19 luglio 2018

COMUNICATO STAMPA

economia

CORTE DI APPELLO DI MILANO ORDINI DI ACQUISTO DI TITOLI (AZIONI FINMEK) VALIDI SOLO SE SCRITTI A FRONTE DI ACCORDO IN TAL SENSO CONTENUTO NEL CONTRATTO QUADRO

Il CODACONS ha ottenuto dalla Corte di Appello di Milano (sentenza n. 2353/2018) la conferma della sentenza del Tribunale civile di Milano di condanna della Banca Popolare Commercio e Industria (oggi UBI Banca S.p.A.) al rimborso e risarcimento di euro 30.000,00 a favore di due risparmiatori residenti a Modena, associati CODACONS, in quanto ha ritenuto priva di pregio giuridico la tesi della difesa della banca secondo cui, pur in presenza nel contratto quadro dell’impegno a ritenere validi solo gli ordini di acquisto scritti o in via eccezionale quelli telefonici registrati su supporto magnetico, pretendeva di comprovare l’esistenza dell’ordine e quindi la sua validità sulla base di presunzioni legate alle comunicazioni avvenute tra banca e cliente da cui si evinceva l’esecuzione di detto ordine di acquisto così come l’incasso da parte del risparmiatore di cedole che le obbligazioni della Finmek avevano staccato nel corso degli anni. La Corte di Appello di Milano ha ribadito che la prova presuntiva non è ammessa là dove non può essere ammessa la prova testimoniale ex art. 2729 c.c. così come ha ribadito che in ogni caso la prova testimoniale (anche se richiesta dall’Istituto di credito)  non avrebbe potuto trovare accoglimento nel caso di specie ex art. 2725 e 2725 c.c. in quanto la banca non ha addotto alcuna incolpevole perdita dell’ordine di acquisto.

La Corte di Appello di Milano ha anche rigettato la tesi della banca basata sull’exceptio doli generalis” che l’Istituto di credito ha formulato con riferimento alle domande giudiziali attoree. La convenuta ha infatti sostenuto che l’avere gli attori proposto dette domande solo dopo il default di Finmek, che ha azzerato il valore delle sue obbligazioni, dopo che gli stessi avevano incassato le cedole di interessi nel periodo, in cui la Finmek era in bonis, è chiaramente indice di mala fede. Sul punto però la Corte di Cassazione (per tutte vedi sentenza n. 15216del 2012) ha avuto modo di precisare che:” La “exceptio doli generalis seu presentis” ha ad oggetto la condotta abusiva o fraudolenta dell’attore, che ricorre quando questi, nell’avvalersi di un diritto di cui chiede tutela giudiziale, tace, nella prospettazione della fattispecie controversia, situazioni sopravvenute alla fonte negoziale del diritto fatto valere ed aventi forza modificativa o estintiva dello stesso, ovvero esercita tale diritto al fine di realizzare uno scopo diverso da quello riconosciuto dall’ordinamento o comunque all’esclusivo fine di arrecare pregiudizio ad altri, o, ancora, contro ogni legittima ed incolpevole aspettativa altrui.”

Ciò posto, è da ritenere che:

– nella fattispecie non vi sia nessun fatto modificativo o estintivo sopravvenuto alla fonte negoziale del diritto fatto valere in giudizio, poiché fin dall’inizio è da ritenere che l’ordine di acquisto delle obbligazioni Finmek fosse nullo;

– non vi è un utilizzo abusivo o fraudolento dell’azione di nullità, poichè quest’ultima ha di regola, come conseguenza, la ripetizione di indebito, che è ciò che gli attori chiedono;

– non vi è un uso dell’azione giudiziale per scopi diversi da quelli riconosciuti dall’ordinamento, poiché trattasi di una normale azione di nullità, in cui non è rinvenibile un intento emulativo;

– non vi è un esercizio dell’azione giudiziaria contro la incolpevole aspettativa altrui, perché la condizione della banca non è incolpevole, dato che il contratto quadro stabilisce forma scritta, che essa medesima non ha nella specie assicurato.

