e la Pallacanestro Brescia. Lo sport, in tutte le sue manifestazioni, come evento di massa rappresenta un momento in cui i cittadini, senza distinzione alcuna “di residenza”, nel manifestare l’appartenenza ad una fede / appartenenza sportiva ad un club, in qualche modo, realizzano e manifestano il loro riconoscimento ad un torneo sportivo su basi regolamentari, condivise da tutti gli iscritti al campionato e, così facendo, manifestano nell’ambito di ciò che è lecitamente concesso loro – in modo spesso colorato – in ogni caso il riconoscimento non solo del principio meritocratico per cui al migliore deve essere riconosciuta tale sua capacità con i premi che in ambito sportivo gli devono essere conferiti (coppe, medaglie  e promozioni), ma anche il principio decubertiano secondo cui “l’importante è partecipare”. Un provvedimento di divieto indiscriminato a tutti i residenti in Emilia Romagna danneggerebbe, inoltre, ingiustamente tutte le società che sponsorizzano la Fortitudo Pallacanestro 103, le quali, essendo legate in termini di operatività e riferibilità al territorio dell’Emilia Romagna vedrebbero in parte vanificato l’impegno finanziario profuso, non potendo trasmettere il loro massaggio pubblicitario ai tifosi Emiliano Romagnoli che, se non abbonati a Sky, non potranno usufruire neppure delle immagini della partita. Riservandosi di impugnare eventuali provvedimenti di divieto che dovessero essere emanati nuovamente dalla Prefettura di Brescia, il Codacons garantirà in ogni caso la presenza di un proprio legale al seguito dei tifosi della Fortitudo per verificare se verranno rispettati i diritti dei cittadini a presenziare alla partita all’interno o all’esterno del Palazzo dello Sport di Montichiari (BS). 

Bologna, 22 giugno 2016

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

ISTANZA DI DIFFIDA AL PREFETTO DI BRESCIA

*****

Con la presente istanza, il CODACONS Sezione Emilia Romagna, quale Associazione senza fini di lucro che per Statuto persegue e tutela “con ogni mezzo legittimo, ed in particolare con il ricorso allo strumento giudiziario, i diritti e gli interessi di consumatori ed utenti, nei confronti dei soggetti pubblici e privati produttori e/o erogatori di beni e servizi” (Statuto CODACONS, Art. 2, co.1), intende sottoporre all’attenzione del Prefetto sopra indicato la incresciosa situazione di discriminazione che si è venuta a creare nei giorni scorsi e che si intende sin da subito inibire pro futuro, che emerge dalle seguenti circostanze di fatto.

***

Con provvedimento del 10.06.2016, Prot. N. 18423/12B.3.10/4-1/Area 1/O.S.P., il Prefetto della Provincia di Brescia ha disposto – in occasione degli incontri di basket Centrale del Latte Brescia-Eternedile Bologna, in programma presso il “Pala George” di Montichiari lo scorso 12 e 14 giugno ’16 – il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Emila Romagna, per presunti motivi di ordine e sicurezza pubblica, in vista di “pregressi episodi verificatisi nel corso degli ultimi incontri”.

Orbene, è intenzione del CODACONS evitare che un simile provvedimento possa essere reiterato anche per i prossimi incontri tra le squadre predette e, in particolare, per la prossima partita di venerdì 24.06.2016, stante l’assoluta infondatezza nonché ingiustizia di un simile provvedimento. Difatti, è oltremodo illegittimo un divieto di vendita dei biglietti a tutti i residenti in Emilia Romagna, in quanto ciò comporta una ingiusta limitazione alla libertà dei consumatori di usufruire liberamente di una pubblica manifestazione, sulla base di un elemento -quale la residenza- che non costituisce riferimento alcuno alla pericolosità della persona. La reiterazione di un provvedimento di questo tipo andrebbe a limitare il diritto costituzionalmente tutelato agli art. 2, 17 e 21 della Costituzione Italiana. Non solo, ma il provvedimento delle scorsa settimana sopra citato non è mirato neppure a identificare in alcun modo eventuali gruppi specifici, ma indirizza indistintamente e genericamente il divieto a tutti i residenti in Emilia Romagna, così come quello del prefetto di Bologna per quanto riguarda i cittadini della Regione Lombardia, senza che si possa -ripetiamo- individuare alcun motivo di astio o di episodi di violenza intervenuti nei precedenti incontri sportivi tra la Fortitudo Bologna e la Pallacanestro Brescia.

Lo sport, in tutte le sue manifestazioni, come evento di massa rappresenta un momento in cui i cittadini, senza distinzione alcuna “di residenza”, nel manifestare l’appartenenza ad una fede / appartenenza sportiva ad un club, in qualche modo, realizzano e manifestano il loro riconoscimento ad un torneo sportivo su basi regolamentari, condivise da tutti gli iscritti al campionato e, così facendo, manifestano nell’ambito di ciò che è lecitamente concesso loro – in modo spesso colorato – in ogni caso il riconoscimento non solo del principio meritocratico per cui al migliore deve essere riconosciuta tale sua capacità con i premi che in ambito sportivo gli devono essere conferiti (coppe, medaglie  e promozioni), ma anche il principio decubertiano secondo cui “l’importante è partecipare”.