Pertanto, non vi è un abuso del diritto o un esercizio emulativo di esso, di cui la banca possa dolersi e, quindi, non vi è una mala fede degli attori, almeno nei predetti limiti, in cui essa possa essere rilevante nell’azione giudiziaria esperita.

Si tratta di una pronuncia importante che pone in risalto come sia sempre a carico della banca la prova dell’esistenza di un ordine di acquisto anche quando l’apparenza potrebbe far ritenerne l’esistenza e che l’esito di dette controversia non può che essere a favore del risparmiatore quando la banca non assolve a tale onere probatorio. Il CODACONS invita pertanto tutti coloro che hanno controversie con Istituto di credito finanziarie ed assicurazioni di usufruire dei parerei legali gratuiti che il CODACONS fornisce ai propri associati senza i quali il risparmiatore nel caso sopra descritto non avrebbe mai potuto recuperare i suoi euro 30.000,00 oltre interessi.

Vice Presidente Nazionale CODACONS, Responsabile Contenzioso Bancario CODACONS  e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

18 luglio 2018 

COMUNICATO STAMPA

economia

TRIBUNALE DI MODENA IL CONTRATTO DI PEGNO DI TITOLI A FAVORE DI UNA SOCIETA’ SCONOSCIUTA AL RISPARMIATORE E’ NULLO/ INEFFICACE

 

Il CODACONS ha ottenuto dal Tribunale di Modena (sentenza n.1227/2018) un’importante sentenza a favore di un proprio associato erede di un’anziana risparmiatrice che risultava aver sottoscritto un contratto di pegno a favore di una società a lei del tutto sconosciuta, contratto oltretutto siglato in epoca antecedente all’apertura del deposito titoli. Non solo ma nella vicenda in questione che coinvolge l’ex Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A. divenuta Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A. oggi in ultimo divenuta a sua volta Banca Popolare dell’Emilia Romagna S.p.A., non sono stati rinvenuti gli ordini di acquisto dei Bot e delle azioni bancarie poste a pegno ed in ogni caso gli acquisti erano antecedenti alla apertura del deposito titoli e per ciò stesso nulli.

Il Tribunale oltre a prendere atto di ciò – ha basato la propria decisione sulla circostanza data dal fatto che il pegno di euro 44.000,00, escusso dalla banca a fronte del mancato pagamento da parte del debitore principale così garantito, era a favore di soggetto del tutto estraneo alla risparmiatrice ed in assenza di valida spiegazione fornita dalla banca del perchè mai quest’ultima avrebbe dovuto prestare una garanzia a favore di un soggetto con cui non aveva mai avuto alcun legame, ha ritenuto di dover condannare la banca alla restituzione di detta somma oltre interessi legali dalla data della domanda al saldo, non potendo la banca non essere consapevole di aver agito a danno del cliente.  

Si tratta di una pronuncia importante che pone in risalto come sia sempre carico della banca la prova di aver tenuto un comportamento diligente nei confronti del risparmiatore anche quando l’apparenza data dalla contrattualistica ad un primo esame superficiale parrebbe giustificare l’operato dell’Istituto di credito. Il CODACONS invita pertanto tutti coloro che hanno controversie con Istituti di credito finanziarie ed assicurazioni di usufruire dei parerei legali gratuiti che il CODACONS fornisce ai propri associati senza i quali il risparmiatore nel caso sopra descritto non avrebbe mai potuto recuperare i suoi euro 44.000,00 oltre interessi.