Non solo ma stante i comunicati emessi in queste ore dalla tifoseria organizzata della Fortitudo che invita i tifosi a recarsi n ogni caso a Montichiari parrebbe che i rischi di incidenti sarebbero certo superiori con migliaia di tifosi sparsi sul territorio cittadino piuttosto che presenti in numero contingentato all’interno del Palazzo dello Sport di Montichiari sotto il controllo molto più semplice delle Forze dell’ordine presenti e sotto l’occhio vigile delle telecamere  della struttura di Montichiari oltre che della diretta Sky che rappresenterebbero  un sicuro deterrente a qualsiasi comportamento  scorretto da parte dei tifosi  di entrambe le parti con conseguenti possibili provvedimenti della Giustizia Sportiva quale ulteriore deterrente.

Diversamente   il rischio è di sottoporre la cittadinanza di Montichiari ad un forte disagio dato dalla tensione che si potrebbe generare a fronte di assembramenti non autorizzati tra tifosi e Forze dell’Ordine.

Un provvedimento di divieto indiscriminato a tutti i residenti in Emilia Romagna danneggerebbe, inoltre, ingiustamente tutte le società che sponsorizzano la Fortitudo Pallacanestro 103, le quali, essendo legate in termini di operatività e riferibilità al territorio dell’Emilia Romagna vedrebbero in parte vanificato l’impegno finanziario profuso, non potendo trasmettere il loro massaggio pubblicitario ai tifosi Emiliano Romagnoli che, se non abbonati a Sky, non potranno usufruire neppure delle immagini della partita. Riservandosi di impugnare eventuali provvedimenti di divieto che dovessero essere emanati nuovamente dalla Prefettura di Brescia.

Infine, non si comprende anche nell’ipotesi non creduta di reiterazione dei provvedimenti già emessi nelle scorse settimane come mai tale divieto dovrebbe colpire solamente i residenti della Regione Emilia Romagna, impedendo agli stessi di partecipare all’avvenimento sportivo, e non – per ragioni di parità di trattamento – a quel punto a tutti i tifosi che aspirano a partecipare all’evento, ossia anche della squadra della Pallacanestro Brescia, onde evitare evidenti disparità tra i consumatori.

***

Per quanto sopra evidenziato, il CODACONS, in persona del Vice Presidente Nazionale nonché Presidente Regionale dell’Emila Romagna, avv. Bruno Barbieri,

DIFFIDA

Il Prefetto, nella Sua veste di autorità preposta, alle funzioni di Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza e Gestione dei procedimenti e delle attività in materia di tutela  dell’ordine e della sicurezza pubblica ad emettere provvedimenti sulla scorta del precedente provvedimento del 10.06.2016, Prot. N. 18423/12B.3.10/4-1/Area 1/O.S.P.,

NONCHE’

ad astenersi per il futuro dall’autorizzare, asseverare, emettere e dare esecuzione a provvedimenti di tale tenore, riservandosi ogni eventuale e più opportuno ricorso legalmente previsto.

Bologna, 22.06.2016

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

AUTOMOBILISTI ITALIANI “DI SERIE B”, CODACONS DIFFIDA MINISTERO DELLO SVILUPPO A IMPORRE ACCORDO CON VW ANALOGO A QUELLO RAGGIUNTO NEGLI USA


Volkswagen sarebbe pronta a correre ai ripari per i danni prodotti negli Stati Uniti a seguito dello scandalo “dieselgate”, siglando un accordo con le autorità americane in base al quale la casa automobilistica verserebbe 10 miliardi di dollari, di cui 6,5 miliardi in favore dei proprietari di auto, e 3,5 al governo americano.
“Mentre negli Usa Volkswagen sigla accordi con le autorità e dispone indennizzi miliardari per gli automobilisti coinvolti nel caso delle emissioni falsificate, in Italia tutto tace, e le uniche iniziative concrete messe in atto a tutela dei proprietari di auto sono le azioni risarcitorie avviate dal Codacons in Tribunale – spiega il presidente Carlo Rienzi – Le istituzioni italiane non hanno saputo inchiodare l’azienda alle proprie responsabilità, e nessun indennizzo è stato finora proposto ai possessori di auto Vw. Si è creata una evidente disparità di trattamento, con gli automobilisti italiani trattati come utenti “di serie B” rispetto a quelli americani, che pur in presenza di identico danno (le emissioni falsificate) riceveranno cospicui risarcimenti”.
“Per tale motivo presenteremo domani una formale diffida al Ministero dello sviluppo economico, affinché avvii le procedure per raggiungere con Volkswagen una intesa analoga a quella che sarebbe stata siglata negli Stati Uniti – prosegue Rienzi – Nell’attesa, l’unica speranza per i proprietari di auto del gruppo Vw risiede nella class action avviata dal Codacons al Tribunale di Venezia, l’unica relativa allo scandalo emissioni, sulla quale i giudici si pronunceranno a breve”.

codacons.it

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