Si allega sentenza

Vice Presidente Nazionale CODACONS, Responsabile Contenzioso Bancario CODACONS  e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

16 luglio 2018

COMUNICATO STAMPA

TRIBUNALE DI MODENA L’ORDINE DI ACQUISTO DI TITOLI DISCONOSCIUTO DAL RISPARMIATORE E’ NULLO E IL RISPARMIATORE VA RISARCITO

Il CODACONS ha ottenuto dal Tribunale di Modena (sentenza n.1089/2018) la dichiarazione di nullità dell’ordine di acquisto di titoli che era stato disconosciuto dal risparmiatore a fronte della mancata richiesta di verificazione della firma sull’ordine stesso da parte dell’Istituto bancario (Banco Popolare Soc. Coop. già Banco Popolare di Verona San Geminiano e San Prospero) che dovrà così rimborsare / risarcire l’investitore residente in provincia di Modena di euro 15.000,00.     Questa sentenza pone in luce come ordini di acquisto non siglati dal titolare del contratto di intermediazione finanziaria o da soggetti da lui delegati sia nullo. La banca ha l’obbligo infatti di dimostrare che il risparmiatore ha effettivamente voluto effettuare un certo investimento e lo può fare solo per prova scritta o per registrazione su supporto magnetico mentre la prova orale (per testi) è possibile solo quando la banca abbia perso, per motivo a lei non addebitabile, l’ordine scritto o la registrazione su supporto magnetico. Queste e molte altre sono le regole volute dal Legislatore a tutela del risparmio per cui tutti coloro che hanno subito delle perdite finanziarie prima di disperarsi è bene che facciano verificare la loro posizione da una legale di loro fiducia o da una legale di una associazione dei consumatori.

Vice Presidente Nazionale CODACONS, Responsabile Contenzioso Bancario CODACONS  e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

13 luglio 2018

COMUNICATO STAMPA

CORTE DI CASSAZIONE AFFERMA IL DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO DEL CONSUMATORE CHE HA ACQUISTATO UN PACCHETTO VACANZE ANCHE QUANDO IL DANNO E’ PROVOCATO DAI SOGGETTI TERZI RISPETTO AL TOUR OPERATOR ANCHE PRIMA DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL CODICE DEL CONSUMO   

Il CODACONS all’interno di una vicenda legata all’acquisto di un pacchetto di viaggio ha fatto riconoscere alla Corte di Cassazione (sentenza n.11724/2018) l’errata interpretazione data dal Tribunale di Bologna alla normativa di settore il quale aveva assolto il tour operator da ogni responsabilità e negato il risarcimento del danno subito dal viaggiatore a seguito di inadempimenti posti in essere dal vettore aereo la cui prestazione rientrava nel pacchetto di viaggio acquistato.

Il Tribunale di Bologna nel respingere l’appello dei viaggiatori, che si sentivano non soddisfatti della sentenza pur parzialmente favorevole del Giudice di Pace di Bologna, aveva stabilito che in base a quanto previsto dal contratto di viaggio nulla potesse essere contestato al Tour Operator che aveva agito con diligenza nelle proprie attività e nello scegliere i soggetti terzi (società compreso nel caso di specie quella del vettore aereo) da inserire nel pacchetto  di viaggio.

La Corte di Cassazione ha chiarito che (come affermato dal legale del CODACONS che nel caso di specie tutelava il viaggiatore), anche in epoca antecedente alla approvazione del Codice del Consumo non potesse non prevalere nel regolare la materia la L.1084/1977 di ratifica della Convenzione Internazionale di Bruxelles del 23.04.1970 ed il successivo Dlgs 111/ 1995 in base ai quali l’organizzatore o il venditore del viaggio che si avvale di altri prestatori di servizi è comunque tenuto il danno comunque sofferto dal consumatore, salvo il diritto di rivalersi nei loro confronti. Tale pronuncia che richiama tra l’altro quanto già stabilito in precedenti sentenze dalla medesima Corte di Cassazione ovvero che il “viaggio vacanza tutto compreso” connotato da “ finalità turistica” (o “ scopo di piacere”) “si sostanzia nell’interesse che lo stesso è sostanzialmente volto a sodisfare, connotandone la causa concreta, e determinando, perciò, l’essenzialità di tutte le attività e dei servizi strumentali  alla realizzazione del preminente scopo vacanziero” ( cfr Cass sent 16315/2007).

Ulteriore errore del Tribunale di Bologna rilevato dalla Corte di Cassazione fu quello di non tenere nel debito conto il disagio dei turisti per aver ricevuto il bagaglio con due settimane di ritardo.

Ora dopo che la Corte di Cassazione ha accolto entrambi i motivi di impugnazione della sentenza emessa dal Tribunale  di Bologna – la cui sentenza ha cassato con rinvio al medesimo Tribunale, ribadendo in tal modo la ratio e la forza della norma a tutela dei viaggiatori, la controversia tornerà all’esame del Tribunale di Bologna in persona di un giudice diverso da colui che aveva messo al sentenza cassata che dovrà decidere la controversia sulla base dei principio stabiliti dalla Corte di Cassazione.

  Si allega relativa sentenza

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

12 Luglio 2018

COMUNICATO STAMPA

Economia

 

TRIBUNALE DI BOLOGNA ESISTE UN OBBLIGO DI BUONA FEDE TRA RISPARMIATORI – CHI LO VIOLA E’ TENUTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO NEI CONFRONTI DELL’ALTRO ANCHE QUANDO ENTRAMBI SONO RIMASTI VITTIME DI UN MEDESIMO PROMOTORE FINANZIARIO 

Il CODACONS, all’interno di una vicenda legata ad un promotore finanziario infedele di Bologna che ha danneggiato decine di risparmiatori dove alcuni di essi non avevano le condizioni per poter agire contro un soggetto terzo (istituto di credito), ha fatto rimarcare dal Tribunale di Bologna, il fatto che il risparmiatore che ha emesso un assegno incassato da terzi a seguito dell’indicazione da parte del promotore finanziario infedele (poi rilevatosi insolvente/ nulla tenente) invece che del nome della società di cui il risparmiatore voleva acquistare i titoli il nome di un altro cliente – anch’esso truffato, ha diritto a rivalersi nei confronti di quest’ultimo il quale, non avendo alcun titolo di credito nei confronti del primo, non avrebbe, anche se tratto in inganno dal promotore, dovuto incassare l’assegno in questione.

Ci si trova, infatti, in questo caso di fronte ad un arricchimento senza causa che seppur non spieghi alcun effetto penalmente rilevante, essendo il tutto avvenuto all’interno di una truffa posto in essere dal promotore (o per meglio dire nel caso di specie ex promotore finanziario all’epoca dei fatti ),  mantiene le caratteristiche di un illecito arricchimento in quanto colui che incassa un titolo di un soggetto rispetto al quale non vanta alcuna ragione è tenuto a rimborsare detta somma oltre a dover risarcire il primo risparmiatore del danno subito.

Si tratta certamente di casi limite in cui per motivi particolari non esiste titolo per agire contro l’ex datore di lavoro del promotore finanziario, ma che costituiscono in ogni caso un rimedio efficace quando – ad incassare la somma destinata ad investimenti non è il promotore ma un soggetto terzo ed il promotore risulta incapiente e come nel caso il secondo risparmiatore non ha mai sporto denuncia querela contro il promotore finanziario.

Vice Presidente Nazionale CODACONS, Responsabile Contezioso Bancario CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

11 luglio 2018

COMUNICATO STAMPA

economia

Il CODACONS METTE IN ALLERTA I CLIENTI DEI PROMOTORI FINANZIARI DI RECENTE RADIATI DALL’ALBO DEI PROMOTORI PER COMPORTAMENTI SCORRETTI TENUTI NEI CONFRONTI DEI CLIENTI

Il CODACONS rammenta a tuti i risparmiatori che sarebbe bene da parte loro tenersi informati su quali sono i promotori finanziari radiati o sanzionati dal loro albo di appartenenza per comportamenti scorretti e nei confronti dei clienti: Spesso gli istituti di credito o assicurazioni per cui detti promotori operano tendono a non far risaltare la presenza di promotori finanziari sanzionati tra le loro file tentando di coprire tali notizie non edificanti per loro immagine circa la presenza di promotori infedeli che ad esempio hanno sottratto somme ai clienti o rendicontato ai risparmiatori situazioni patrimoniali relative ai singoli portafogli titoli diverse da quelle effettive.  Purtroppo la tendenza registrata da parte di alcune banche è di operare in queste circostanze tramite propri ispettori interni che invece che prevenire i danni ai clienti dei propri istituti di credito o compagnie assicurative tendono a soffocare i reclami dei risparmiatori facendo loro crescere un senso di colpa per essersi troppo fidati del promotor finanziario rivelatosi infedele. In realtà il risparmiatore truffato non deve temere nulla e deve imparare a far valere a pieno il proprio diritto al risarcimento pieno e alla condanna in sede penale di chi ha perpetrato la truffa ai suoi danni.  Anche di recente il Tribunale Penale di Ferrara ha non solo condannato un promotore finanziario di banca Mediolanum  ad oltre 11 anni di carcere ma ha condannato la banca a risarcire il danno pieno subito dai clienti oltre un ulteriore 30% rispetto al danno patrimoniale a titolo di danno morale da reato. Così risparmiatori che avevano perduto 100.000,00 euro se ne sono visti liquidare dal Tribunale euro 130.000,00.  Nell’assolvere alle proprie finalità statutarie il CODACONS segnala che di recente l’albo dei promotori finanziari ha assunto, seppur a nostro avviso con grave ritardo, iniziative disciplinari anche gravi nei confronti dei seguenti promotori finanziari: Giovanni Battista Gennaro per comportamenti tenuti tra il 2015 ed il 2016 per aver svolto un’attività in grave contrasto con l’ordinato svolgimento dell’attività di consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede per conto di Veneto Banca e Azimut, avendo personalmente svolto attività di intermediazione titoli in relazione a somme di pertinenza di taluni clienti, anziché indirizzare le stesse verso investimenti presso i soggetti abilitati per conto dei quali egli svolgeva offerta fuori sede; per aver acquisito somme di pertinenza dei clienti, non provvedendo a restituire gli importi a richiesta degli interessati ed utilizzando le somme ricevute a fini personali, anziché investirle per conto dei clienti; per aver generato confusione nei clienti in merito all’attività svolta per conto degli intermediari mandanti ed a quella svolta in autonomia, per l’accettazione dai clienti e la consegna agli stessi di denaro mediante operazioni recanti causali equivoche, apparentemente riconducibili all’attività di offerta fuori sede per conto dell’intermediario mandante, nonché c) la consegna ai clienti di rendiconti non ufficiali, alcuni dei quali recanti la sua sottoscrizione in qualità di «consulente finanziario», altri contenenti la dicitura «Promotore Finanziario ai sensi della Legge 02/01/1991 n. 1 – Iscritto all’Albo al n. 144 il 12/02/1992 nonché per aver accettato dai clienti mezzi di pagamento difformi da quelli ivi previsti, è stata disposta la radiazione dell’albo unico dei consulenti finanziari e sig. Giacomo De Luca   FIDEURAM – INTESA SANPAOLO PRIVATE BANKING SPA IN FORMA ABBREVIATA FIDEURAM SPA. Regione: EMILIA ROMAGNA per l’utilizzo dei codici di accesso ai rapporti di pertinenza degli investitori nel caso di specie, violazione particolarmente grave della normativa di riferimento, avuto riguardo al numero dei clienti coinvolti ed alla durata in cui la condotta illecita è stata posta in essere (dal 2014 al 2015),  per aver accettato dal cliente mezzi di pagamento, strumenti finanziari e valori con caratteristiche difformi da quelle prescritte dall’art. 108, comma 5, del regolamento tali condotte illecite costituiscono, nel caso di specie, violazioni particolarmente gravi della normativa di riferimento, visto il contesto in cui le violazioni sono state poste in essere;

è stato radiato dall’Albo unico dei consulenti finanziari.

Tutti i risparmiatori che non avessero ottenuto soddisfazione dal proprio istituto di credito delle perdite subite o di mancati guadagni frutto del comportamento di detti promotori finanziari, possono rivolgersi al CODACONS per avere una prima assistenza gratuita

Si allega: bollettino dell’albo dei consulenti finanziari che riporta le due radiazioni. (clicca qui per scaricare)

Vice Presidente Nazionale CODACONS Responsabile Contenzioso Bancario CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

9 luglio 2018

COMUNICATO STAMPA

CORTE DI APPELLO DI BOLOGNA RESPINGE RICHIESTA DI SOSPENSIVA AVANZATA DA BANCA MEDIOLANUM  EFFICACIA SENTENZA TRIBUNALE PENALE DI FERRARA RELATIVA ALLA VICENDA DEL  PROMOTORE FINANZIARIO RAFFELE MAZZONI

 

Il CODACONS che tutelava quasi un centinaio di famiglie residenti tra i comuni di Jolanda di Savoia, Codigoro e Ferrara rimaste truffate dal comportamento osto in essere dal promotore finanziario di Banca Mediolanum – Raffaele Mazzoni, apprende con soddisfazione che la Corte di Appello di Bologna ha deciso di respingere la richiesta, avanzata dai difensori di Banca Mediolanum, quale responsabile civile condannata in primo grado a pagare a titolo di provvisionale alcuni milioni di euro a favore delle parti civili costituite, ex clienti di Banca Mediolanum, di sospendere l’efficacia della sentenza di primo grado in attesa del giudizio di appello la cui prima udienza non è stata ancora fissata.

La Corte di Appello di Bologna ha ritenuto che non sia di immediata evidenza la fondatezza dell’appello promosso da Banca Mediolanum e che in realtà l’affermazione secondo cui il pagare somme così ingenti a dei soggetti privati esporrebbe la banca nella difficoltà di recuperare tali somme in caso di accoglimento dell’appello da lei promosso, non essendo provato in alcun modo che le parti civili beneficiarie della provvisionale non siano nella disponibilità di altre cifre o di beni patrimoniali a loro intestati, sia infondata non bastando la generica qualità di parte civile private a dimostrare il pericolo paventato da Banca Mediolanum. Inoltre è certamente vero il contrario, ovvero, che la somma liquidata a titolo di provvisionale non costituirebbe in ogni caso un importo tale da mettere in difficoltà una società come BANCA MEDIOLANUM. La Corte di Appello poi non ha potuto non prendere atto della incongruità della richiesta di sospensiva dopo che la banca aveva già provveduto a pagare la provvisionale liquidata con la sentenza di primo grado dal Tribunale penale di Ferrara anche in assenza di azione forzosa, una parte delle parti civili private.

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

ELEZIONI AMMINISTRATIVE BALLOTTAGGIO

by Alessio D'Alterio on

20 giugno 2018 – Salsomaggiore Terme – COMUNICATO STAMPA

ELEZIONI AMMINISTRATIVE BALLOTTAGGIO

Il CODACONS Emilia Romagna, che aveva condiviso con il candidato Sindaco dei 5 stelle il punto di programma relativo alla realizzazione di uno sportello per una prima assistenza gratuita ai cittadini in materia di controversia di telefonia, gas, luce, acqua, banche e cartelle esattoriali all’interno del Comune di Salso Maggiore gestito dal Codacons, ora confrontandosi con il candidato Sindaco dott.ssa Volpicelli ha riscontrato da parte di quest’ultima la volontà di portare a compimento, se eletta sindaco, la realizzazione di tale servizio gratuito alla cittadinanza. In virtù di tale condivisione sul fare il Codacons ha deciso di dare il proprio appoggio alla dott.ssa Volpicelli – invitando i propri associati ed i cittadini a tenere nell’esprimere il proprio voto in considerazione l’utilità di appoggiare la disponibilità della candidata Sindaco ad attivare questo servizio gratuito a loro favore.

Presidente Codacons Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri

 

ANCORA UNA LEGNATA PER I RISPARMIATORI

by Alessio D'Alterio on

Cambia la banca, cambia la città, non si conoscono gli uni con gli
altri, sono in tantissimi…

ma tutti raccontano la stessa storia:

“ero andato in banca per svolgere alcune operazioni quando uno degli
impiegati mi ha proposto di investire in diamanti. Il capitale
investito
non corre rischi e danno un buon rendimento annuo… promettevano.

“A distanza di anni ho scoperto che ciò che mi hanno venduto valeva
molto meno di quanto mi hanno fatto pagare ed ora ho in mano qualcosa
che nessuno vuole… se non ad un quarto di quanto pagato per
acquistarli”.

” Come posso recuperare quanto ho perso ed ottenere un risarcimento del
danno?”

Questo è l’argomento che affronterà L’AVV. BRUNO BARBIERI V.
PRESIDENTE NAZIONALE DEL CODACONS nel corso del convegno organizzato
per
venerdì 15 GIUGNO 2018 ALLE ORE 19,00  presso

FONDAZIONE MARCO BIAGI DI LARGO MARCO BIAGI 10 IN MODENA

Modena 13/06/2018

     v. Presidente Regionale CODACONS

                      (Fabio Galli)

Nel corso del convegno verranno analizzati, con i convenuti, anche
alcuni aspetti e/o provvedimenti assunti dall’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato nel corso dell’adunanza del 20 settembre
2017.
Provvedimento che indica il Codacons quale associazione interveniente
nel procedimento stesso.

15 maggio 2018 – COMUNICATO STAMPA

 

IMPORTANTE SENTENZA CORTE DI APPELLO DI MILANO

ACQUISTO TITOLI NULLO SENZA ORDINE ACQUISTO SCRITTO O TELEFONICO

CONFERMATA CONDANNA DELLA BANCA COMMERCIO & INDUSTRIA SPA

A FAVORE ASSOCIATO CODACONS

 

Il CODACONS ha ottenuto da parte della Corte di Appello di Milano la conferma della sentenza di condanna della Banca Popolare di Commercio & Industria (sent. 2353/2018) alla restituzione di euro 30.000 per l’acquisto di obbligazioni della Finmek emessa a suo tempo dal Tribunale Civile di Milano ( sent.11811/2015) a fronte del diniego di riconoscimento da parte dell’associato CODACONS di Modena della circostanza relativa alla richiesta di acquisto delle obbligazioni. La Corte di Appello ribadisce che non può la banca pretendere di provare per testi il fatto che il cliente abbia eventualmente impartito l’ordine in modo verbale in quanto questo le è consentito solo in caso di incolpevole smarrimento dell’ordine scritto o della registrazione della telefonata con cui l’ordine è stato impartito. Il contratto scritto prevede che di norma l’ordine deve essere impartito per iscritto e che l’unica eccezione sia data dall’ordine telefonico registrato, in assenza del rispetto di questo accordo pattizio, la banca non può basare le proprie difese sulla presunzione dell’esistenza dell’ordine solo per il fatto di aver comunicato al cliente l’avvenuto acquisto o sul fatto che il cliente abbia incassato le cedole relative all’obbligazione che nel caso di specie dopo qualche anno andò in default. Con questa pronuncia la Corte di Appello di Milano conferma la bontà delle tesi giuridiche da sempre sostenute dai legali del CODACONS.

 

Vice Presidente Nazionale CODACONS e Presidente CODACONS Emilia Romagna

Avv. Bruno Barbieri